Finchè c’è virus c’è Speranza

(Rosario Dimito – Il Messaggero) – Il governo estende l’orario di lavoro differenziato con ampie finestre di inizio e fine attivita come soluzione per modulare la mobilita dei lavoratori e prevenire i rischi di aggregazione.

Anche la differenziazione e il prolungamento degli orari di apertura degli uffici, degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici sono, altresi, un rimedio preventivo, incoraggiando al tempo stesso forme alternative di mobilita sostenibile. Questo approccio e il filo conduttore delle nuove linee guida che il governo dovrebbe aver approvato nella tarda serata di ieri assieme al Dcpm che proroga le misure anti-Covid al 31 luglio.

Restano in vigore le mascherine come antidoto al distanziamento sociale di un metro. <

Resta il rischio di importare il Covid dall’estero>>. Le misure vanno modulate in relazione alle esigenze del territorio e al bacino di utenza di riferimento, con la necessita di ridurre in modo consistente i picchi di utilizzo del trasporto pubblico collettivo presenti nel periodo antecedente l’emergenza sanitaria e il lockdown.

AUTOCERTIFICAZIONE E TROLLEY

Fra le nuove misure si segnalano alcune novita. Prima di salire sugli aeromobili, verra rilevata la temperatura con il termoscanner e per sedersi al posto assegnato o scendere all’arrivo, sara necessario attendere la chiamata nominativa. Sempre sugli aerei, e consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, nel caso in cui l’aria a bordo sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi siano verticali e siano adottati i filtri Hepa, in quanto tali precauzioni consentono una elevatissima purificazione dell’aria.

Inoltre sia garantita la durata massima di utilizzo della mascherina chirurgica non superiore alle quattro ore, prevedendone la sostituzione per periodi superiori; sia acquisita dai viaggiatori, al momento del check-in online o in aeroporto e comunque prima dell’imbarco, specifica autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da patologia Covid-19 negli ultimi due giorni prima dell’insorgenza dei sintomi e fino a 14 giorni dopo l’insorgenza dei medesimi;

i vettori possono definire con i gestori aeroportuali specifiche procedure che consentano l’imbarco di bagaglio a mano (trolley) di dimensioni consentite per la collocazione nelle cappelliere, mettendo in atto idonee misure di imbarco e di discesa selettive, in relazione ai posti assegnati a bordo dell’aeromobile, garantendo i dovuti tempi tecnici operativi al fine di evitare assembramenti nell’imbarco e nella discesa e riducendo al minimo le fasi di movimentazione (chiamata individuale dei passeggeri al momento dell’imbarco e della discesa, in modo da evitare contatti in prossimita delle cappelliere).

L’ARIA SULLA TAV

Gli indumenti personali da collocare nelle cappelliere, dovranno essere custoditi in un apposito contenitore monouso, consegnato dal vettore al momento dell’imbarco, per evitare il contatto tra gli indumenti personali dei viaggiatori nelle stesse cappelliere.

Nelle 12 pagine che disciplinano gli spostamenti sul trasporto pubblico, c’e un paragrafo sui treni dell’alta velocita. E’ consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo dei treni a lunga percorrenza, nei casi in cui l’aria a bordo venga rinnovata mediante l’impianto di climatizzazione e mediante l’apertura delle porte esterne alle fermate, i flussi siano verticali e siano adottate procedure al fine di garantire che le porte di salita e discesa dei viaggiatori permangano aperte durante le soste programmate nelle stazioni, nonche nel caso in cui siano adottati specifici protocolli di sicurezza sanitaria, prevedendo in particolare la misurazione, a cura del gestore, della temperatura in stazione prima dell’accesso al treno e vietando la salita a bordo in caso di temperatura superiore a 37,5 ?C.

Inoltre sia garantito l’utilizzo di una mascherina chirurgica per la protezione del naso e della bocca per una durata massima di utilizzo non superiore alle quattro ore, prevedendone la sostituzione per periodi superiori. Naturalmente confermati i divieti di assembramenti e la riorganizzazione degli spazi per dividere i viaggiatori che salgono da quelli che scendono.

(Mauro Evangelisti – Il Messaggero) – Ci sono 13 Paesi dai quali non si puo raggiungere l’Italia a causa della diffusione del coronavirus e della debolezza del sistema sanitario locale. L’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, e scaduta ieri, ma c’e stata una proroga che terminera il 31 luglio, vale a dire quando scadra la copertura dello stato di emergenza, in attesa del suo prolungamento.

Le valutazioni, pero, sono ancora in corso e la lista potrebbe allungarsi. In Italia almeno la meta dei nuovi casi positivi registrati ogni giorno sono di importazione (cittadini arrivati dall’estero o comunque collegati a positivi venuti da oltre confine). Ci sono almeno tre altre aree che rischiano il blocco totale. I sorvegliati speciali sono Pakistan e India, grandi nazioni in cui i casi positivi sono rispettivamente 253mila e 906mila. Da questi Paesi sono arrivati numerosi nuovi positivi individuati nel Lazio.

 Ma c’e altro. A preoccupare, soprattutto nelle regioni del Nord-Est, e la situazione sempre piu complicata dei Paesi balcanici, in particolare della Serbia, che con poco piu degli abitanti del Lazio ha gia quasi 20mila casi totali.

Da non sottovalutare: anche l’Unione europea e intervenuta rivedendo un’altra lista, quella dei 15 paesi meritevoli, da cui si puo partire per entrare nella Ue senza finire in quarantena per due settimane. Nella prima versione c’erano anche Serbia e Montenegro, che ieri pero sono stati rimossi. Va sempre ricordato che per l’Italia la lista dei 15 meritevoli, ora divenuti 13, non vale, perche continuiamo a chiedere l’isolamento per due settimane all’arrivo. Sono Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay e Cina.

DIFFERENZE

Che differenza c’e con la lista dei 13? Per queste ultime nazioni c’e un divieto totale: non si puo arrivare in Italia per nessun motivo, neppure per ragioni legate al lavoro, alla residenza, a ricongiungimento familiare. Ricordiamole: oltre al Bangladesh, serbatoio principale di casi positivi con centinaia di immigrati tornati in Italia e risultati infetti, ci sono Armenia, Bahrein, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Peru e Repubblica Dominicana.

Spiegano dal Ministero della Salute: <Formalmente, al ministero della Salute, in particolare al Dipartimento prevenzione guidato dal professor Gianni Rezza, si sta svolgendo una valutazione che va oltre al semplice dato dei casi positivi rapportato al numero degli abitanti. Si tiene in considerazione anche la validita del sistema sanitario, le garanzie fornite sul fatto che chi sale su un aereo in quel Paese, non abbia gia i sintomi del coronavirus, come gia ripetutamente successo, ad esempio, con gli immigrati che tornavano dal Bangladesh. Nella pratica ci sono anche motivazioni di opportunita geopolitica ed economica.

Basti pensare che in uno degli ultimi voli in cui sono stati effettuati i tamponi molecolari all’arrivo, si e scoperto che 5 pakistani sui 40 a bordo erano positivi ed avevano la febbre, dunque e molto probabile che siano partiti gia con i sintomi. Eppure, il blocco totale non e scattato. Dal Bangladesh non si puo arrivare, dal Pakistan si.

Discorso ancora piu scivoloso quello dei Balcani, che preoccupa molto nel Nord-Est, tanto che qualche giorno fa Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia, aveva messo in guardia sui focolai causati da cittadini provenienti da quell’area. I controlli sono anche piu complicati: se in aeroporto puoi organizzare un filtro, per controllare bus o auto private che passano la frontiera il sistema e piu fragile. Infine, dalla lista restano fuori gli Usa, vero epicentro attualmente dell’epidemia.

Anche qui: qualsiasi decisione, magari limitata alle aree piu colpite degli Stati Uniti, avrebbe un impatto diplomatico molto rumoroso. Tenendo sempre conto, comunque, che dagli Usa non si puo venire in Italia come turisti, ma solo per una serie di limitate motivazioni e con l’obbligo di quarantena all’arrivo.

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