Guardia Sanframondi: “Il supplizio etrusco”

(Raffaele Pengue) – Certo, non si cambia dall’oggi al domani. Certo, il personale resta sempre lo stesso, la stessa provenienza giurassica, la stessa trafila di carriera e la stessa ideologia. Certo, anche le figure ad oggi nominate sono tutte più o meno dell’area di prima, non vengono dalla luna, hanno lo stesso pedigrèe. Sono ancora sotto effetto dei farmaci e delle indigestioni precedenti. D’altra parte per essere realmente alternativo devi avere una tua interpretazione storica, una visione culturale… E se non ce l’hai soccombi. Quanto a lungo potremo vivere a Guardia Sanframondi con questo schema bipolare, ma nel senso del disturbo psichiatrico? Quanto potrà durare questa schizofrenia tra la realtà e la rappresentazione? Insomma, il quadro non è così semplice ma temo che il gusto perverso, pervertito, di una politica giurassica, tardo-balenabianca-mastelliana, aggravato dai leucociti berlusconiani, anche stavolta sia scontato che venga appagato. E Amedeo Ceniccola? È una fesseria o al più una boutade propagandistica dire che Ceniccola (e figliolanza), tornerà fra le braccia di Panza? Ma di lui stavolta non voglio parlare, vediamo dove andrà a parare.

Tuttavia, checché se ne dica all’esterno, è nell’opinione corrente che nell’ultimo decennio al governo di Guardia ci sono stati i marziani o meglio i marziani e i saturniani insieme. Per la prima volta mi si stringe il cuore pensando al povero Floriano Panza, non potendosi ricandidare è costretto a organizzare – tra un comizio e un incontro elettorale – corsi serali per distinguere la padella dalla brace e ad ascoltare questuanti che lascerebbe volentieri alle ruote del nuovo trattore di Michele. Un’altra campagna elettorale come quella che si annuncia, e rischia un’alopecia fulminante, perdendo di un colpo la sua compatta capigliatura. Chiede solo tempo per compiere il suo progetto, e intanto tiene la prossima amministrazione per i testicoli, e poi scaricarla quando il suicidio è maturo. Una amministrazione “staisereno”, per capirci. Ma boutade a parte, quel che è certo è che Floriano concepisce “Guardia sei tu” di Sebastianelli & C. come una bad company su cui scaricare le negatività della sua gestione e poi dopo il defaticante menage coi “cantinieri”, far nascere il suo nuovo calderone napoleonico.

A proposito di Sebastianelli. Nella biografia Sebastianelli ci ricorda il passato come calciatore, allenatore e dirigente nelle associazioni calcistiche e sportive di Guardia. Chi non ha conosciuto un Sebastianelli da ragazzo? C’è sempre stato un Sebastianelli nell’infanzia di ciascuno. Quello che portava il pallone e pretendeva non solo di fare il centravanti ma anche di decidere chi far giocare e chi no. Sapeva tutto lui, pretendeva che tutti gli passassero la palla, faceva la punta, il trainer e anche il telecronista, e soprattutto diceva cosa dovevano fare gli altri. E se la squadra insorgeva contro di lui, si portava il pallone. Ora Sebastianelli nell’annunciare la sua discesa in campo, dice che sta maturando il tempo di “affermare una comunità in cui si favorisca l’inserimento attivo del cittadino nella vita pubblica” ed è anche per questo che si candida. Magnifico. Ma la realtà, come si vede in queste ore, è più complicata del previsto: in casa Panza, ad esempio, i maldipanza sono tanti e, checché se ne dica, i preparativi per una scissione all’ultimo minuto utile sono già allo stato avanzato. La benedizione che Floriano oggi dà a Sebastianelli e al suo gruppo rientra in quello che gli antichi chiamavano il supplizio etrusco. Ovvero si lega un vivo a un morto fino a che non muore pure lui. Il difficile è stabilire in questo caso chi dei due sia il vivo… Ma è più complicata del previsto anche perché la posta in gioco stavolta è alta. L’Europa sta mettendo sul piatto una massa di denaro superiore al piano Marshall. È una montagna di soldi che può cambiare il destino di una nazione, figuriamoci piccole realtà come Guardia. Investire nei borghi è qualcosa che in Europa capiscono. Se lo aspettano. Avete la bellezza perché non la fate diventare un sistema? Solo che devi rendere tutto questo possibile. Ci servono soldi. I soldi adesso ci sono.

Come si vede qui si muove tutto, il quadro è sismico e vedremo solo nei prossimi giorni che razza di bestia uscirà da quella che a Guardia in molti ancora si ostinano a chiamare campagna elettorale.

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