Cazzaretti

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Oggi inizia dinanzi al gup di Catania l’udienza preliminare del processo a Matteo Salvini per il presunto sequestro di persona di 131 migranti soccorsi nel Mediterraneo il 25 luglio 2019 e bloccati per sei giorni, fino al 31, al largo delle coste italiane sulla nave Gregoretti della Marina militare. Il leader imputato ha convocato a Catania i suoi parlamentari e alleati per fare il martire e buttarla in caciara. E, a leggere o ascoltare certi opinionisti, ci è riuscito: nessuno ha capito perché lo processano. Nemmeno lui. Infatti l’altro giorno ha twittato, restando serio: “La memoria difensiva per il mio processo come ‘sequestratore di persona’ che ho consegnato alla D’Urso è scaricabile qui…”. Figurarsi la gioia dei giudici nell’apprendere che la memoria non è stata depositata in cancelleria, ma a Non è la D’Urso. Il testo, poi, pare scritto da un buontempone che vuol vederlo all’ergastolo. Vi si legge che i migranti sulla nave godevano ottima salute (come se i sequestri di persona fossero leciti purché l’ostaggio sia in gran forma e venga trattato bene). E che non vi fu “alcuna illecita privazione della libertà”, ma una semplice “attesa per organizzare il trasferimento presso la destinazione finale” (cosa che si può sostenere per le imbarcazioni delle Ong straniere, il cui diritto di sbarco sempre e solo in Italia è opinabile, ma non per una nave militare italiana). Ma il capolavoro assoluto è l’insistenza sul “pieno coinvolgimento del governo”. Che in quei giorni non tenne alcun Consiglio dei ministri sulla questione, anche perché il Cazzaro dirigeva il traffico dal Papeete e non parlava più con Conte né con Di Maio (mancavano pochi giorni alla crisi).

La responsabilità penale è personale e la Costituzione parla chiaro: “I Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri”. Eppure persino Paolo Mieli scrive sul Corriere che Conte “è stato assai fortunato” a non finire imputato con Salvini. Dimentica che, per il blocco di una nave (la Diciotti, un anno prima) deciso da tutto il governo, Conte, Di Maio e Toninelli si autodenunciarono per essere processati con l’allora ministro dell’Interno. E furono indagati anch’essi per sequestro di persona dalla Procura di Catania. Ma poi il Tribunale dei ministri li archiviò, perché ciascun ministro è responsabile dei propri atti e quel blocco l’aveva firmato Salvini. Noi restiamo convinti che il reato di sequestro di persona non si attagli ai blocchi Salvini delle navi Diciotti, Gregoretti, Open Arms, Sea Watch ecc: che restarono, sì, forzatamente al largo delle coste italiane, ma pur sempre libere di muoversi in cerca di altri porti sicuri.

Ma, se continua a difendersi così, il Cazzaro si scava la fossa. Il Senato, autorizzando il processo, ha già escluso le due condizioni di improcedibilità: l’“interesse dello Stato costituzionalmente rilevante” e il “preminente interesse pubblico”. E l’archiviazione di Conte, Di Maio e Toninelli sul caso Diciotti ha già escluso che per ogni atto illecito di un ministro debba finire alla sbarra tutto il governo. Anziché provare a far processare pure Conte&C., Salvini dovrebbe tentare di far assolvere se stesso. E il modo peggiore per riuscirci è quello di raccontare balle ai giudici. Anche perché sono le stesse balle che aveva già rifilato al Senato. Con esiti miserevoli. Preannunciava fantomatiche “carte” che provavano il coinvolgimento del premier, di Bonafede e di Di Maio. Poi si scoprì che Conte non aveva scritto né detto una sillaba sul blocco della nave: si era semplicemente attivato con altri Paesi Ue e col Vaticano per ricollocare i migranti. Bonafede aveva commentato lo sbarco già avvenuto, non il precedente divieto di Salvini. E Di Maio, dopo aver ripetuto che dei migranti doveva farsi carico l’Ue, aveva addirittura criticato il trattamento riservato da Salvini alla Guardia Costiera (“Non si tràttino i nostri militari su quella nave come pirati. Pieno rispetto per le forze dell’ordine”). Idem per i paragoni fra caso Gregoretti e caso Diciotti (per cui fu assurdamente negata, coi voti del M5S, l’autorizzazione a procedere): tutte balle.

Salvini, al processo Gregoretti, risponde di sequestro per aver rifiutato per 6 giorni di indicare alla Guardia costiera un porto sicuro (Pos): e quell’indicazione spettava all’Italia (i migranti erano stati “salvati” in un’operazione tutta italiana), mentre per la Diciotti toccava a Malta (che aveva coordinato il salvataggio prima che la nave italiana rilevasse i naufraghi). Non solo: la Diciotti è una nave adibita ai soccorsi in mare, dunque può ospitare decine di persone sotto coperta, mentre la Gregoretti è destinata alla vigilanza sulla pesca e non garantisce un’adeguata sistemazione (infatti i migranti restarono una settimana sul ponte, sotto la canicola). Dalla Diciotti, poi, furono subito fatti sbarcare dal governo donne e bambini; dalla Gregoretti la gran parte dei minori poterono scendere solo per ordine della Procura minorile. Infine: il blocco della Diciotti (agosto 2018) fu deciso perché prima Malta sul Pos e poi la Ue sui ricollocamenti facevano i pesci in barile; quello della Gregoretti (luglio 2019) fu deciso quando il meccanismo dei ricollocamenti Ue era già collaudato. Chi vuol bene a Salvini dovrebbe avvertirlo che contar balle è la peggiore strategia difensiva. In Parlamento chi mente passa per furbo. In Tribunale passa per colpevole.

15 replies

  1. Mo`vuoi vedere che giletto dipanera`la questione spiegando agli italiani che il ministro Bonafede voleva far evadere i migrandi detenuti al 41 bis, invece di dargli una busta di noccioline e lasciarli marcire in galera perché non servivano a bonomi?

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  2. Il vero dramma è che in Italia non riusciamo nemmeno a difendere i confini da chi li vìola illegalmente. Le fabbriche chiudono, il lavoro cala, orde di migranti illegali senza istruzione e senza un mestiere continuano ad arrivare dall’Africa, e i nostri giovani migliori e più preparati se ne vanno all’estero… se andiamo avanti così il nostro paese verrà cancellato dal mondo civile e ingoiato nel baratro del Terzo Mondo.

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      • 1. I confini si difendono da chi vuole invadere una nazione o dichiarare guerra ad una nazione.

        I migranti, invece, vengono qui per lavorare. Anche un povero scemo dovrebbe capire che “la difesa dei confini”, peraltro detto da uno che manco ha fatto il servizio militare (difatti confonde le motovedette con le navi da guerra, da perfetto imbecille qual’è) è una stupidaggine.

        2. Cosa sono i migranti illegali? Se hai i documenti sei legale, al più non sei in grado di mantenerti economicamente, ma questa è un’altra cosa.

        Senza istruzione?

        Perchè chi scrive delle stronzate come “difesa dei confini” cos’è, un genio?

        Senza preparazione?

        Quelli che si lamentano dei migranti senza istruzione ne preparazione sono proprio gli italiani nelle stesse condizioni, che, magari, pretendono tutto dallo stato, senza obblighi.

        Ovvero, pensando che essere italiani significhi diritti senza doveri trattano l’italia “come se” fosse una proprietà loro, cosa che non è.

        Detto questo, io ho pi ù problemi con gli italiani che con gli stranieri, sarà perchè io guardo i comportamenti anzichè il colore della pelle.

        Legga qualche libro, che il suo italiano è scadente.

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    • Il tuo Paese rappresenta giá la chiavica della storia, semplicemente perché da’asilo alle tue cacchiate.

      Ma sai, ti si lascia parlare… Sempre che tu non voglia articolare il tuo scintillante pensiero e concedermi il piacere di [aggiungi trattamento fantozziano]ti.

      Fatti sotto.

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  3. L’Australia offre spunti molto interessanti per una politica di contrasto serio e concreto all’immigrazione clandestina via mare: “Se sali su un’imbarcazione senza visto, non arriverai in Australia. Qualsiasi imbarcazione che cerchi di entrare illegalmente in Australia sarà intercettata e allontanata in sicurezza oltre le acque australiane” recita uno slogan molto pubblicizzato dalle autorità australiane e molto efficace, che mira, con successo, a scoraggiare il fenomeno. Loro il problema lo hanno risolto, facciamo altrettanto. È urgente e prioritario fare accordi efficaci coi paesi dell’Africa che affacciano sul Mediterraneo per mettere in campo tutti i mezzi necessari per prevenire il traffico degli imbarchi di clandestini verso l’Italia e scoraggiare le ONG dei falsi salvataggi in mare con multe salatissime, arresto e processo per direttissima dei responsabili e sequestro e demolizione delle navi che violano il divieto di sbarco di migranti illegali nei nostri porti.

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    • Ammesso e non concesso che l’Australia abbia risolto il problema, lo ha fatto istituendo isole-ghetto a mille chilometri dalle proprie coste (Nauru, anche nota come “la Guantanamo del Pacifico”), o in nazioni compiacenti come la Cambogia o la Papua Nuova Guinea, ovviamente pagandole per il servizio (alcune fonti riportano 1400 dollari a rifugiato). Il tutto in condizioni sulle quali è umanamente preferibile sorvolare, come documentato dalle ripetute denunce di Amnesty Internazional e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

      Va altresì considerato come le due situazioni siano molto poco paragonabili, dato che l’Italia si trova ad un tiro di schioppo da un continente con un miliardo di poveri (con l’aggravante di aver contribuito alla loro attuale condizione sfruttandoli per decenni come se non ci fosse un domani e invece, sorpresona, il domani di ieri è proprio oggi), mentre i migranti che hanno tentato la via dell’Australia sono perlopiù cingalesi, iraniani, afghani, iracheni: tutte nazioni dalle quali è palesemente un azzardo pensare di partire con un gommone o una bagnarola qualunque e sperare di superare migliaia di chilometri di oceano. Basta guardare un mappamondo o google maps e confrontare il mediterraneo con l’oceano indiano per rendersene immediatamente conto.
      Da questa oggettiva difficoltà logistica discende la relativa esiguità del fenomeno migratorio verso l’Australia: il loro picco massimo, prima dell’operazione denominata “No Way” è stato poco più di un decimo del massimo nella sola Italia (20 mila nel 2013 contro i nostri 170 mila nel 2014), ma il paragone corretto sarebbe da fare con l’intera Europa, o almeno con i Paesi affacciati sul mediterraneo, quindi aggiungendo ai numeri italiani quelli di Spagna, Francia, Grecia, Cipro, Malta e Turchia, il che renderebbe ancor più relativamente piccoli i numeri australiani. Facile, fare la voce grossa in quelle condizioni.

      Segnalo tre diversi articoli, a beneficio di chi volesse provare a guardare oltre lo slogan, prima di prendere l’esempio australiano per oro colato.

      Qua uno del 2015, quindi in tempi non sospetti, del sempre documentatissimo Il Post che spiega per filo e per segno il modello australiano.
      https://www.ilpost.it/2015/04/22/immigrazione-australia/

      Qua uno più recente che parla degli effetti della “Pacific Solution” (va detto che per i nomi hanno un vero talento, no way significa “non c’è modo”, ma anche la traduzione letterale “nessuna via” è efficace; anche la Soluzione Pacifica si può leggere in due modi, riferita al nome dell’oceano oppure al suo significato letterale).
      https://www.agi.it/estero/migranti_australia_no_way-4302404/news/2018-08-24/

      Infine, uno recente che riepiloga la situazione.
      https://www.osservatoriodiritti.it/2020/06/24/immigrazione-australia/

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    • Rapido commento: l’Australia sbatte i profughi raccolti in mare su isole straniere – Papua e Naru – lasciandoceli marcire per decenni.

      Hai letto bene: decenni.

      Invece di fare come Minniti hanno da tempo trovato una soluzione borgesiana grottesca.

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  4. “Chi racconta balle… in tribunale passa per colpevole.”
    Dipende.
    Se sei un poveraccio senza santi in paradiso, sicuramente si.
    Ma se sei membro delle “classi privilegiate” o “fratello” in qualche loggia
    allora puoi raccontare tutte le balle che vuoi.
    Al massimo ti potrà capitare di essere mandato per qualche settimana
    ad importunare poveri vecchietti in una residenza protetta.
    Oppure potresti essere condannato a restituire il bottino in 1000 comode
    rate mensili.

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  5. Sempre a slinguazzare queste stelle cadenti…
    non è mai colpa loro, sempre degli altri
    Te ne accorgerai alle prossime elezioni, prima o poi si faranno

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  6. Ho sbagliato: Nauru, si trova in Micronesia a ovest di Paperino.

    Jonny Dio dammi atto che pure questa storia dell’Australia é stata giá discussa qui su Infosannio. E si torna a ripetere le stesse cose. Miiiiii…

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  7. Claudio S., ho fatto lo straccione e ti ho messo all’indice leggendo al contrario il tuo commento.

    É che mi salta, stasera, parecchio.

    Mi scuso per la straccionaggine, per stasera mollo Infosannio e vedo un poco se posso automatizzare i post-install di Winzozz, perché il file unattended non mi funziona proprio.

    Buonanotte.

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    • No, proprio non ce la faccio. Gli scriptlet di Powershell non mi portano da nessuna parte e gli hook post-install dei vari maghetti online non riesco ad adattarli.

      Fallimento. Domenica.

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