“Senza il Mes finiremo in guai seri”: il Tesoro per l’accesso al fondo

(Alessandro Barbera – la Stampa) – Fra i dettagli dell’accordo europeo firmato a inizio settimana a Bruxelles ce ne è uno che resta avvolto nel mistero: come mai la quota di prestiti dedicati all’Italia è cresciuta di ben 37 miliardi? E come mai quella cifra corrisponde esattamente al contributo massimo erogabile dal fondo salva-Stati per le spese «dirette e indirette» dell’emergenza Covid? La faccenda è assai delicata per la maggioranza Pd-Cinque Stelle. Entro Ferragosto arriverà un nuovo decreto da 25 miliardi, innalzando le spese senza coperture del 2020 al livello monstre di cento miliardi.

Roberto Gualtieri nega ci siano difficoltà a reperire fondi sui mercati, ma per quanto tempo ancora uno degli Stati più indebitati del pianeta potrà aumentare il debito a rotta di collo? E perché il Tesoro e il Partito democratico di Nicola Zingaretti insistono con il premier Giuseppe Conte per attivare un prestito che i grillini considerano il male assoluto, l’anticamera della Troika in Italia? Il numero due di via XX Settembre Antonio Misiani dà la risposta più nota: «È ormai chiaro che quei fondi possono essere concessi senza condizioni a tassi inferiori a quelli che in questo momento dovremmo pagare con emissioni di titoli».

Circa cinque miliardi in dieci anni, secondo le stime che circolano al Tesoro. «E poi si tratta di fondi ai quali possiamo attingere in tempi rapidi»: il pacchetto firmato a Bruxelles non vedrà la luce prima del 2021. Pierpaolo Baretta, anche lui vice Pd di Gualtieri al Tesoro, sottolinea un passaggio meno prosaico ma politicamente più rilevante: «Dopo aver strappato un accordo storico e il sì a un debito comune rifiutare i soldi del salva-Stati significa esprimere un no aprioristico all’Europa. Chi glielo va a spiegare ai tedeschi che l’Italia accetta i soldi dell’Unione solo a fondo perduto?

Per quale ragione la Banca centrale europea dovrebbe sottoscrivere tutti i titoli di Stato che non acquistano gli investitori?». Già, chi glielo spiega? Gli sherpa coinvolti nella trattativa dicono che il problema è serio. Solo con l’accesso al salva-Stati – meglio noto come Mes – l’Italia firmerebbe l’assicurazione sulla vita in caso di crisi del debito. Solo attraverso quel prestito il governo di Roma sarebbe automaticamente protetto da un’eventuale default con il cosiddetto “Omt” (acronimo di Outright Monetary Transactions), lo scudo senza limiti della Banca centrale europea.

C’è un altro dettaglio che spiega perché Tesoro e Pd sono favorevoli ad attingere ai fondi del Mes, e riguarda il mondo in cui potranno essere usati. «Il concetto di spese dirette e indirette legate all’emergenza Covid è interpretabile» ammette Misiani. Non è vera dunque la tesi secondo cui l’Italia potrebbe finanziare solo il miglioramento delle strutture sanitarie. La crisi giustifica qualunque spesa legata al crollo del Pil, e ogni misura utile a contrastarla. È per questa ragione che altri Paesi – la Spagna per prima – stanno pensando di farne richiesta. Conte ci spera, perché teme che una richiesta in solitaria dell’Italia la esporrebbe al giudizio negativo dei mercati. «Se non fossimo soli sarebbe meglio» ammette Misiani.

«Ma non sono convinto che gli investitori si farebbero condizionare». La differenza la fa ancora una volta la Banca centrale europea e il piano di acquisti straordinario di titoli deciso all’inizio dell’emergenza Covid. Dice una fonte di governo che chiede l’anonimato: «Di tutte le battaglie che Zingaretti poteva fare con i Cinque Stelle quella del Mes è la meno popolare: sarebbe meglio farla per salvare l’Ilva dalla chiusura. Certo è che senza i fondi del Mes prima o poi ci troveremo nei guai». Resta solo da capire fino a quando i grillini volteranno la testa dall’altra parte.

17 replies

  1. “Allo storico Gualtieri mancano evidentemente le basi dell’economia. Non è vero che il Governo ha problemi di cassa, come afferma Gualtieri, altrimenti le ultime aste dei BTP non avrebbero avuto il successo riscontrato e lo spread sarebbe su livelli molto più elevati. Se ci fossero problemi, i mercati, che sono fatti da economisti e non da storici, se ne sarebbero accorti e li avrebbero incorporati nel prezzo dei nostri titoli. Ma se anche fosse vero che il Paese ha problemi di liquidità, e per assurdo i mercati non se ne fossero accorti, non sarebbe una buona idea andarglielo a dire, perché significherebbe suggerire ai mercati di proteggersi dal rischio chiedendo tassi più elevati sui nostri titoli. Dichiararsi in condizioni di bisogno non è mai il viatico per un buon affare”

    “Forse però dietro questa apparente ingenuità, che rasenta la manipolazione di mercato, si nasconde il solito gioco cinico, spregiudicato e irresponsabile che il Tesoro sta giocando da marzo in avanti: quello di porre le basi perché l’Italia finisca in una crisi di liquidità, perda accesso al mercato e si trovi costretta a ricorrere al MES. Dopo averci provato con una strategia troppo timida di ricorso al mercato, ora ci riprova dichiarando problemi di cassa, con quella che rischia di essere una affermazione autoavverante, se genera sufficiente allarme nei mercati e porta a un innalzamento dello spread. Motivi economico-finanziari per l’accesso al MES non ce ne sono, soprattutto se è vero che il Governo ha ottenuto una “pioggia di miliardi” in Europa. Restano solo i motivi politici. L’accesso al MES fornirebbe al PD quella sponda estera di cui storicamente ha sempre avuto bisogno per condizionare la politica del Paese, indipendentemente dal fatto di trovarsi al governo o meno. Forse quindi più che di incompetenza certe affermazioni sono frutto dell’irresponsabilità di chi è pronto a gettare il Paese in mano alla troika pur di restare al potere, o almeno di impedire ad altri di esercitarlo nell’ambito di un normale processo democratico”.

    Nota di Alberto Bagnai, che è IMPOSSIBILE non condividere.
    Buon PD a tutti.

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    • Difficile non essere d’accordo: il Pd costituisce il raccordo con il potere centrale in molte aree del territorio e, forma il substrato più superficiale del terreno storico su cui le istituzioni sono sorte e sviluppate; i problemi legati alla sua volontà di potere sono micro dighe che fanno barriera al nuovo al positivo quanto propositivo, facendolo sia ripiegare su se stesso, macinando la stessa farina da anni, sia appoggiandosi ora alla ex unione sovietica , ora agli Stati uniti , ora all’Europa, umiliando fette di regioni e l’intelligenza umana. Come si può predicare un vangelo e appoggiare spudoratamente i Giuda?

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      • Mi scusi Ennio, le dico sinceramente che fatico a comprendere le sue criptiche risonanze e non so se considerarle piacevoli battute di spirito o gentili spunzoni; Il nido è sempre il nido, dove la rondine torna ogni primavera. Noi non siamo dissimili dagli animali e una parte del loro animus è presente anche nei nostri comportamenti; ma siamo persone e tendiamo ad uniformarci a ciò che si può definire, in modo molto approssimativo, il contenitore sociale di riferimento, ma siamo anche esseri con una personalità, con la voglia di dare e l’istinto di avere (de Andrè) dove l’amore si presuppone o forse si presupponeva essere la spinta più bella; in realtà la spinta la da altro e l’amore segue secondo la misura del salto, quindi io che non salto più, mi trovo costretta a declinare le formule che questa contemporaneità impacchetta per gli amanti. Una capanna e due cuori, resta un vecchio mito, forse ancora adagiato in qualche preghiere o in qualche canzone. divenire adulti significa divenire responsabili? dove è scritto, chi lo ha detto? conosce per caso degli adulti irresponsabili?Si sbaglia, io sbaglio e ho sbagliato, ma non riesco a starmene zitta di fronte alle macerie di una cultura e di un modo di pensare che è stato scavalcato e reso obsoleto dal mondo di questo progresso che personalmente rifiuto di percepire come tale. Il progresso umano, per me, non si misura nell’amplificare e potenziare l’asservimento alle macchine e ai programmi, ma nel riscoprire e nel valorizzare quel lume, che scuote le piume, pronto per crescere e imparare a volare. Detto questo, gli strali che ricevo e che ho ricevuto non fanno poi tanto male, non sono come quelli di Odino o di Zeus!

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    • Chi se ne frega se Bagnai è leghista: ha colto nel segno, e la riprova c’è leggendo TUTTI i giornaloni di lorsignori, che tentano di svendere il MES come se fosse l’ultima batteria di pentole da smerciare in una televendita a un prezzo stracciato.
      Il PD non vince un’elezione dal 2008, ma riesce sempre a rimanere al governo, perché ha il supporto di quelli che una volta si chiamavano “poteri forti”, e soprattutto delle cancellerie europee, alle quali dai tempi di Prodi non fa che dire “sissignore” e mostrarsi come il servo più fedele.
      Non gliene frega un cazzo, ai piddini, dei tassi di interesse convenienti, del bisogno di liquidità, delle riforme, degli interventi sanitari, non sanno neanche cosa farebbero coi 37 miliardi del MES in saccoccia, non c’è uno straccio di progetto: quello che conta per lorsignori è PRENDERE quei soldi.
      Perché?
      Perché ci metterebbero in mano alle cancellerie europee, ci metterebbero in mano a quegli stessi eurocrati che reggono il guinzaglio del PD, di Zingaretti, di Sassoli, di Gentiloni, etc.: metterebbero un bel guinzaglio anche attorno al collo dell’Italia, dopo averle già messo museruola e cappottino all’epoca di Mario Monti (il salvatore dell’Italia che ci ingabbiò all’equilibrio di bilancio e ad altre amenità varie). La politica economica italiana sarebbe finalmente in mano alle istituzioni UE e a un organismo (il MES) non eletto da nessuno, non responsabile nei confronti di nessuno, libero di decidere se dobbiamo tagliare le pensioni, lasciare a casa dipendenti pubblici, svendere pubbliche proprietà, fare riforme e quali, e così via. Il tutto al di fuori del circuito democratico: di quello che pensano gli italiani non gliene fregherebbe più niente a nessuno, perché agli occhi dell’UE e del MES sarebbero solo debitori.
      Così, se il PD ritornasse al potere e facesse esattamente quello che vogliono gli strozzini UE, nessun problema. Se non ci tornasse, sarebbero gli stessi strozzini UE a imporre le loro politiche all’Italia, magari mandando a casa le maggioranze democraticamente elette e imponendone la sostituzione con governi tecnici alla Mario Monti.
      Se avesse veramente a cuore gli interessi dell’Italia , Conte dovrebbe mandare a F.C. il PD e dire un secco NO al MES. Ma non può, perché il PD e gli eurocrati gli farebbero fare le valigie e lo sostituirebbero con un’altra testa di legno, ma pronta a dire di sì all’Europa. Cosa credete che farebbe Mario Draghi?

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      • In Italia vi erano tante energie positive che potevano essere incanalate in ben altri modi, tanti nuclei che potevano essere sviluppati in circuiti virtuosi, ma per fare ciò si sarebbe dovuto sacrificare la visione globale e l’egocentrismo di un individualismo monodimensionale che si presenta, oggi, come una pila istituzionale della linea globale: io tutti e nessuno, io il sistema, gli accorpamenti, le semplificazioni; io, il potere, le mie volontà, le mie decisioni; Io, un piccolo re, miliardi, e servizi alla cittadinanza; A me si deve, a me si riferisce, a nessuno di deve a nessuno si riferisce.
        Bel commento. La teoria della società liquida ha creato i presupposti per porre delle barricate a piacimento creando contenitori di socialità dove quest’ultima è stata vilmente strumentalizzata e istituzionalizzata facendole perdere il principio vitale e proprio di uno scambio amorevole fra le persone: se sei vittima di atrocità hai dei supporti, maldestri e accentratori, se hai problemi più leggeri che potrebbero involvere in altre e ben funeste situazioni si può solo mettere un cero in Chiesa. Paghi e avrai e questo, in fondo, è l’equazione elementare del libero mercato, traslato su ogni aspetto del grande edificio istituzionale, che si è reso così, alieno e principio di discordia tra la massa che usufruisce dei beni statali e l’istituzione stessa, vitello perennemente attaccato alle mammelle della madre.

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    • La verità è questa, io dubito addirittura che le affermazioni attribuite dal giornalaio di turno siano vere. In caso positivo, dimostrerebbero che al Tesoro abbiamo degli incompetenti siderali o dei mascalzoni coi fiocchi. Ricordiamoci che al tempo del governo Berlusconi lo spread stava a quasi 600 punti, e con Monti scese tra i 400 e i 500. Ora sta a 150.’’’’e allora? Tutta colpa della Raggi e dei Grillini, tanto per cambiare!

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    • Mi scusi Ennio a volte imbroglio il blog politico con un blog di psicologi e me le canto e me le suono come si dice nei paraggi. Vorrei poter cancellare la visione politica delle questioni che rende tutto così fazioso e ostile e di nuovo: l’uno contro l’altro armati, anche se al posto delle armi oggi vi sono montagne di soldi. Le visioni politiche sono divenute proiezioni che rispondono ad un ego massiccio, a statuarie presenze che si crogiolano nel sontuoso e nell’abnegazione dei mille volti compositi che stanno sotto e 10 mila volti sotto ancora, fra cui il mio. Oggi la politica risponde per lo più ad interessi personali e se sono interessi generali l’ombrello attornia quasi sempre familiari e amici, gli altri vivono nei carrozzoni, vicini ma distanziati, non dal covid, ma da una coscienza che pone barriere a proprio uso e consumo: facile è fare politica muovendo leve che con la politica non hanno niente a che vedere se non in funzione di ridurre o allontanare potenziali avversari economici, così la politica ha invaso altre sfere riducendo enormemente il potenziale umano da cui possono e potrebbero scaturire energie nuove, nuove e vecchie formule che si raccordano con il senso civile di una partecipazione democratica delle questioni pubbliche. Ma anche questi discorsi , al fine, sono discorsi vecchi, che affogano nel mare di un mondo parallelo dove, da sempre, chi detiene le risorse può fare il bello e il cattivo tempo e chi si adegua e partecipa può solo rafforzarne le dinamiche.

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