Di Maio risponde al “Fatto”: “Letta, Draghi, Mion: è lavoro, parlo con chi non la pensa come me”

(di Luigi Di Maio – Il Fatto Quotidiano) – Gentile Direttore, la seguente perché da qualche giorno ho notato che sta facendo notizia la mia agenda di appuntamenti, con ricostruzioni fuorvianti che con dispiacere ho letto – in parte – anche dalla sua penna.

Sia ben chiaro, la stampa fa il proprio mestiere. Diceva qualcuno che il dovere dei giornalisti fosse quello di “girare la penna nella piaga”. E quindi il mio non vuole essere un attacco a chi dà le notizie. Come prima cosa voglio dire che confermo gli incontri che ho avuto e personalmente da Ministro degli Esteri credo proprio che ne avrò tanti altri. Perché da quando sono Ministro ho sempre tenuto un contatto diretto con membri di maggioranza e opposizione, come ho sempre tenuto incontri con coloro che rappresentavano e rappresentano istituzioni internazionali e nazionali. Ognuna di queste persone si rivela preziosa per uno scambio di opinioni, soprattutto quando finiamo a discutere con forza perché non la pensiamo allo stesso modo.

Ciò che sta diventando insopportabile invece è il livello di retropensiero che in questi giorni si cela dietro ad ognuno dei miei incontri. Come ad esempio l’ipotesi che sarebbe stato il mio staff a far trapelare la notizia. I giornalisti che hanno firmato gli articoli e i loro direttori possono facilmente testimoniare il contrario.

Sia con l’ex presidente della Bce Mario Draghi, sia con Gianni Letta non ci eravamo mai incontrati prima e il tutto rientra in un sano e tradizionale spirito dialogante. Nella fattispecie, peraltro, come lei ben sa, l’Italia si appresta ad affrontare una delle più importanti partite mai giocate sui tavoli europei e la Farnesina lavora in prima linea sul negoziato Ue.

In questa cornice, e in virtù del particolare momento che stiamo attraversando, non trovo sconvolgente che io veda l’ex presidente della Banca Centrale Europea, visto anche il ruolo svolto dall’Eurotower negli ultimi anni a sostegno della zona euro. Per quanto riguarda il dottor Letta, invece, smentisco categoricamente i contenuti riportati nel retroscena pubblicato su La Stampa. D’altronde, Direttore, lei stesso nel suo editoriale ha parlato di numerose “chiacchiere politichesi dei retroscenisti”…

Riguardo ad Autostrade, colgo l’occasione per riferirle che corrisponde al vero anche il mio incontro con il manager Gianni Mion, al quale ho ribadito la posizione espressa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, secondo cui “le autostrade non possono più essere gestite dalla famiglia Benetton”. Posizione, questa, che non viene espressa o improvvisata oggi, ma che io per primo ho portato sui tavoli governativi e in Parlamento.

Nell’ambito dell’esperienza di governo, io per primo, infatti, ho combattuto contro la famiglia Benetton. Io per primo sono finito nel mirino della speculazione mediatica per portare avanti una battaglia che nessun altro aveva il coraggio di intraprendere. Sono stato accusato di aver fatto crollare il titolo in borsa di Atlantia, il M5S è stato deriso e colpito solo per aver difeso un principio fondamentale che, dopo la tragica morte di 43 persone, a nostro avviso equivale al senso di giustizia.

L’encefalogramma, mi permetta, non è stato piatto. E lo dimostra anche la mia uscita pubblica in serata sui miei profili social a supporto delle parole del Presidente Conte. Ho forse peccato per non essermi palesato prima delle 21? Me ne dispiaccio, ma ero a Trieste con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al rientro ho effettuato un punto sull’incontro tenuto ieri pomeriggio con il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, e il giorno prima ero a Bruxelles per un mini vertice a 4 con i colleghi Le Drian, Mass e l’Alto rappresentante Borrell sempre sulla Libia. Insomma, possiamo dire che non ci si annoia mai.

Infine, e concludo, lei ha anche scritto che io due anni fa mi giocai la premiership per non stringere la mano pubblicamente a Silvio Berlusconi. Devo ringraziarla, perché indirettamente mi riconosce lo sforzo di aver contribuito a costruire due governi. Le confesso tuttavia che la mia rinuncia fu motivata dalla convinzione che non sono i volti a cambiare un Paese, bensì i fatti e le idee (ed è per questo motivo che per ben due volte ho rinunciato al ruolo di premier e una terza a quello di vicepremier). Non le so dire se oggi ci stiamo riuscendo. Le posso dire però che stiamo facendo il massimo e qualche risultato, me lo conceda, a casa lo abbiamo portato.

11 replies

  1. Senza il rischio di considerare Di Maio un eroe nel Paese o un grande statista politico , a mio parere posso sicuramente affermare che è un” gigante” se paragonato a qualche precedente ministro di sx o sx. che abbiamo avuto negli ultimi 25anni.

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  2. Questo ragazzo di 34-35 anni ha messo in buca macron e la merkel firmando per primi contratti con la cina!!!!!! Se i 5s si fondano su di maio, di battista e Conte, lo scudetto è gia vinto prima di iniziare, saluti, hai voglia a puntualizzare su una partita singola persa o pareggiata!!! Se questi sono il nuovo, spalanchiamo le porte e fiducia totale

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  3. parafrasando, ma non tanto, la pivetti… pare abbia la faccia come il ….!
    poi, quando ha tempo, se ci fa sapere, come uno dei principali responsabili del mov:
    – a quando una legge sul conflitto di interessi; considerato che incontra draghi, letta e mion senza prima informare i cittadini sovrani…?
    – a quando una seria legge contro l’evasione fiscale che taluni dicono si aggira attorno ai 110miliardi l’anno?
    – a quando una legge seria sulla separazione netta tra poteri dello stato con la fine delle “porte girevoli” p.e. tra politica e magistratura…?
    – a quando una legge seria per rendere più trasparente e democratica la pubblica amministrazione…?
    – a quando una legge sull’editoria per liberarla dai “prenditori” che ne sminuiscono i valori fondanti di una democrazia sana?
    – a quando una legge (come avevano promesso) sulla separazione delle banche di affari da quelle commerciali?
    – a quando una legge che vieti ai gestori di concessionarie pubbliche (come i benetton ma non solo…) di finanziare a qualsiasi titolo media, partiti, politici e annesse fondazioni..?

    sperare sembra però essere tornato vano…!!!
    visto che la faccia come il didietro é troppo impegnato ad incontrare personaggi che hanno contribuito fattivamente alla demolizione e distruzione di tutti o quasi i principi democratici, di giustizia e di socialità che discendevano dalla Costituzione…!

    e, il bello é che, poi, i “prenditori” e “magnager” salottieri si lamentano che nascono meno bambini e i giovani fuggono dal paese per andare all’estero dove la dignità umana é rispettata coi fatti… non con le chiacchiere di “cassaro giallo” che ha svestito gli abiti da lavoro per indossare il gessato incorporato di cravatta e annessa auto blu, autista e scorta d’ordinanza…!!!

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    • Te lo devo proprio dire fuori dai denti: sei un incontentabile e un disfattista.

      L’altroieri avevi da ridire perchè gli incontri erano avvenuti “quasi in segreto” (cioè alla luce del sole). Adesso che la spiegazione (peraltro niente affatto dovuta) è arrivata, chi l’avrebbe mai detto: non ti va bene lo stesso, i cittadini sovrani avrebbero dovuto essere informati prima; ma tanto, se la comunicazione, chissà poi perchè, fosse stata fatta in anticipo, qualcosa mi dice che non ti sarebbe andato bene lo stesso, avrebbero dovuto essere informati sì, ma con modalità diverse.

      A giudicare dalle tue aspettative fuori da ogni ragionevolezza, sembra che l’Italia esca da dieci governi De Gasperi consecutivi.

      A quando una legge sulla coglioneria diffusa? Ops, pare che un vecchio cencio chiamato Costituzione riporti il fatto che, per fare una legge, occorre (tre le altre cose) che questa venga approvata dalla MAGGIORANZA del PARLAMENTO, e i bene informati addirittura sussurrano che questa maggioranza sia pari al 51%, che è un po’ diverso dal 35,5% di cui dispongono coloro i quali hai investito della missione di riportare il Paese ad una dimensione più civile in men che non si dica, dopo decenni di sbando totale.

      Consiglio spassionato: vieni giù dal pero, i discorsi sui massimi sistemi vanno bene, i sogni pure, però i conti si fanno sempre con la realtà.

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  4. 06-12-2010 Pranzo ad Arcore tra il Presidente del Consiglio Berlusconi ed il Sindaco di Firenze Renzi.
    Alle critiche Renzi rispose: se il Presidente del consiglio mi chiama per parlare di firenze il Sindaco di questa grande città deve andare.
    Poi si è visto come andò veramente.
    Ebbene, di cosa di così importantre doveva discutere con il caro mandarino LETTA. eminenza grigia degli interessi di casa Berlusconi?
    e l’altro mandarino Gianni Mion Amministratore Delegato di Edizione Holding, cioè la CASSA della famiglia Benetton, cosa gli hanno offerto ed in cambio di cosa?

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  5. @adriano58
    L’abitudine a considerare la politica nulla di più e di meglio che un “do ut des” volto a ricavare i massimi vantaggi
    solo per gli interlocutori (e il popolo? Si fotta il popolo!) è talmente radicata in tutti noi che nemmeno si prende in
    considerazione l’ipotesi che ci possano anche essere confronti senza uno scambio di favori.
    Può essere che tu abbia ragione nel chiederti cosa gli hanno offerto ed in cambio di cosa, ma potrebbe anche darsi
    che la versione dei motivi degli incontri data da Di Maio corrisponda al vero.
    Aspettare riscontri e prove che convalidino l’una o l’altra ipotesi mi sembra atteggiamento più sensato e prudente che
    non esprimere sentenze senza appello. Ciao!

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    • Se non c’è un fine, allora non si perda il tempo. Non ci si incontra a livello istituzionale per fare quattro chiacchiere. Se l’obiettivo c’è, allora lo si palesa e lo si concorda con il presidente del consiglio, data la natura controversa dell’incontro.

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  6. pieroiula
    nessuna sentenza conosco i due, so come si muovono e per chi, conosco la loro capacità di persuasione e conosco i trucchi dei due.
    Quando si muovono in questi ambiti non fanno niente direttamente per loro ma per i loro padroni.
    Quindi, quando 2 eminenze grigie del genere si muovono vuol dire che MOLTO si muove.
    Cosa si sono detti?
    Nell’intervista Di Maio mica l’ha riferito!!!

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  7. Esistono incontri che hanno senso nell’ottica del proprio dicastero e altri che non lo hanno, esistono incontri opportuni e altri no. Esiste un’etichetta: Di Maio ha concordato con Conte questi incontri? Draghi non è solo un EX, ma è soprattutto la persona che molti vorrebbero vedere sulla poltrona di Conte: un incontro con lui andrebbe concordato con Conte e pre-annunciato palesandone le motivazioni. Quando dico concordato intendo: valutarne i pro e i contro, prepararne i temi e soprattutto definire cosa si vuole ottenere da quell’incontro, qual è il beneficio per il paese che si vuole trarre. Io non ho visto nulla di tutto questo, mi sono distratto io?

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