L’epilogo di Trump

(Tommaso Merlo) – Il nemico invisibile ha colpito anche l’uomo più potente del mondo. Un altro campione del sovranismo che finisce disteso su un letto d’ospedale. Il virus scorrazzava da tempo negli Stati Uniti ma non era ancora riuscito ad infiltrarsi alla Casa Bianca, nel corpo di quell’anziano e scorbutico presidente. Trump lo aveva sfidato il virus, con un duello personale d’altri tempi. Minimizzando e ridicolizzando quella specie di raffreddore dagli occhi a mandorla. Che però invece di sparire per miracolo da solo ha ucciso oltre duecentomila americani, devastato l’economia e stravolto i piani dell’uomo più potente del mondo. Trump sembrava marciare serenamente verso il secondo mandato ed invece un signore ancora più attempato di lui lo sta surclassando nei sondaggi. Biden sussurra ovvietà, rimane chiuso in casa il più possibile e indossa la mascherina anche per andare in bagno. Più che una vittoria di Biden, si profila una disfatta di Trump. Gli Stati Uniti voterebbero chiunque pur di sbarazzarsi di quello che lo tsunami virale ha confermato essere il peggiore presidente della loro storia. Trump si è imposto sulla scena politica cavalcato senza ritegno le divisioni e le contraddizioni della società americana, ma sta per esserne travolto. La sua rozza presidenza sovranista sta trascinando gli Stati Uniti sull’orlo di una guerra civile in salsa moderna. Lacerazioni sociali, lacerazioni politiche, lacerazioni razziali. Chissà se disteso sul letto e con un virus potenzialmente mortale in corpo, l’uomo più potente del mondo troverà qualche minuto per guardarsi dentro. Ad una vita spesa ad accumulare soldi e roba anche fregando il prossimo se necessario. Perché quello che conta nella giungla è vincere. A qualunque costo. Soldi e roba che però non bastano mai. Quel dannato vuoto non si colma nemmeno con mega grattacieli nel cuore di Manhattan con scritto sopra il proprio nome in lettere cubitali. E neanche con hotel e campi da golf e miliardi che ballando al ritmo frenetico della propria vita da marchio commerciale. E allora ci provi con la fama a soddisfare quel pestifero ego che ti perseguita, con un reality show in cui licenzi senza pietà chi non è alla tua altezza. Come se fossi tu il modello dell’uomo vincente da imitare, quello che ce la fatta ad incarnare il sogno americano. Ma anche la fama alla lunga non basta. Perché all’ego in realtà non basta mai. Nulla. Un sogno americano fuori, un incubo dentro. E allora ci provi col potere, ma quello che conta davvero, quello politico. Punti alla poltrona più ambita, quella di uomo più potente del mondo. E va a finire che ci riesci pure perché la giungla del business si è mangiata anche la politica da quelle parti. Il consenso si compra con vagonate di dollari ma anche sfamando gli istinti peggiori. Quelli di un’America profonda frustrata ed impaurita da un mondo che cambia troppo in fretta. Un’America che vuole di più, sempre di più. Proprio come Trump che promette nuovi eldoradi che faranno l’America “ancora grande” e che promette muri e pugni di ferro per sedare le psicosi collettive. Ma governare un paese non è come gestire il proprio business e non è nemmeno un reality show. Non lo è affatto. Molto più complicato. Serve sensibilità e senso di responsabilità, serve altruismo, umiltà, prudenza, lungimiranza. Tutte qualità che Trump non ha e non ha mai avuto. L’uomo sbagliato al momento sbagliato. A Washington si scatena un circo sovranista senza precedenti. Strappi, provocazioni, purghe, scandali. Barriere difensive dietro cui Trump cerca di nascondere la sua totale inadeguatezza. Un ego scorbutico e infantile che messo all’angolo fa saltare il banco di continuo. Caos politico che diventa caos sociale che diventa caos internazionale. Ma la locomotiva turbo capitalistica a stelle strisce correva comunque e il marchio Trump sembrava marciare filato verso il secondo mandato. Poi è arrivato quel maledetto nemico invisibile. Per fermarlo non serve nessuna valigetta coi codici nucleari e l’esercito più potente del mondo è solo un inutile ammasso di ferraglia. Non servono nemmeno i soldi. Non serve nemmeno la propaganda. Servono delle qualità umane e politiche che l’uomo più potente del mondo non ha e non ha mai avuto. Trump ingaggia col virus un disperato duello personale provocando disastri e finendo disteso su un letto d’ospedale. Là fuori intanto i negazionisti si grattano il mento mentre l’attempato Biden fa le valige per trasferirsi alla Casa Bianca. È l’epilogo di Trump e di ogni ego pestifero. È l’epilogo del peggiore presidente della storia degli Stati Uniti d’America e del sovranismo a stelle e strisce.

19 replies

  1. E allora attendiamo con felice trepidazione la vitttoria dei buoni, dei presidenti pacifisti alla Obama, dell’amorevole fratellanza dei Black Matters Lives, degli ambientalisti alla Davos, e dei dispensatori di benessere globalisti. Ma sì, vediamo che fantameraviglioso mondo creeranno, una volta annientati tutti i “negazionisti” e attuati i punti previsti dai filantropi per il 2030.
    Hanno già preparato lo spot:

    Fine della povertà: controllo totale della finanza per le banche centrali
    Fine della fame: OGM per tutti i plebei
    Garantire la salute: vaccinazioni di massa (pagate da voi)
    Garantire la gestione sostenibile dell’acqua: privatizzazione di tutte le fonti
    Promozione della crescita sostenibile: libero scambio della macro corporazioni e austerità per tutti
    Salvaguardia dei mari: controllo delle risorse minerarie oceaniche e pescicoltura da allevamento per i plebei
    Uguaglianza per tutti: mometa unica elettronica globale e più burocrazia per tutti
    … ecco, non trovate che sia un mondo fantameravioso? Noo? allora meritate la rieducazione dei buoni:

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    • OT: UNTU, sempre per quel discorso sulle cose delicate che ti dovevo dire, ecco, tieni bene a mente la data di cui ha acennato Master Class, anche se penso, nemmeno lui, sia consapevole fino in fondo che cosa significhi veramente!

      Mi spisce se sono “oracolare”, ma non posso fare altrimenti…

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      • Stavolta stai proprio fregnacciando. Il partito dei Democratici non é fatto solo di Clinton e Biden e compagnia cantante.

        Senza neanche toccare il caso Sanders, vatti a vedere chi sono Ocasio-Cortez, Porter, Booker, Tlaib, eccetera.

        Poi contati in tasca quelle idee spicce e riciclate che sembri voler tenerti appiccicate alla lingua.

        Ah giá, tu come Giannini non rispondi mai nel merito…

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  2. La tecnologia usata per allontanarci sempre più gli uni dagli altri e gli altri sono loro, oggi senza uno smartphone sei una merda, non puoi fare un cazzo, creano meccanismi intermedi per isolarsi sempre più, nuoveregole, sempre più regole, un muro di regole, la pandemia ha tutta la parvenza di un detonatore anticipato.
    La deriva è questa.
    Dobbiamo garantire accesso ha chi non ha tecnologia, se domani la tecnologia fa clic, siamo nella merda.
    Il nostro interlucotore chi è?
    La tecnologia o loro?
    Cazzo è sto scollamento.

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  3. Leggo dall’articolo:
    “Come se fossi tu il modello dell’uomo vincente da imitare, quello che ce la fatta ad incarnare il sogno americano”.
    Credo che ci sia un errore. Spero che la redazione corregga per evitare che qualcuno confonda le regole grammaticali e perchè un errore così non si può davvero vedere. Scusate l’osservazione.

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  4. Un virus di merda dalla mortalità bassissima preso a pretesto per creare un nuovo ordine mondiale ovviamente contro il popolo ed a vantaggio di alcuni potentati… e gente anche intelligente ( almeno all’apparenza ) che non lo vede, non se ne accorge e taccia i pochi che hanno capito la manfrina come negazionisti! non avrei mai creduto di arrivare a vedere tutto ciò che lessi anni fa nei peggiori ( nel senso di più angoscianti) libri di fantascienza… l’umanità merita di essere sterminata

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