I garantisti forcaioli

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – L’ultima frontiera delle fake news è quella di far dire al titolo il contrario di ciò che dice l’articolo. È il metodo della nuova Repubblica di Sambuca Molinari. L’altro giorno titola in prima pagina: “Effetto Draghi sui leader. Gli elettori del Pd divisi sul referendum”. Poi uno legge l’articolo di Ilvo Diamanti sul suo ultimo sondaggio e scopre che Draghi, ex banchiere in pensione infilato abusivamente fra i leader politici, è solo terzo dietro a Conte e a Zaia; e che il Sì al referendum stravince all’82% e domina fra gli elettori di tutti i partiti, Pd incluso. Ma titolare “Conte al 60% e il Sì all’82%” pare brutto: sennò poi i lettori capiscono cosa dice il sondaggio. Stesso copione martedì sullo studio dell’Istituto Cattaneo che simula il prossimo Parlamento con la nuova legge proporzionale e con 600 eletti al posto di 945, in base alla media dei sondaggi di oggi: “Ecco il Parlamento se vince il Sì. Destra avanti in entrambe le Camere”. Naturalmente la destra sarebbe avanti anche se vincesse il No, perché il taglio riguarda tutti i parlamentari, anche quelli di destra, non solo grillini e centrosinistri; e col proporzionale vince chi prende più voti, cioè – secondo la maggioranza dei sondaggi di questi giorni -la destra. Ma tutto fa brodo: vedi mai che qualche lettore idiota ci caschi, si spaventi e corra a votare No pensando di sbaragliare le destre.

Ieri, terzo replay. Titoli a pag. 1 e 2: “Metà dei boss ancora a casa. Sono 112 su 223 i mafiosi e narcotrafficanti liberati durante il lockdown e non rientrati in cella nonostante il decreto Bonafede”. “La beffa dei boss mafiosi scarcerati per il virus. Nonostante il dl Bonafede che avrebbe dovuto riportarli in cella”. Poi leggi l’articolo, correttissimo e informatissimo, e scopri che nel titolo non c’è una parola di vero: tutto falso o fuorviante. Se il titolo rispecchiasse l’articolo, non meriterebbe neppure una breve in cronaca: l’unica novità è che durante il lockdown i boss veri o presunti scarcerati non erano 498, come si era detto e strombazzato, ma 223 (meno della metà, di cui solo 121 pregiudicati e 102 presunti non colpevoli, perché mai condannati, ma in custodia cautelare; gli altri 275 erano finiti ai domiciliari per motivi del tutto estranei alla pandemia). Aggiungiamo che, com’è noto a tutti fuorché ai titolisti di Repubblica e ai teleconduttori scalmanati, quei detenuti non sono stati scarcerati e spediti ai domiciliari a causa (o con la scusa) del Covid da Bonafede, ma da decine di giudici di sorveglianza in base a leggi preesistenti: l’unica norma nuova, inserita dal ministro nel dl Cura Italia di fine marzo, restringeva l’applicazione della svuotacarceri di Alfano, escludendo i detenuti per reati di mafia e altri delitti gravissimi.

Ma qui, come in un noto talk show di mitomani, si continua a far credere il contrario, cioè che il Guardasigilli abbia il potere di arrestare o scarcerare i detenuti. Il dl Antiscarcerazioni, varato il 9 maggio, non avrebbe affatto “dovuto riportarli in cella”: se l’avesse solo tentato, sarebbe stato incostituzionale perché avrebbe violato la più elementare divisione dei poteri. Il decreto impone ai tribunali di sorveglianza di riesaminare le loro ordinanze di scarcerazione alla luce dell’attenuarsi dei contagi e della maggior disponibilità di posti letto in strutture sanitarie detentive; ma spetta sempre ai giudici decidere chi rimandare in cella e chi lasciare a casa (il che non ha risparmiato a Bonafede accuse da avvocati e magistrati, addirittura ricorsi alla Consulta). E così è stato: 111 sono tornati dentro e 112 sono rimasti ai domiciliari. Peraltro, dei sei soggetti pericolosi ancora fuori citati da Repubblica, uno non era uscito per rischio Covid (quindi col decreto non c’entra); e, per gli altri cinque (quattro in custodia cautelare, cioè presunti non colpevoli, e uno solo condannato), il Dap ha proposto soluzioni sanitarie adeguate in strutture detentive, ma i giudici hanno ugualmente confermato i domiciliari.

Quindi, con chi ce l’ha Repubblica? E soprattutto: cosa propone? Intende forse polemizzare con i giudici che abusano del loro potere per metter fuori i criminali, come gli “ammazzasentenze” di un tempo, che scarceravano decine di boss (quelli sì, sicuri, perché pregiudicati) con la scusa di un timbro sbagliato o di una pagina di sentenza mancante? Nossignori: di questa polemica non c’è traccia, altrimenti poi chi li sente i “garantisti” repubblichini. L’unico colpevole citato della “beffa” è il ministro, che non c’entra nulla, anzi ha fatto fin troppo per rimediare allo sbrego aperto nell’Antimafia dai tribunali di sorveglianza. Come passa il tempo. A marzo Repubblica contestava Bonafede perché non svuotava le carceri con un bell’indulto o una bella amnistia e dunque preparava la strada a una strage di detenuti per Covid (risultato: 1 morto di Covid su 61mila detenuti in sei mesi). Ora lo contesta per averle svuotate troppo (mentre l’han fatto i giudici, in barba ai suoi decreti). Prima lo attaccava per aver abolito la prescrizione a danno di “tanti innocenti in carcere” (che con la prescrizione non c’entrano nulla). Ora pretende che si sostituisca ai giudici per riarrestare per decreto i detenuti e chiama “boss”, “mafiosi” e “narcotrafficanti” anche quelli mai condannati, dunque – per la nostra Costituzione – presunti non colpevoli. E questi sarebbero i “garantisti”. Poi ci sono i “giustizialisti”, che saremmo noi. Ma andé a ciapà i ratt.

18 replies

  1. I GARANTISTI DI COMODO CHE COPRONO E GIUSTIFICANO.I.LORO.MISFATTI MEGLIO I GIUSTIZIALISTI CHE SI ISPIRANO A GIUSTIZIA UGUAGLIANZA E LIBERTA’ SENZA.LA ITALIOTA IPOCRISIA VAI AVANTI.MARCO LUNGA VITA

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  2. Brutto segno se, per ragioni politiche, si continua a giochicchiare con un tema delicato come la Giustizia. I media che alterano, distorcono, omettono per le proprie non troppo limpide finalità si assumono una responsabilità gravissima. La giustizia è una cosa seria, da trattare con onestà profondità civile, non a base di titolacci ad effetto e presunti scoop sul nulla

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  3. I soliti giornaloni a editoria unificata che trasmettono servili come sempre fake news per portare acqua al mulino dei vecchi partiti e delle lobby. A quando la riforma dell’editoria?

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  4. 150 anni fa.
    ( @Gatto: era massone lo so )

    La stampa ha schernito la religione fino al punto di rendere lo scherno popolare. Ha difeso criminali condannati, in modo pretestuoso e parziale, fino al punto di plasmare un Senato Americano incapace di determinare cosa sia un reato e dove risieda la propria dignità; la loro morale è talmente cieca e hanno sottovalutato così tanto la disonestà, che ora abbiamo un Congresso che stabilisce i salari per i propri membri e poi deliberatamente ruba denaro pubblico per aumentarli e addirittura si sente mortificato e si stupisce quando qualcuno si preoccupa di una questione così effimera.

    Incolpo la stampa di tutto questo abominio, credo che in ogni caso sia principalmente sua responsabilità. È una stampa libera, più che libera, una stampa autorizzata a pronunciare qualsiasi infamia su figure pubbliche o privati cittadini, o a rappresentare qualsiasi vergognosa posizione preferisca. Non ha limiti di sorta. L’opinione pubblica, che dovrebbe contenerla, si è abbassata al suo stesso livello. Ci sono leggi atte alla protezione della stampa, ma nessuna che veramente protegga la gente dalla stampa. Una denuncia per calunnia non fa che portare il querelante di fronte a un’immensa corte di giornali che lo giudicano ancor prima che lo faccia la legge e lo offendono e lo ridicolizzano senza un briciolo di pietà.

    Mi sembra che la crescita dei giornali sia direttamente proporzionale alla decadenza della nostra morale. Più giornali ci sono e più i nostri principi vengono meno. Dove c’è una testata che fa bene, ce ne sono cinquanta che fanno danni. Dobbiamo pensare all’apertura di un giornale in una cittadina virtuosa come una calamità.

    La differenza di toni e di condotta fra i giornali di oggi e quelli di trenta o quarant’anni fa è davvero incredibile e davvero triste. A quei tempi, il giornale era il paladino del bene e della morale; si occupava coscienziosamente della verità. Oggi non è così. L’altro giorno un rispettabile quotidiano di New York ha pubblicato un editoriale in difesa del peculato, giustificandolo sulla base del fatto che i membri del Congresso non sono pagati abbastanza, come se si trattasse di una valida motivazione per rubare. L’editoriale in questione ha dato una nuova e convincente prospettiva sul problema, che sicuramente avrà persuaso molti lettori un po’ duri di comprendonio. Il “sarà così, se l’hai letto sul giornale” è diventato un proverbio pregno di sarcasmo. In poche parole, questa è l’opinione della popolazione colta su questo medium di menzogne. Tuttavia, il problema maggiore è che i più ignoranti – ossia la stragrande maggioranza dei cittadini americani e del mondo – credono e vengono plasmati e convinti da ciò che leggono sui giornali, ed è qui che le menzogne fanno disastri.

    Questo abominevole potere, l’opinione pubblica di una nazione, in America è in mano a un’orda di gretti, sempliciotti che se la suonano e se la cantano, che non sono buoni nemmeno per scavare i fossi o cucire le scarpe e si sono infilati nel giornalismo mentre stavano per finire dritti dritti sotto un ponte. Personalmente conosco centinaia di giornalisti e l’opinione della maggior parte di loro non vale un centesimo in privato; ma quando scrivono sulla carta stampata, è il giornale che parla (il minuscolo scrivano non è visibile), e le loro affermazioni agitano la comunità come i tuoni della profezia.

    Conosco la propensione dei giornalisti alla menzogna per esperienza personale. Una volta, sulla costa ovest, ho iniziato io stesso un peculiare e pittoresco esperimento di menzogna, e tutt’ora non si è estinto. Ogni volta in cui sento di una pioggia di rane e sangue in California, o di un serpente marino ritrovato in qualche deserto, o di una grotta affrescata con diamanti e smeraldi (immancabilmente scoperta da un pellerossa morto immediatamente prima di finire di dire dove si trovasse), mi dico che io ho creato questo mostro; io devo rispondere di questa bugia. E l’abitudine è tutto: ancora adesso sono responsabile di mentire tutte le volte che non controllo ciò che dico.

    Una volta, in Michigan, ho rifiutato un invito a cena con un editore che era ubriaco, allora lui ha scritto sul suo giornale che la mia conferenza era profana, indecente e che istigava la sregolatezza. Eppure, non vi aveva nemmeno assistito. Forse l’avrebbe trovata edificante.

    In un’altra occasione, un giornale di Detroit sosteneva che avessi il vizio di picchiare mia moglie e che persistevo in questo sollazzo; anche se l’avevo storpiata a vita, lei non era in grado di starsene alla larga quando rincasavo ed ero insolitamente agitato. Ora, forse metà di tutto ciò era vero. Forse avrei dovuto citare il giornalista per calunnia, ma ho imparato la lezione. Tutti i giornali in America, con pochissime lodevoli eccezioni, avrebbero scoperto, per loro godimento, che ero un marito violento e ne avrebbero ricavato una discreta notizia. Oh, io stesso ho pubblicato calunnie spietate sugli altri – e mi avrebbero dovuto mettere alla forca per questo – sebbene mi fossi detto che non avrei dovuto.

    Ma non continuerò con queste osservazioni. Ho una vaga idea generale: è stata concessa troppa libertà alla stampa in questo paese, e grazie all’assenza di sani limiti, i giornali sono diventati, in larga parte, una maledizione per questa nazione che probabilmente dannerà la repubblica.

    Mark Twain

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  5. Bravissimo UNTU

    “solo i morti hanno vera libertà di espressione. Non c’è opinione pubblica che possa arrecare danno a un morto, non c’è famiglia che possa subire ripercussioni”
    “i giornalisti onesti ci sono, soltanto che costano di più”
    Mark Twain da la “Libertà di stampa”

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    • INFATTI IL.DOTT TRAVAGLIO e’uno di di quelli che giustamente costa di più sono una sua abbonata.affezionata sin dal n 0(mi riferisco al fatto quotidiano)Dopo Montanelli,Travaglio speriamo che la Scuola continui

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  6. Dott. Travaglio, crede che la sig. ra o sig. ina Aiello leggerà il suo articolo???? Io sono nessuno, meglio di me sicuramente tal Guido, si era cercato di replicare all’articolo della ex 5s!!!!!! Pochi giorni fa.. Chissà..

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  7. Articolo di Travaglio che dimostra come la stampa manipola i fatti.
    Lo dimostra chiaramente non solo citando Repubblica ma anche con le sue stesse argomentazioni: attibuire le scarcerazioni ai giudici di sorveglianza (prego astenersi dal replicare perché mi sono rotto i coglioni di ripetere, replicando, le stesse cose) è un chiaro esempio, a mio avviso, di manipolazione della realtà.

    Quindi è un articolo pienamente condividibile perché dimostra come non ci si possa fidare di nessuno, nemmeno di Travaglio.
    Parlo di “fiducia” perché ho il sospetto che Travaglio sia in malafede, ha preso una posizione totalmente sbagliata riguardo il caso Bonafede ed è troppo orgoglioso per riconoscerlo. Persevera, per la gioia di chi vive la politica come tifo, più o meno interessato.

    Non sono riuscito a terminare l’articolo, su quel tema lo trovo irritante, sembra un Sallusti del M5S.
    Saluti a tutti

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      • Stai attento exandrea il linguaggio che usi e’ proprio quello dei Sallusti e dei Feltri non cadere nella trappola e’questo che vogliono lorsignori per far.sparire gli unici giornalisti che possono informarci in modo onesto..ilDott Travaglio puo’anche sbagliare ma ci metto la mano sul fuoco sulla sua buona fede sono sedici anni che Lo seguo attraverso il Suo giornale mi raccomando aspiriamo tutti al bene comune e per raggiungere tale.scopo.dobbiamo.essere responsabili e coerenti al massimo Ciao

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      • Guardi Attilio, se Travaglio nell’errore fosse in buona fede, sarebbe anche peggio… E’ sicuramente molto più difficile (e ammettere di) trovare in castagna uno che si segue da tanto e le ha sempre azzeccate tutte (culo? Capacità? Entrambe?), che uno che non si è létto poco e che spara solo cazzate: le pare?

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  8. Considerando che tra non molto inizierà il talk..noto a tutti… di chi ha fatto credere che Bonafede abbia avuto il potere di far scarcerare i detenuti del 41bis….continua tu Marco a dare informazione corretta …anche perché credo che neanche i detenuti sanno da chi sono stati scarcerati visto che nella intercettazione qualcuno dice”quello fa il suo lavoro”….riferito a Bonafede….dicono quelli che vogliono accusare. ..e lui….Giletti…rompe le scatole…E quindi la scorta…passando per quello che ha incastrato Bonafede tanto da chiederne le dimissioni….ecco che giornalisti, giornali, e tg hanno preparato il terreno per l inizio del talk show. …E Giletti gode…

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