Megastipendi a tutti i boiardi. Ma attaccano il meno pagato

(di Ilaria Proietti – Il Fatto Quotidiano) – Tutti contro Tridico. Pronti a chiederne lo scalpo sperando magari di azzoppare anche il governo giallorosso. Perché le nubi che da un paio di giorni si addensano sul capo del presidente dell’Inps di cui il centrodestra invoca all’unisono le dimissioni, fanno finire sulla graticola anche il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e il titolare dell’Economia Roberto Gualtieri, accusati di aver firmato ad agosto il decreto con cui è stato deciso l’aumento del suo compenso a 150 mila euro rispetto ai 103mila (più benefit però) del suo predecessore Tito Boeri (Tridico fino ad aprile scorso ha percepito solo 60mila euro, perché il restante andava al vice-presidente). Un’opportunità colta al volo dalla grande stampa al completo. Una “pagina nera”, sentenzia il Sole 24 ore: “Colpisce la scelta del momento per una simile, sciagurata operazione. In piena emergenza Covid, mentre il Paese annaspa in un mare di cassa integrazione e con tanti lavoratori ancora in attesa e l’Inps” scrive il quotidiano degli industriali, che picchia duro sull’esecutivo Conte prendendo spunto dal caso sollevato due giorni fa da Repubblica. La quale ieri ha dedicato all’affaire addirittura l’apertura, come La Verità e a ruota, Il Giornale di Sallusti, che grida allo “scandalo Inps”, naturalmente seguito da Libero per il quale l’occasione è buona per affondare il colpo anche sul Movimento 5 Stelle (“Ingordo al governo”) che ha voluto Tridico all’Inps.

Un plotone di esecuzione. Per tutta la giornata la polemica è divampata nonostante le precisazioni del ministero del Lavoro e una lettera dettagliata di Tridico al quotidiano diretto da Maurizio Molinari. Il presidente dell’Inps ha rispedito al mittente la ricostruzione di Repubblica.“L’articolo – accusa Tridico che ipotizza vi sia un disegno per colpire il governo – ruota intorno a due falsi: per effetto del decreto interministeriale che stabilisce i compensi del Cda di Inps (e Inail), al sottoscritto sarebbe riconosciuto un arretrato di 100mila euro. Questo il primo falso. La realtà – ha aggiunto – è invece che la nuova misura del compenso previsto per il Presidente dell’Istituto decorrerà non da maggio 2019, bensì dal 15 aprile 2020, vale a dire da quando si è insediato il Consiglio di amministrazione e ne ho assunto la carica di Presidente. Il secondo falso è che non è nei poteri del Presidente o di qualsiasi altro organo dell’Istituto determinarsi i compensi”.

Sul tema è intervenuto anche Luigi Di Maio che a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio ha ribadito la sua fiducia nel presidente dell’Inps. “Credo che su questa tema – ha spiegato – ci sia da considerare il momento che stiamo vivendo. Problemi per la Cassa Integrazione, imprenditori che non riescono a ripartire”. E ha spiegato anche le circostanze dell’aumento dello stipendio incriminato. “Il Comitato dei tecnici di Palazzo Chigi era stato convocato per rivedere gli stipendi Inps ed è venuta fuori la proposta dei 150 mila euro. Ora stiamo facendo approfondimenti perché bisogna tener conto che una cosa era la situazione un anno fa, cosa diversa è oggi”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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3 replies

  1. Mi leggerò bene l’articolo ma la questione non è Tridico (che ha sbagliato soprattutto per modalità e tempi, ne abbiamo già discusso) coi suoi 150.000 €/anno ma la pletora di magnager statali e parastatali che hanno guadagnato e guadagnano cifre stratosferiche.

    Come mai non esce una bella tabella con due sole colonne, a sinistra i nomi e a destra i compensi di tutti i magnager pubblici e parapubblici, suddivisi per anni?

    Cimoli guadagnava, come amministratore delegato Alitalia, quasi 200.000 € al mese.
    Una cifra totalmente fuori mercato.
    I suoi colleghi a capo delle altre compagnie europee, non costantemente in rosso come quella da lui amministrata, guadagnavano molto meno.
    E Cimoli non si è distinto per le sue capacità gestionali quando era a capo di Alitalia.

    Perché uno stipendio così alto e totalmente fuori mercato? E questo il punto.

    Nessuno potrà mai togliermi il sospetto che una parte di quell’incredibile compenso Cimoli lo abbia girato al politico che in quel cazzo di baraccone ce lo ha messo.

    Perché un politico che ha il potere di nominare non può accettare che il nominato guadagni venti volte di più.
    Senza contare poi la buonuscita, di cui ora non ricordo l’ammontare.

    Se la questione Tridico serve per far emergere questioni ben più importanti, è stato un bene che se ne sia parlato.

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  2. I super stipendi sono una vergogna, un offesa a chi lavora. Super pagati per mettere scarabocchi o fare quattro chiacchiere in TV. 😥. Uno stipendio per un lavoratore privato è 1200 euro, se va bene ti aumentano 100 euro al mese no 100.000 euro all’anno. I 5Stelle si sono diminuiti lo stipendio di onorevoli, hanno dato la pensione a vita a vent’anni, ma i privilegi delle caste sono rimasti e a portare avanti l’Italia sono sempre i lavoratori da 1200 euro al mese.😥

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