Maurizio Belpietro: “La tentazione di Conte: far saltare le elezioni”

(Maurizio Belpietro – La Verità) – Confermato: Giuseppe Conte ha più paura delle elezioni che del coronavirus. Noi lo abbiamo scritto ieri, in un editoriale in prima pagina. Ma come si sa, noi non nutriamo particolare simpatia per il presidente del Consiglio e dunque qualcuno potrebbe pensare che la nostra opinione sia viziata da un pregiudizio. Ma ieri, a esprimere lo stesso concetto riportato dalla Verità, è stata anche La Repubblica, un quotidiano che certo non si può definire antipatizzante nei confronti della maggioranza giallorossa. Per spiegare la decisione del premier di estendere lo stato d’ emergenza fino alla fine di dicembre, il giornale di casa Agnelli spiegava che la misura è un po’ una specie di salvacondotto per il governo. In altre parole, quello che preme al presidente del Consiglio con il prolungamento delle misure eccezionali anti coronavirus non è la salute degli italiani, ma quella dell’ esecutivo.

Sintetizzato in poche parole, ciò che vuole Conte è una specie di salvapoltrona. Sì, noi chiamiamo le cose con il loro nome e non giriamo attorno a parole e formule di rito, preferendo andare al sodo. Ma anche chi la prende alla larga, ricorrendo a una quantità di aggettivi e di perifrasi per poi misurare con il bilancino le parole, alla fine arriva dove siamo arrivati noi umili cronisti. La sostanza anche per Repubblica è che Giuseppe Conte è alla ricerca di una polizza assicurativa sulla vita del governo e, non avendo trovato di meglio, soprattutto non avendo ottenuto alcuna sponda da coloro che farebbero parte della sua maggioranza, altro non ha saputo inventare se non la prosecuzione dello stato di emergenza.

Come è noto, la paura genera mostri ed è proprio sulla paura che Giuseppi intende fare leva per ricorrere a un mostro costituzionale che, senza essere mai passato dalle elezioni, gli dia pieni poteri. Se l’ esecutivo non è ancora precipitato nei sondaggi, nonostante la cassa integrazione non sia arrivata a centinaia di migliaia di persone e i finanziamenti non siano ancora disponibili per decine di migliaia di aziende, è solo perché gli italiani hanno paura. Sì, in molti sono preoccupati per il futuro, per quello personale e delle loro famiglie e per quello delle aziende per cui lavorano, a prescindere che siano dipendenti o imprenditori. Dunque, non hanno tempo per pensare a nuovi leader con cui sostituire quello attuale. Nel momento del bisogno si fanno andare bene anche quello che c’ è.

Ed è su questo che confida il capo del governo più scarso che si sia insediato ai vertici del Paese. Finché il coronavirus ci sarà e preoccuperà gli italiani, ci sarà anche Giuseppe Conte a rassicurarli. Che poi le rassicurazioni del presidente del Consiglio non servano a rasserenare gli animi, questa è un’ altra faccenda. Se una nave affonda non si sta a pensare che il capitano è colui che ha mandato la nave sugli scogli: se si sta affogando o si teme di finire in fondo al mare ci si aggrappa a tutto, pure a Conte.

Ecco, il premier confida in questo per rimanere a galla: nella paura degli italiani. Per scongiurare le elezioni regionali e una probabile batosta per la sua maggioranza, il premier evoca scenari preoccupanti, chiedendo pieni poteri per affrontarli. Ieri vi abbiamo riferito il sospetto di un anziano lupo della politica. Secondo il parlamentare che ha attraversato 25 anni di legislature, con lo stato di emergenza Conte prepara uno dei suoi dpcm (decreti del presidente del consiglio dei ministri) per rinviare le elezioni regionali. Farle a settembre – come scrive Repubblica – è un azzardo. Dunque, meglio soprassedere, perché un voto sfavorevole al governo potrebbe essere esiziale per Giuseppi.

Neanche negli anni più bui, del terrorismo e delle crisi economiche i governi sono ricorsi alla sospensione della democrazia, rinviando le elezioni. Ma con Giuseppi la notte della democrazia rischia di farsi più nera del previsto e di oscurare perfino quella regola che in qualsiasi Repubblica affida al popolo la parola fine. Conte lo sa: è quella parola non vuole che suggelli la sua carriera politica. Dunque, ecco servito lo stato di emergenza contro il virus delle elezioni.

IL PD E DI MAIO BENEDICONO LA FURBATA DI GIUSEPPI PER ALLONTANARE LE ELEZIONI

(Carlo Tarallo – La Verità) – Lo stato di emergenza verrà prorogato fino alla fine del 2020, anche se sarà necessario l’ ok del Parlamento. Il voto potrebbe esserci martedì prossimo, come ha spiegato al Tg5 la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha espresso l’ auspicio che questo passaggio sia «l’ inizio di una democrazia compiuta perché in Parlamento e al Senato siamo ormai gli invisibili della Costituzione». Martedì sono previste alla Camera e al Senato le comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sull’ emergenza Covid, ed essendo previsto un voto su eventuali risoluzioni è probabile che i partiti colgano l’ occasione sollecitare il governo ad esprimersi formalmente sul prolungamento dello stato di emergenza.

L’ annuncio di Giuseppe Conte aveva indispettito i parlamentari del M5s, anche stavolta tenuti all’ oscuro di tutto, e il Pd, ma alla fine il Nazareno ha deciso di ingoiare l’ ennesimo boccone amaro pur di non mettere a rischio governo e legislatura: «Il Pd», scrive su Twitter il segretario dei dem, Nicola Zingaretti, «è pronto a sostenere qualsiasi scelta del governo utile a contenere la pandemia. Chi nel mondo non lo ha fatto sta pagando un prezzo drammatico».

Molto più drammatico, per la sbrindellata coalizione giallorossa, e per il Pd in particolare, sarebbe dire una volta per tutte a Conte quello che la maggioranza pensa di lui, ovvero che è inadeguato al ruolo che ricopre. Non si può, in nome della ragion di stato ma soprattutto dell’ emergenza, quella di un partito che se si tornasse al voto si ritroverebbe all’ opposizione. Identico discorso vale per il M5s: anche tra i pentastellati Conte viene considerato ormai scaduto, eppure nulla si può muovere se prima non si trova una soluzione alternativa: le elezioni anticipate sono il terrore anche e soprattutto dei grillini, che si ritroverebbero con la pattuglia di parlamentari ridotta a un terzo di quella attuale.

Così anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è costretto a dare il via libera allo stato d’ emergenza attraverso un post su Facebook talmente sibillino da apparire platealmente forzato, scritto controvoglia: «In questa crisi», argomenta Di Maio, «c’ è un dato insindacabile: la risposta positiva degli italiani. I cittadini hanno dato il meglio, hanno rispettato le regole, le misure anti Covid. Adesso stiamo convivendo col virus, ma non dobbiamo abbassare la guardia».

Già, Di Maio: l’ incontro dello scorso 24 giugno con l’ ex presidente della Bce, Mario Draghi, ha dimostrato che nel M5s comanda ancora lui. La Verità è in grado di rivelare dove si è svolto il summit tra i due: a Roma, in un ristorante, a cena. Due ore di colloquio, faccia a faccia, per conoscersi e «annusarsi»: nessuno dei due lo confermerà mai, ma si è discusso della possibilità che in autunno, con l’ esplodere delle tensioni sociali ed economiche, a Draghi possa essere chiesto di prendere la guida di un governo che a quel punto potrebbe contare sul sostegno di tutte le forze politiche, eccezion fatta per Fratelli d’ Italia e (forse) la Lega.

 Conte per evitare il cambio di premiership confida nella proroga dello stato di emergenza, ma trattasi di pia illusione, visto che il Pd e il M5s, per non parlare di Italia viva, non si lascerebbero certamente frenare da un atto prettamente burocratico se l’«operazione Supermario» dovesse concretizzarsi con la benedizione del Quirinale: manca solo il sì di Draghi, che ha voluto capire se il M5s sarebbe compatto a suo sostegno.

Intanto, Italia viva approfitta anche dello stato di emergenza per far ballare Giuseppi: «Il premier», dice il capogruppo renziano al Senato, Davide Faraone, a Il Dubbio, «ritiene che siamo ancora in situazione d’ emergenza? Allora la sfida è comportarci di conseguenza: subito sì al Mes e anno fiscale bianco. La proroga dello stato di emergenza fino a fine anno rappresenta un problema enorme per la nostra economia, che stava piano tornando a una semi normalità: se andiamo avanti con la modalità emergenziale», aggiunge Faraone, «significa che i lavoratori continueranno a stare in smart working, che molte aziende resteranno chiuse o vedranno ulteriormente ridurre i fatturati, che non ci saranno nuovi posti di lavoro e ripresa dei consumi, se non per alcuni settori specifici.

Le decisioni del presidente Conte lasciano interdetti per vari motivi», argomenta Faraone, «il primo è che non si dà un annuncio simile mentre si alzano le paratoie del Mose: come troppo spesso è accaduto negli scorsi mesi, il premier confonde le conferenze stampa con le aule parlamentari. Avrebbe dovuto per prima cosa confrontarsi con le forze politiche nei luoghi delle istituzioni su una scelta così delicata. Allungare di altri 5 mesi lo stato di emergenza significa che anche psicologicamente le persone non usciranno dalla fase di lockdown. Chiederemo subito a Conte due cose: un anno fiscale bianco», ribadisce il renziano, «e nessuna incertezza sul Mes».

Dall’ opposizione, attacca il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli: «Con l’ emergenza Covid», sottolinea Calderoli, «il governo si è indebitamente appropriato di pieni poteri straordinari attribuibili, come previsto dall’ articolo 78 della Costituzione, solo nello stato di guerra, stato che deve essere deliberato dalle Camere, quindi il governo si è mosso fuori dal solco della carta costituzionale. Volendo prolungare lo stato di emergenza si vuole continuare su questa cattiva strada perché solo così Conte e la sua maggioranza sperano, o meglio si augurano», incalza Calderoli, «di tenere in vita un governo in coma depassè».

8 replies

  1. Questa gente pur di mandare via Conte preferirebbe 10.000 covid 19, la peste il colera, il tifo. Naturalmente, quelli che si ammalano, chi continua a morire, lo fanno così, per scherzare.
    Miserabili pezzenti, potenziali untori, di dx e sx cui è stata tolta la mangiatoia e quella più grande che si avvicina, per loro è più lontana.

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  2. Ecco. …Belpietro quello che sa già tutto. ….Quello che ti legge nel pensiero quello che va oltre ogni previsione……Ma mi faccia il piacere -….. La smetta di scrivere e dire stronzate

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  3. ecco come un articolista reazionario costruisce i suo articoli: sull ‘ oroscopo. Conte avrebbe l’intenzione di rimandare le elezioni regionali .
    Di Maio avrebbe proposto a Draghi la guida del paese e vorrebbe silurare Conte . Evidentemente
    Belpietro gode di un rapporto privilegiato con
    l ‘ oracolo di Delfi, che gli rivela segreti a noi inaccessibili.

    Piace a 2 people

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