Conte: “Lo Stato non può essere socio di chi prende in giro le famiglie delle vittime”. L’intervista del Fatto

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Presidente Giuseppe Conte, è soddisfatto delle proposte di transazione di Atlantia, cioè della famiglia Benetton, per il nuovo assetto di Aspi, cioè di Autostrade per l’Italia?

Per nulla e le spiego perché partendo dall’inizio. Due anni fa, dopo il crollo del ponte Morandi, abbiamo avviato la procedura di contestazione, mettendo in discussione la concessione ad Aspi. La mia sensazione è che Autostrade, forte dei vantaggi conseguiti nel tempo e di una concessione irragionevolmente rinforzata da un intervento legislativo, abbia scommesso sulla debolezza dei pubblici poteri nella tutela dei beni pubblici. A un certo punto Aspi si è irrigidita confidando, evidentemente, nella caduta del mio primo governo. Con questo nuovo governo si è convinta di avere forse delle carte da giocare e ha continuato a resistere. Solo all’ultimo si è orientata per una soluzione transattiva. La verità è che le varie proposte transattive fatte pervenire da Aspi non sono soddisfacenti. Lo Stato ha il dovere di valutarle per lo scrupolo di tutelare l’interesse pubblico nel migliore dei modi possibili. Ma adesso dobbiamo chiudere il dossier ed evitare il protrarsi di ulteriori incertezze.

Ma l’ultima proposta sembra migliorativa per lo Stato.

No. Proprio al fine di completare il procedimento, il 9 luglio si è svolta una riunione tecnica con il concessionario Aspi: lì i tecnici del governo hanno esposto i contenuti minimi e assolutamente inderogabili che devono caratterizzare la proposta transattiva perché possa essere portata e discussa in Consiglio dei ministri. E sabato è arrivata una risposta ampiamente insoddisfacente, per non dire imbarazzante: tutto meno che un’accettazione piena e incondizionata delle richieste del governo.

Ma l’azienda dei Benetton dice il contrario.

Le faccio qualche esempio. Manca l’impegno a manlevare la parte pubblica per tutte le richieste risarcitorie collegate al crollo del ponte Morandi. La somma di 3,4 miliardi offerta a titolo risarcitorio e compensativo per quella immane catastrofe è stata in buona parte imputata da Aspi a interventi di manutenzione che comunque il concessionario ha già l’obbligo di realizzare.

Ma hanno accettato l’adeguamento a un regime tariffario più conveniente per gli utenti, no?

Sì, ma dopo che l’Autorità di riferimento, l’Art, ha adottato il nuovo piano tariffario, anche questo adeguamento era dovuto. E per giunta la loro proposta tariffaria non contempla gli effetti sui minori ricavi per l’emergenza Covid-19, lasciando aperta anche questa partita. Non solo. È altrettanto inaccettabile la pretesa di Aspi di perpetuare il regime di favore in caso di nuovi inadempimenti degli obblighi di concessione.

Che vuol dire?

Anche in caso di gravissime compromissioni della funzionalità della rete autostradale imputabili ad Aspi, lo Stato non potrebbe sciogliere il contratto con Aspi, ma soltanto obbligare il concessionario a ripristinare la funzionalità della rete. Con la conseguenza che, se crollasse un altro ponte, non potremmo sciogliere la convenzione e, se mai lo facessimo, dovremmo rifondere Aspi con 10 miliardi di euro, e solo per l’avviamento. Quando ho letto la proposta ho pensato a uno scherzo.

Si sente preso in giro dai Benetton?

I Benetton non prendono in giro il presidente del Consiglio e i ministri, ma i famigliari delle vittime del ponte Morandi e tutti gli italiani. Non hanno ancora capito, dopo molti mesi, che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati.

Non c’è stata anche un’apertura dei Benetton a cedere la governance di Autostrade, cioè il 51% a una cordata pubblico-privata, e a far scendere la quota di Atlantia dall’88 al 37%?

Questo prescinde dall’aspetto tecnico-giuridico e investe quello squisitamente politico.

Lo Stato, se una parte della quota di Atlantia la rilevasse Cassa depositi e prestiti o un’altra società pubblica, entrerebbe in società con i Benetton.

Appunto, ci ritroveremmo “consoci” dei Benetton, i quali conserverebbero le prerogative dei soci e continuerebbero a partecipare alla ripartizione degli utili. Le pare normale?

La disturba che lo Stato diventi consocio dei Benetton?

Se devo esprimere una valutazione personale, alla luce di tutto quanto è accaduto, sarebbe davvero paradossale se lo Stato entrasse in società con i Benetton. Non per questioni personali, che non esistono, ma per le gravi responsabilità accumulate dal management scelto e sostenuto dai Benetton nel corso degli anni fino al crollo del Morandi e anche dopo.

Quindi ora che succede?

Martedì porterò queste valutazioni, insieme ai ministri con cui stiamo seguendo il dossier, in Consiglio dei ministri e ne discuteremo con tutti i colleghi di governo.

Cioè, se Atlantia non esce da Aspi lei proporrà la revoca della concessione.

Non mi faccia anticipare la proposta che porterò in Consiglio dei ministri. Dico solo che, allo stato dei fatti, intravedo una sola decisione, imposta proprio da Autostrade.

Chi la accusava di appiattirsi sul Pd ora dirà che è appiattito sui 5Stelle.

Mah, se ne sentono di tutti i colori. Un giorno sono appiattito su una forza di maggioranza, l’indomani su un’altra. La verità è che sono e mi ritroverete appiattito sempre e soltanto sull’interesse pubblico e sul bene comune.

Mezzo Pd e tutta Italia viva pensano che l’interesse pubblico sia lasciare la concessione ai Benetton con qualche ritocco.

Non ho dubbi che tutti i ministri e le forze di maggioranza, quando saranno chiamati alla decisione ultima – e adesso ci siamo – sapranno valutare i conclamati inadempimenti commessi da Aspi e l’incredibile dispendio di risorse pubbliche a vantaggio del privato che questa concessione ha prodotto nel tempo, con gravissimi danni per tutti i cittadini.

Molti, a cominciare da Iv, paventano in caso di revoca un contenzioso complicato che potrebbe costare allo Stato molti miliardi.

Pochi giorni fa la Corte costituzionale ha giudicato pienamente legittima la norma che avevamo confezionato per escludere Autostrade dalla ricostruzione del ponte Morandi, a causa della “eccezionale gravità della situazione”. Quel crollo, le 43 vittime, i gravi danni causati alla comunità genovese, costituiscono un gravissimo e oggettivo inadempimento del concessionario. In aggiunta abbiamo una lunga lista, accumulata nel tempo, di cattive o mancate manutenzioni, ordinarie e straordinarie, della rete autostradale. Senza contare che in questi quasi due anni abbiamo acquisito vari pareri giuridici che ci confortano ai fini della revoca della concessione: anzi, ci legittimano ad avanzare pretese risarcitorie molto consistenti. Non è lo Stato che deve soldi ai Benetton, ma viceversa.

Il suo governo rischia grosso e lei lo sa bene.

Io occupo una poltrona per risolvere questioni cruciali come questa nell’interesse dei cittadini, non per tirare a campare o regalare privilegi ai privati.

Ma lei, Benetton a parte, vuole statalizzare le imprese?

Sono cresciuto e sono stato educato nella cultura del libero mercato. Che però sia depurato da comportamenti predatori e pratiche commerciali scorrette. Detto questo, per favorire una pronta ripresa, dobbiamo e possiamo valutare azioni di sostegno alle imprese in difficoltà anche tramite interventi diretti dello Stato. Come stanno facendo anche altri Paesi europei. E per periodi limitati.

Voltiamo pagina. Molti ora la accusano di voler aggirare il Parlamento per prolungare lo stato di emergenza fino a fine anno, prendere i pieni poteri, forse anche rinviare le regionali sine die, con la scusa del Covid. La presidente del Senato Elisabetta Casellati dice che lei ha reso “invisibile” il Parlamento. Il giurista Sabino Cassese sul Corriere la paragona al modello Orbàn.

Chi evoca il modello Orbàn dice una sonora stupidaggine. Io non ho né voglio pieni poteri. Le elezioni regionali si terranno nella data stabilita. E il Parlamento non è mai stato né sarà mai scavalcato. Ho già chiarito che, sulla proroga o meno dello stato di emergenza Covid, abbiamo tempo per decidere sino a fine luglio. Sarà una decisione collegiale del governo, che verrà poi sottoposta al doveroso passaggio parlamentare con un’ampia discussione pubblica. Questo governo ha dimostrato con i fatti, non a parole, di aver sempre rispettato le Camere, riferendo su ogni decisione e limitando, anche nella fase più acuta dell’emergenza, le misure precauzionali allo stretto necessario, all’insegna dei criteri di adeguatezza e proporzionalità.

A che punto è il negoziato europeo sul Recovery Fund dopo il suo tour tra Spagna e Olanda?

Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha formulato una proposta di mediazione in vista del vertice del 17 e 18 luglio. L’aspetto positivo è che la sua proposta conferma l’ammontare del Recovery Fund e la sua ripartizione fra sussidi a fondo perduto e prestiti. Ma contiene alcuni aspetti critici che vanno superati. Confido che ciò avvenga già nella prossima riunione: il negoziato va finalizzato già entro questo mese.

Però il suo incontro col premier olandese Rutte è andato male.

Non direi, anzi, il clima era positivo. Sono orgoglioso per l’Italia nel leggere che sia Rutte sia il premier austriaco Kurz riconoscono il nostro ruolo di apripista per le riforme strutturali e l’accelerazione della spesa per investimenti, in modo da garantire una pronta ed efficace ripresa non solo all’Italia, ma a tutta l’Europa.

Lei gira l’Europa e intanto in Italia i topi ballano. Di Maio incontra Draghi e, pare, Gianni Letta. Molti, da Prodi e Renzi a un pezzo del Pd, corteggiano Berlusconi perché entri in maggioranza. La preoccupa questa frenesia di incontri fuori dal seminato della maggioranza?

Mah, l’unica “frenesia” che avverto io è quella di chiudere al più presto il negoziato europeo e far ripartire l’Italia con il “Piano di rilancio” che stiamo ultimando. Mi curo poco degli incontri altrui. Io i miei li ho già fatti, insieme ai ministri, nelle due settimane degli Stati generali: con 122 sigle associative, 34 personalità della società civile e molti cittadini, a cui abbiamo presentato e con cui abbiamo discusso 180 progetti. L’unica frenesia che adesso dobbiamo concederci è quella di attuare il maggior numero possibile di progetti nel minor tempo possibile.

Lei oggi incontrerà Angela Merkel. Che cosa le dirà?

Le dirò che le altre Istituzioni europee hanno saputo cogliere l’importanza di questa fase storica e interpretare il proprio ruolo anche sul piano politico. Adesso tocca a noi: ai capi di Stato e di governo. Il Consiglio europeo non potrà né dovrà essere da meno.

15 replies

  1. Benetton, Benetton come se fossero loro i pupari. Abbiamo capito tutti a cosa serve Autostrade con i suoi flussi enormi di soldi freschi e chi muove i Benetton.

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      • Egregio dr Mascaro, ha presente il film ” i pirati dei Caraibi”? Il Kraken? Ecco, proprio lui. Ci rifletta un momento e tutto ha un senso.

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      • @Angelo Mascaro,
        finanziamenti “leciti” in termini di legge si intende… a partiti, politici, fondazioni, etc, etc…, con tutto il cucuzzaro “familistico prenditoriale” che ci campa…”lecitamente” ribadisco a scanso di equivoci… (tipo assunzioni nelle SpA, senza necessità di superare concorsi, di gente altamente preparata, con curriculum meritocratici suntuosi e di fede iperliberistica impeccabile, per lo più provenienti da scuole private, tipo la bbooocccoooniii…, qualche volta con cognomi politicamente altisonanti e, sopratutto, con le giuste “tessere” in tasca…)!!!

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      • Sì, il come lo conosco… ma pensavo di leggere un po’ di nomi. Con l’età purtroppo non si è più svegli come un tempo e pure la memoria non è d’aiuto: dovrò rivedere “i pirati dei Caraibi”! 🙂

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  2. Grande Presidente che sta mantenendo ampiamente la sua promessa: sarò l’avvocato del popolo. E mai come ora lo sta dimostrando ampiamente. Grazie Giuseppi e grazie a Luigi e al M5S che l’ha voluto con forza!

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  3. Un grazie di cuore a Giuseppe Conte per tutelare prima di tutto l’interesse del Paese, che siamo noi tutti cittadini, contro l’arroganza della famiglia Benetton e dei suoi manager e contro le bugie che ci stanno raccontando i Benetton attraverso la stampa di cui sono azionisti (La Repubblica) e, quel che è peggio, le bugie del PD, che ha dimostrato in ogni occasione il proprio totale asservimento cortigiano nei confronti degli interessi del potentato economico-finanziario dei Benetton.

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  4. Finalmente un Presidente con gli attributi dalla parte dei cittadini, non vendibile ne ricattabile……Attenti ai “GIUDA” all’interno della maggioranza di governo sempre pronti a tramare a favore delle lobby e sensibili agli appetiti finanziari.

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  5. Ma quella di Conte, in merito al dilemma revoca/nonrevoca, non doveva essere tutta una manfrina per tener buoni i 5S
    in attesa dell’inevitabile conclusione a favore dei Benetton?
    Ce l’hanno raccontata in tutti i modi “quelli che sanno” dando per scontato che alla fine Conte, per poter continuare a
    rimanere attaccato alla poltrona di PdC, avrebbe allargato le braccia con uno sconsolato “Io ho fatto tutto quello potevo,
    ma la realtà è più forte dei desideri!” e poi avrebbe calato le braghe (le sue, le nostre, quello dello Stato) di fronte ad
    un avversario troppo forte per essere contrastato con successo.
    Invece, a leggere questa intervista, abbiamo letto dichiarazioni di Conte che possono essere riassunte, mi si perdoni
    il francesismo, con un: “AndateveneaffanculoBenettonecompagnia!”.
    Unisco il mio VFFNCL a quello della stragrande maggioranza degli Italiani e ringrazio Conte per essere stato il portavoce
    dei desideri dei cittadini e non degli interessi di Lorsignori.

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    • “… tutta una manfrina per tener buoni i 5S …”. Quanto e’ difficile sentir dire che si attuano politiche o decisioni politiche che correggono degli errori o sostengono dei diritti, e dei diritti salutari!

      Invece no, perche’ diventano tizio contro caio e coso contro cosa.

      Io non credo che ‘sto Conte sia gran che, come persona, basti vedere come e’ restato immobile nel passaggio da 1 a 2, eppero’ leggo dai titoli dei giornali che costui usa parole che indicano l’oggetto del contendere. Cio’ mi provoca dei desiderii sconci, zozzissimi, sogno un titolo di giornale che dica pressappoco “finche’ la mafia e’ quello che e’ scordatevi qualunque ponte che non sia uno da riparare”.

      Mo’ mi metto il cilicio e vado a fustigarmi in bagno, per punire i miei gomiti.

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  6. Sì ma ora alla demicheli chi glielo dice?
    Temo che il pd per salvare i benetton abbia già incassato, ora se non riuscissero a fare nulla la loro credibilità corruttiva verrebbe meno e in futuro i corruttori potrebbero orientarsi a corrompere altri … urge battaglia politica senza se e senza ma.

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    • Non saprei il PD, ma Salvini e la Lega hanno incassato sicuramente, altrimenti non si spiega il folle gesto dell’agosto scorso in cui fece saltare tutto proprio a ridosso della revoca.

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  7. Se la concessione verrà revocata, finalmente giustizia sarà fatta e sarà una delle poche volte che ciò si verifica in Italia….
    Credo che sia chiaro a tutti che, se effettivamente andrà così, è solo grazie al fatto che al Governo ci sono i 5 stelle e Giuseppe Conte è il Presidente del Consiglio. Diversamente neppure i veri termini della concessione sarebbero venuti a nostra conoscenza

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