Cambiamenti climatici dissesto ambientale vere emergenze sociali

(Dott. Paolo  Caruso) – Il maltempo che ha flagellato con tutta la sua potenza il nord ovest e diverse aree della penisola provocando morte e devastazione rappresenta il risultato combinato di calamità naturali ascrivibili da un lato al cambiamento climatico e dall’altro al dissesto idrogeologico, entrambi  fenomeni riconducibili all’uomo, con i suoi spregiudicati interessi economici, alla sua cecità, al suo egoismo. I rappresentanti delle nazioni mantengono in materia un profilo basso, piegati come sono agli interessi delle lobby e agli egoismi nazionali, evidenziando tutta la miopia della politica, non comprendendo neanche i reali rischi di un pianeta avviato verso la distruzione. Se gli allarmi degli scienziati resteranno ancora una volta inascoltati e se i temi del clima, dell’ambiente, dell’inquinamento, e della riconversione energetica, resteranno problemi marginali, allora veramente le emergenze planetarie si avvieranno ad un punto di non ritorno. La politica, quella politica spesso latitante che con la sua complicità ha generato il dissesto idrogeologico e la cementificazone dissennata di estese aree boschive, fluviali e marine, in questi tragici momenti in cui la natura sembra ribellarsi, viene allo scoperto con la sua colpevolezza, con le sue evidenti responsabilità. Ci si chiede dove sono stati e cosa hanno fatto per tutelare i territori le autorità addette quali le amministrazioni locali comunali e regionali, le forze dell’ordine, le guardie forestali e ambientali, e perchè no la stessa magistratura anch’essa assente nel fare rispettare i vincoli di legge.Tutto ciò è causa di morte e di dolore come dimostra la tragedia di queste ore. La deforestazione legata anche ai frequenti incendi che divampano da nord a sud della penisola e che interessa anche vaste aree di continenti diversi, i conseguenti smottamenti e le frane sempre più presenti, rappresentano gravi ferite, un vero sfregio all’ambiente.  Solo un serio e incisivo studio idrogeologico con la messa in sicurezza di vasti territori esposti a fenomeni atmosferici estremi e all’incuria dell’uomo oltre che un radicale ridimensionamento delle cause legate ai cambiamenti climatici potranno entrambi seriamente rappresentare un antidoto alla vera emergenza ambientale e una soluzione ai gravi fattori economici che ne derivano.        

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

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5 replies

  1. Una crisi senza precedenti travolge il mondo nel 2008, nel 2012 il pareggio di bilancio in costituzione, è come se uno fa un frontale lo portano d’urgenza all’ospedale in fin di vita e i medici per curarlo gli infilano un bastone nel culo.
    Sono gli stessi che dovrebbero avere cognizione per salvare qualche cosa?

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      • Hai lasciato briciole come pollicino, mentre Piero Iula di là, dava una sistemata alla storia recente italiana, leggevo e pensavo: la storia profonda dell’uomo abbisogna la medesima sistemata.

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      • Piero Iula, che è una persona per bene, più che sistemare la storia moderna italiana, sistema in essa lui e le sue convinzioni, che non diventano migliori di altre, solo per il fatto di non appartenere alla vulgata.

        Se poi si passasse da quella italiana a quella mondiale, da quella moderna a quella passata, il povero Iula sarebbe spazzato via da quello che, a livelli multipli di complessità, ha irretito tutti quelli che hanno tentato una disamina come si suol dire “oggettiva” (tze…): la superstizione del “documento”! Tanto più vacillante, quanto più lo spazio si ingrandisce e il tempo si allontana.

        Per scrivere la storia bisogna essere “metastorici” e collocarsi in un ambito “stabile” e non nel divenire.

        Stai pur sicuro, per concludere, che “la storia profonda dell’uomo” non ha affatto bisogno di sistemate: è lei che ci sistemerà a breve!

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