Storie horror: Confindustria applaude un Cinque Stelle

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Stentiamo a crederci, eppure è successo davvero. Martedì, a Roma, all’assemblea di Confindustria. Sono brutte storie di cui non vorremmo mai occuparci. Inaudite. Inconcepibili. Un segno inequivocabile del degrado dei tempi. Eppure, la cronaca del Corriere della Sera non lascia dubbi, e a essa ci affidiamo increduli ma, sia ben chiaro, declinando ogni responsabilità per ciò che siamo costretti a riportare. “I primi timidi applausi per Patuanelli sono arrivati quando il ministro ha detto: ‘che un terremoto si è abbattuto sul mondo delle imprese e ora lo Stato deve fare la sua parte’. Una volta rotto il ghiaccio per altre sette volte la platea ha battuto le mani”.

Fermiamoci qui per favore e riprendiamo fiato perché, non ci crederete, ma lo Stefano Patuanelli di cui si parla è un grillino. Sì, un ministro dello Sviluppo economico targato 5stelle, e già questo dovrebbe interrogarci sull’enormità dell’episodio. Poiché costui è un componente di quel cosiddetto movimento che non pago di aver fuorviato il settanta per cento degli elettori inducendoli a tagliare il numero dei parlamentari – e dunque a pugnalare al cuore la democrazia – si è reso ultimamente protagonista di comportamenti indecorosi che più che alla politica appartengono alla cronaca nera. Grillino è infatti quel Pasquale Tridico che ha arraffato la poltrona dell’Inps per raddoppiarsi gli emolumenti e incamerare i pingui arretrati (e anche se non è andata così non fa niente, sono cavoli suoi). Purtroppo lo spazio è tiranno e per comprendere di chi stiamo parlando – di una casta ancora più casta di quella casta che essi volevano aprire come una scatoletta di tonno (che poi hanno ingurgitato con tutta la confezione) – citeremo un paio di significativi episodi. La faccia tosta per non dire peggio di quell’Alessandro Di Battista che dopo aver rifiutato a più riprese una poltrona da ministro (ma chi si crede di essere?) apprendiamo che “vestirà i panni di ‘professore’ di giornalismo per la testata online Tpi, previo pagamento di 185 euro”. Previo, e abbiamo detto tutto. E non ci sono parole neppure per commentare quanto accaduto all’agriturismo Cobragor, in borgata Ottavia a Roma, dove al termine dell’allegra tavolata della nuova casta, “i ragazzi del governo un po’ distratti lasciano un totale di 50 euro di mancia. In trenta, 1,6 euro a testa” (Il Foglio). Pazzesco. Alle luce di tutto ciò gli otto applausi confindustriali a un esponente di questa conventicola di tirchi e incompetenti destano ancora più stupore. Ma ’sti industriali chi li paga?

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