A chi non piace la Raggi. La sindaca colpevole a prescindere

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Non piace alla gente che piace. Nei salotti, ai piani alti, tra i notabili di Roma c’è un solo nome che mette d’accordo tutti: Virginia Raggi, la sindaca colpevole a prescindere, fosse anche dei peccati millenari della città. I trasporti, per dire, da quando c’è lei sono una piaga d’Egitto, e si fa una fatica inutile a spiegare che l’azienda dei bus ha chiuso il primo bilancio in utile dai tempi di Romolo e Remo, e perciò sta acquistando centinaia di nuovi mezzi, che andranno a sostituire quelli vecchi, pericolosi e spesso andati a fuoco. Incassato il colpo, per chiudere la discussione arriva sistematicamente chi sentenzia che la Capitale fa schifo!

Eppure non è che prima splendesse, ed è fin troppo ovvio che continuando a dare ai privati centinaia di milioni per il trattamento dei rifiuti – come si è sempre fatto in passato – poi non resta un soldo per la pulizia e il decoro affidati al servizio pubblico. Solo aver resistito al monopolio privato e alle intimidazioni di chi ha dato a fuoco gli impianti comunali e centinaia di cassonetti varrebbe una medaglia e può darci una possibilità di avere in futuro una città migliore. A questo punto diventa divertente guardare le facce di chi sta sudando per cercare nella memoria qualche altro disastro della prima cittadina, fin quando dai ricordi più lontani tornano le buche. Avete presente?

Fino a qualche anno fa erano proverbiali, ne scrivevano pure i giornali stranieri e ci si facevano più battute che sui carabinieri. Facendo un po’ di pulizia, togliendo sprechi e ruberie, nonostante i debiti ereditati dalle Giunte precedenti, l’amministrazione grillina ha riasfaltato gran parte delle strade, facendo lavorare un mucchio di imprese e riportando su livelli fisiologici i rischi della viabilità. A questo punto scatta quindi la domanda: ma perché una sindaca così non piace? E la risposta non è mai sincera. C’è chi farfuglia, chi ammette di poterci ripensare, chi continua a cercare il pelo nell’uovo, ma il motivo vero è uno solo: la Raggi ha un peccato originale, è dei Cinque Stelle, fa le cose sul serio e non fa rubare.

13 replies

  1. Tutto il malaffare imperante per decenni e decenni e decenni, si trova ora destabilizzato, deposto, disarcionato, la sindaca Raggi ha fatto striscioline della delinquenza e loro si ribellano con tutti i possibili modi, quello di screditarla e derirederla è uno dei tanti, bruciare discariche, cassonetti e forse bus sono altri.. non ce la faranno mai perché la sindaca Raggi è una potenza!!!

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  2. Un commento così BANALE non l’ho mai letto.

    NON si incolpa la Raggi dei disastri di Roma, ma la sua capacità di risolvere parte dei problemi.
    Basta leggere il programma elettorale del 2016 alla voce RIFIUTI
    -Differenziata al 70%
    -Riciclo dei rifiuti
    -Realizzazione di impianti e isole ecologiche in ogni municipio.
    Oltre la promessa di non fare accordi con CERRONI (accordi poi avvenuti nel 2017…)

    Per non parlare della mancanza di un piano di SVILUPPO ECONOMICO degno di una capitale EUROPEA, Zero progetti in essere.
    Oppure la vergognosa situazione dello Stadio e business park, dell’ex fiera e gli ex mercati. Oltre i 3 anni persi per la METRO C, aspettando 10 milioni dal governo….(le opere si fanno con i mutui, cioè debiti, oltre che elemosinare soldi dallo STATO..)

    Insomma la colpa della Raggi è che la ragazzetta si è impegnata solo sull’ordinario e sulle ASSUNZIONI.
    Il risultato è che Roma è una città DEPRESSA più vicina all’Africa che all’Europa.

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  3. La sindaca Raggi esprime al meglio la diversità del M5S, lavorando instancabilmente ed in silenzio ogni giorno per rimettere pazientemente a posto le tessere di un mosaico che è esploso da decenni.
    La sua è una politica necessariamente dei piccoli passi ma tutti coerenti e orientati al recupero dell’efficienza della macchina amministrativa e del benessere della municipalità.
    Ci sta riuscendo in pieno e, paradossalmente, il fatto che venga sistematicamente silenziata dai media di regime, conferma la bontà del suo operato, finendo per agevolarne l’azione amministrativa, lontana dalle luci della ribalta.
    E’ per questo che quando non possono prenderla di mira pretestuosamente, i soliti potentati del mondo di mezzo, quello tra politica, criminalità organizzata, imprenditorialità speculativa e malaffare, in questa fase rinunciano al quotidiano stucchevole dileggio, preferendo concentrare ogni mezzo a loro disposizione per tentare di sbarrarle la strada in vista della prossima sindacatura.
    Anche l’ultimo scandalo sulle bancarelle romane è potuto scoppiare solo perché dentro il Campidoglio, per la prima volta in 70 anni, è stata fatta disinfezione, mettendo a nudo, quando non le complicità, le connivenze storiche dell’apparato amministrativo del Comune col marciume di quel mondo.
    La dolce Virginia sta superando a pieni voti la prova più difficile in cui il M5S si sia mai cimentato, riuscendo alla distanza, grazie alla sua grande empatia, a conquistare il favore dei suoi concittadini, più di quanto non abbia saputo fare la pur brava Chiara Appendino a Torino.
    Donne che, dimostrando una volontà ed una tenacia insospettabili, si sono sapute far valere in un ambiente spietato, dominato da sempre da padrini, galoppini e faccendieri, semplicemente per le loro qualità personali, senza dover ricorrere alla tutela pelosa delle quote rosa né all’endorsement di qualche politicante di lungo corso.
    Incarnano in pieno ciò che deve continuare ad essere il MoVimento sulla ribalta nazionale, senza autocensurarsi in alleanze precostituite ed innaturali con chicchessia.
    Perché a furia di strategie o di caminetti si smarrisce di nuovo il filo faticosamente ritrovato che unisce in un rapporto di lealtà e collaborazione la gente perbene con i propri portavoce nelle istituzioni: cioè quella che è da sempre la missione storica del M5S.
    Brava sindaca, con il tuo esempio stai mostrando a tutti che un’altra politica è possibile, che si alimenta non di ambizione personale ma di spirito di servizio, di connaturato desiderio di fare bene il proprio dovere: anche a costo di apparire normale.

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  4. .. Perché a furia di strategie o di caminetti si smarrisce di nuovo il filo faticosamente ritrovato che unisce in un rapporto di lealtà e collaborazione la gente perbene con i propri portavoce nelle istituzioni: cioè quella che è da sempre la missione storica del M5S…
    Tutto bello e veritiero, ma questo punto, a mio parere, è stato affrontato in manieta troppo semplicistico, se si vuole governare, rimanere in gioco e fare le cose, almeno nel presente, bisogna trovare strategie e scendere a compromessi, che non siano scandalosi, in più si fa operazione di trascinamento di buoni elementi di altri gruppi che possono concorrere in un prossimo futuro a una compagine organica, questo è il futuro reale che vedo

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  5. Jonny Stecchino diceva che il problema a Palermo era il traffico. A roma la raggi e i 5 stelle hanno solo peccato per aver contribuito ad assassinare Marino eletto dal popolo Romano. Vi ricordate la Raggi quando svenyolava le arance augurando il carcere a Marino. Vergognatevi

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