Le verità nascoste…

(Dott. Paolo Caruso ) – I media della carta stampata e del mondo radiotelevisivo incuranti del ridotto numero di ascolti o del numero limitato di vendite di giornali, e del venir meno della loro stessa credibilità, ma confortati però dal cospicuo finanziamento pubblico, continuano imperterriti a essere servili al potere politico finanziario e  ad essere un tutt’uno con esso tramite il mondo editoriale. Così il potere finanziario e la politica elargendo ingenti somme di denaro impongono agli addetti ai lavori obbedienza,fedeltà, e assoluto conformismo. A questo trittico è legato il fenomeno dissacrante di una informazione sottomessa al capitale espressione di lobby e potentati che non riesce più a volare  alto e vibrare sulle ali di un libero pensiero. In questo strano e distorto mondo dell’informazione, fake news, disinformazione, dubbi sulla stessa veridicità della notizia, attraversano costantemente in lungo e in largo la rete mediatica provocando sempre più spesso disorientamento e sconcerto tra i cittadini. La verità è quella che ci propinano i media? O è soltanto lo specchio deformato di essa, oppure probabilmente non esiste? Tali condizioni sono ormai così radicati nella società che pochi riflettono sui cambiamenti avvenuti nel mondo dell’informazione, mentre la stragrande maggioranza di cittadini è frastornata dal bombardamento mediatico e da una miriade di informazioni spesso in contraddizione l’una dall’altra. Il quadro attuale risulta veramente sconfortante, con una crisi ormai irreversibile dell’editoria che soffoca con i suoi dictat sempre più la libera informazione, sottomettendola a logiche di bottega, alle lobby e ai partiti. Così il mondo dell’informazione viene racchiuso in poche mani editoriali e rappresenta soltanto l’espressione e la linea esclusiva della proprietà. Certamente le esternazioni quotidiane di certi “giornalisti” più che a una corretta informazione tendono a mantenere alto lo scontro politico con una vergognosa faziosità, con fake news e omesse verità. Soltanto con una funzionale e articolata riforma dell’editoria non più gravata dal conflitto di interessi si potrà dare spazio a quegli aneliti di libertà oggi presenti in ben altro giornalismo, dando anche risposte concrete a quella voglia crescente di sana e libera informazione, e lasciando ad altri paesi la maglia nera dell’apposita classifica internazionale.   

2 replies

  1. Detesto autocitarmi, quindi non lo farò. Però, come ho in più occasioni fatto presente qui ed altrove, sul finanziamento pubblico all’editoria le cose non stanno più così già da qualche anno. Qui maggiori dettagli:

    https://www.ilpost.it/2020/07/05/giornali-contributi-pubblici-2019/

    Il che non cambia di molto il ragionamento, dato che chi tira le fila delle grandi testate può benissimo permettersi di lavorare in perdita ove necessario, a fronte di benefici di altra natura, però bisogna dire le cose come stanno.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.