Briatore e i nuovi mostri della vita Smeralda

(di Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano) – La linea è negare, negare sempre, se necessario fino all’estremo sacrifizio. Sembra che abbiano firmato un patto col sangue: “Se dovesse prendere a me, dite che ho la prostatite”.

Non si capisce cosa intendesse Daniela Santanchè, senatrice della Repubblica, l’altra sera a In Onda, con quel suo modo di dire e non dire, di fatto negando la diagnosi di Covid e attribuendo “autorizzata” il ricovero dell’amico e socio Briatore a problemi di prostata: tenere il punto sulla inoffensività del virus; professare la maschia immunità di Briatore, tenutario di un locale focolaio; dare a intendere che “il sistema” si è inventato la positività di Briatore al virus che Briatore nega esistere e nuocere, peraltro in illustrissima compagnia, al chiaro scopo di smontarne le verità virologiche (o, peggio, gliel’hanno inoculato di nascosto, come da denuncia di coraggiosi inchiestisti di Twitter).

Qualunque sia la risposta tra queste sopra (altre non ne vengono in mente, e in generale il logos recede), si deve registrare che la linea è cambiata.Prima del ricovero di Briatore, tutta la compagnia di giro dei minimizzatori derivava la sua superiore competenza dall’aver parlato coi medici, mica come noi che ci siamo affidati ai cartomanti; medici in prima linea, di quel tipo liberale, scanzonato, col pullover sulle spalle, ansiosi non solo di tornare, ma di far tornare gli italiani in discoteca e sugli yacht ormeggiati al largo di Porto Cervo.“Inizio ad avere le palle piene, bisogna dire la verità agli italiani!”, sbottò il Prof. Zangrillo, Anestesista Rianimatore del San Raffaele (dove è ricoverato Briatore), aprendo le gabbie dentro cui ci tenevano Conte e Speranza: “Uscite, riprendete a vivere, andate al ristorante, in banca. Continuate a vivere più di prima!”.

La pandemia, coi contagi pedissequamente in ripresa, si conferma un grande bluff architettato dai governanti al fine di ridurre i cittadini alla docilità e instaurare la dittatura.I camion militari che portavano via le bare da Bergamo erano chiaramente guidati da comparse pagate per terrorizzarci. Forse la scena l’hanno girata nello stesso studio della Nasa dove hanno finto la discesa sulla Luna.L’uscita della Santanchè, al termine di una giornata di bollettini medici sull’amico colpito dal virus che non esiste, ha fatto fare un salto logico alla negazione del principio di realtà.

Con quella rivelazione sibillina (“Questo lo dice lei, io non so niente del tampone”), e con lo stesso candore con cui sosteneva che una prostituta minorenne marocchina fosse la nipote di un presidente egiziano, ci ha fatto venire i brividi.Pareva un episodio de I nuovi mostri.

Negare il virus oltre l’evidenza microbiologica (tamponi truccati, già infetti?).

Ne siamo affascinati al limite dell’ipnosi.

Il punto non è più solo salvare i propri affari, posto che se fai il localaro e il discotecaro non hai meno responsabilità di chi possiede una fabbrica e non puoi esporre migliaia di persone a un carnaio Covid ogni sera per contribuire alla (tua) crescita; il punto è: la morte del buon senso.La cosa più sensata da dire, essendo per di più personaggi pubblici (e cioè: questo è un virus strano che nella maggior parte dei casi non fa danni, ma in altri può portare a guai seri o alla morte, e coi grandi numeri causa la saturazione degli ospedali e il collasso del sistema sanitario, motivo per cui bisogna limitare i contagi), sfugge ai loro apparati fonetici.

Non si ricredono nemmeno se il virus lo prendono loro, in un contrappasso didascalico alla vita Smeralda; e sfangandola, come auguriamo a chiunque, la prima cosa che dicono non è “scusate, ho detto un sacco di pericolose scemenze”, ma “visto? Che vi dicevo? È un raffreddore”, come Bolsonaro.

Briatore dal nosocomio fa una telefonata irridente al Corriere in cui non nega e non conferma ma gigioneggia, e in effetti sarebbero fatti suoi se non fosse che quello dei contagi è un problema pubblico, specie per uno che ha reclamizzato per mesi le sue frequentazioni promiscue e possiede un’impresa che al momento conta 60 dipendenti contagiati, di cui uno grave.

Per gli intellettuali d’area Casa delle Libertà i droplet emessi sono un indice di libertà.Del resto vengono invitati appositamente per dire la cosa più illogica e meno di buon senso possibile (tipo: “Il virus lo portano i clandestini”, il 3% di positivi sul totale degli sbarcati, e non a Porto Cervo).

Forse pensano davvero che sia in corso un complotto planetario ordito dai poteri forti, versione light dei QAnon americani, convinti che la setta di pedofili cannibali che governa il mondo abbia diffuso il Sars-CoV-2 al fine di microchippare l’umanità attraverso i vaccini.Ma forse è peggio di così: credere a una cospirazione vorrebbe dire credere a qualcosa; invece al netto della fede per il capitale, che come spiegò qualcuno è il trionfo del nichilismo, questi non credono a niente.

21 replies

  1. Al contrario. Credono, fermamente credono, fortissimamente credono nel DENARO.
    Il biblico Mammona.
    Di tutto il resto, per usare un francesismo, non gliene foxxxe un cxxxo. Mai e poi mai.
    È così semplice.

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  2. Subdolo il tentativo finale.
    Non fai un buon servizio mischiare le pere con le mele.
    Cazzo centrano i vaccini con la minchia di cui scrivevi sopra? Cervello ristretto.

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    • Guarda UNTU, io ti avviso: già l’ho pronosticato a Copronio Sperchi il fatto che, per quello che si è azzardato a scrivere in un suo commento sul giornalismo attuale – in quel caso rappresentato dalla rampante e sarcastica ” ‘A Servajja”, sarebbe diventato, ispo facto, un Troll della Bbéstia (“e” pronunciata alla De Sica!).

      Non vorrei che pensassi mi montassi la testa, ma quello che ipotizzavo alle ore 10.43 di oggi, alle 11.07 dello stesso giorno si è puntualmente avverato: colpo di culo?

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    • Mi permetto di avvisarti, UNTU, che non solo si è verificata la previsione di ieri, ma adesso sei anche ufficialmente attenzionato alla Polizia Postale, nonché querelabile; ovviamente il mandante è sempre il nostro “MITICO IGNOTO”, di cui mi pregio di comunicarti la usuale, educata e pregevole prosa:

      “…Vi recato (sic) dalla Polizia postale o da qualunque altro pubblico ufficiale incaricato e PRESENTATE un denuncia querela per diffamazione e calunnia.
      FIRMANDO COI VOSTRI NOMI GATTO, UNTO, STOCAXX E RIMBAMBITO.
      Altrimenti…MUTI.
      Siete semplicemente una banda criminale che dovrebbe essere imputata di epidemia colposa per i vostri continui incitamenti a trasgredire le regole di prudenza che ci siamo dati.
      E NON E’ DETTO CHE PRIMA O POI NON MI ROMPA I COSIDDETTI E VADA PERSONALMENTE A PRESENTARLA.
      Poi, una volta messi i sigilli al server, sarà compito della Polizia postale risalire, attraverso l’indirizzo IP allo/agli SQUILIBRATO/I CHE VIGLIACCAMENTE SI NASCONDONO DIETRO I VOSTRI NICKNAME.
      ORA INGINOCCHIATI AL MIO COSPETTO E SUCA!!”

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  3. Le persone normali pensano che i ricchi non abbiano problemi di soldi ma non è così.
    Hanno gli stessi problemi dei poveri secondo me, forse di più.
    Se uno guadagna un milione al minuto ma spende un milione al minuto (il pieno del jet, i giardinieri, la servitù, le rate dello yacht e il posto barca, la coca, le prostitute, le tasse, gioielli e pellicce …), tecnicamente è messo peggio di un povero, perchè se gli si fermano le entrate accumula un milione di debito al minuto.
    Ecco perchè di fronte alla pandemia e alle chiusure reagisce male come tutti, e pretende fabbriche aperte, catene di pizzerie e discoteche aperte e consumatori tonici.
    Ha quindi la necessità di negare la pandemia, sennò le persone si spaventano e non consumano, non viaggiano ecc.

    Nel caso specifico di briatore penso stia facendo tutto sto polverone sulla sua infezione più che altro per evitare strascichi legali, visto che molto probabilmente sapendo di essere infetto se ne è andato in giro fregandosene, e probabilmente infettando altri che potrebbero rivalersi su di lui, e visto che il suo locale ha messo a rischio dipendenti e clienti.
    Potrebbe avere anche guai penali oltre che civili, e non solo in Italia.

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  4. Pah! Il silenzio di George Soros e Bill Gates sulla bassissima letalita’ della prostatite conferma tutti i miei sospetti: la multa a Gatto per il parcheggio in doppia fila davanti all’ambulatorio gliel’hanno data solo per metterlo a tacere. Vigliacchi…

    Gatto! Prestati alla prostata, e prostrati!

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    • Guarda che la tua dolce metà (oddio, metà “metò”…) potrebbe iniziare con una qualche ragione a diventar assai geloso e poi, avvocati, marche da bollo, rogiti da rifare, insomma: non conviene…

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      • Anna, mia dolce, non perder tempo con quest’irrorante, tu lo sai, no? Io… insomma, noi, ecco.

        A che ora arrivi, dicevi?

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  5. Credo che in tutto questo parlare del virus in Costa Smeralda non si sia fatto caso ad una cosa:Conte alcuni giorni fa,scoppiato il caso,ha affermato che lui non aveva autorizzato nessuna apertura alle discoteche…Perchè i prefetti non hanno vietato e multato le discoteche che hanno fatto il pieno mandando la polizia a controllare?E’ pur vero che alcune discoteche hanno il ristorante,ma il ristorante aperto è una cosa e la discoteca è un’altra…Spero che Briatore ed altri abbiano il giusto castigo,non nella malattia, ma nella denuncia dei propri clienti e dipendenti che ignari si sono infettati, il castigo più grande è infatti toccar loro il denaro.Spero in grossi risarcimenti…Penso solo cosa sarebbe stata l’Italia se questa gente avesse governato la pandemia,un ecatombe! Avremmo dovuto dimenticarci del turismo per tanti anni ancora a venire,ma i negazionisti, continueranno a negare, i complottisti a gridare al complotto per tenerci tutti a casa perchè la mamma dei coglioner è sempre in cinta.

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      • La Strega è la Strega.
        Quella dell’albero organizza il premio letterario.
        Sempre di Benevento parliamo.

        Il vincitore Veronesi è stato premiato al Teatro romano la settimana scorsa, in una delle tante serate evento della città Spettacolo, che dura circa un mese.

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      • Allora Lo Strega. Chissa’ se aleggia, fluttua, esce da ogni intercapedine, l’anima di Mastella. Uno pensa, il Premio Strega! E poi pensa, Clemente Mastella…

        A proposito della Strega, Giannini non risponde, Giannini s’eclissa, Giannini ha la pretestite, e il Gatto si concede un bicchierino di livore quotidiano (cit.).

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