Zaia, Bonaccini, De Luca: peggio dei governanti ci sono solo i governatori

(di Francesco Carraro) – Ieri, 3 luglio, a fronte di qualche nuovo focolaio di un virus dichiarato già clinicamente morto dal Prof. Zangrillo, Luca Zaia, Governatore del Veneto, ha dichiarato testualmente: “Secondo me deve esserci un Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio, ndr.), non possiamo far decidere al paziente se farsi curare o meno”.

In una puntata di “Piazzapulita” di maggio, Stefano Bonaccini, Governatore dell’Emilia Romagna, ha rivendicato: “Abbiamo più di 70 unità mobili specializzate che girano in tutta la regione, provincia per provincia, per andare a cercare chi, magari, in quella condizione abitativa non è in grado di tutelare i propri familiari o i conviventi”.

Il 23 marzo, Vincenzo De Luca, Governatore della Campania ha ammonito, su Facebook: “Arrivano voci di persone che vogliono organizzare feste di laurea. Mandiamo i Carabinieri con il lanciafiamme se le fate”. Cos’hanno in comune questi tre soggetti? Geograficamente e politicamente, nulla: uno è del Nord, uno è del Centro e uno è del Sud; uno è delle Lega, uno della destra e uno della sinistra PD.

Ma a ben vedere, sì, condividono un grosso problema che molti altri ce ne procura: si sono montati la testa. Lo confermano le loro dichiarazioni iperboliche; queste sì, da Tso. O, se preferite, da sceriffi della (troppo) Bassa Padana o da inquisitori dello Stato (non) libero del Tortellino o da dittatori della (pseudo) Repubblica di Maradona. E il problema, sapete, non sta tanto nell’aspetto risibile, anzi ridicolo, anzi grottesco, anzi patetico del loro sfoggio di muscolarismo localistico. Sta nel fatto che il titolo (“Governatore”) deve averli mandati fuori giri. Un po’ come i Gran Dirett. Dott. Ing. Etc. Etc. dei film di Fantozzi.

Questi qua forse si vedono davvero come dei vice-re con poteri temporalmente e territorialmente illimitati. Se gli gira male, se si alzano con la luna, se li guardi storto pensano alla galera per i senza mascherina, al lanciafiamme per gli untori, alle battute di caccia, casa per casa, a stanare gli infetti. In altri termini, se volessimo rispondere all’amletico dubbio (ci sono o ci fanno?) saremmo tentati di rispondere che ci “sono” proprio.

Evocano, senza saperlo, un potere svincolato dalle pastoie della rappresentatività e della legittimazione. Hanno la burbanza baldanzosa e tracotante del piccolo satrapo di provincia, anzi di regione. Quelle cose là – quelle cose inascoltabili in bocca a un politico degno di questo nome – non solo le dicono, ma le vorrebbero fare. E se non le fanno (per ora) è solo perché sanno che da qualche parte, nelle pieghe di una legge o di un regolamento, una norma glielo impedisce.

Ce l’hanno sulla punta della lingua, quella norma da azzeccagarbugli, ma non gli viene proprio, per cui li aiutiamo volentieri: “Costituzione”, si dice “Costituzione”. A questo punto, due domande dovrebbero imporsi agli elettori di ogni colore: di destra e di sinistra, non importa. Primo: come diavolo ce li siamo tirati in casa? Com’è possibile aver votato dei Presidenti di Regione e ritrovarsi dei Governatori di Prigione? Secondo: come possiamo fare perché non accada più, per liberarcene al più presto?

Forse la chiave è proprio semantica. Forse l’errore è stato cambiare il nome di un nostro “dipendente” pubblico eletto da “Presidente” a “Governatore”. Il classico caso in cui l’abito (cioè il nome) fa il monaco (cioè il capataz). Insomma, abbiamo creato dei mostri con l’uso improvvido di una parola. E ci tocca constatarlo: pensavamo di avere i governanti peggiori del mondo, ma ci sbagliavamo. Peggio dei governanti ci sono solo i governatori.

www.francescocarraro.com

6 replies

  1. I sedicenti Governatori non sono una piaga biblica inviataci dal Buon Dio (buono? mica tanto!) per punirci delle nostre
    malefatte.. o forse sì?
    E’ la polverizzazione delle fonti decisionali che crea caos, corruzione, nepotismo, conflitti, soprattutto se all’origine c’è una “selezione
    naturale” alla rovescia in cui sono sempre i peggiori a prevalere.
    E chi consente a costoro di continuare a curare gli interessi propri e della propria bottega politica a scapito di quelli del cittadino?
    Ma siamo noi, che diamine!
    Siamo noi i colpevoli e recidivi quando infiliamo nelle urne le nostre brave schede con le crocette sempre nei punti sbagliati.
    Allora forse è proprio vero che Regioni e Governatori sono l’equivalente moderno dell’invasione delle cavallette che tutto divorano al loro passaggio lasciando dietro di sé il deserto.
    Ci sarà mai un Mosè che ci faccia attraversare il Mar Rosso liberandoci dalle catene della servitù?

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  2. Io, in veneto, voterò enrico cappelletti.
    Non mi piace né il candidato del centro sinistra, né zaia.
    C’è bisogno di un nuovo tipo di politica.
    E se mi dico che prenderà poco io rispondo che è meglio un loro consigliere regionale in più all’opposizione che uno in più alle due coalizioni.

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  3. Nessuno ha cambiato nessun nome, e per rendersene conto basterebbe leggere la Costituzione che l’autore dell’articolo richiama: in nessun articolo si parla mai di “governatori”, bensì di Presidenti, e nemmeno Presidenti della regione, ma della Giunta regionale. Il termine “governatore” se lo sono inventati i mass media per scimmiottare i governatori degli Stati USA, dimenticando (o facendo finta di dimenticare) che l’Italia non è uno Stato federale, e che, proclami e boutade a parte, i Presidenti di giunta regionale nostrani non hanno nemmeno un barlume dei poteri che spettano a un governatore USA. Quindi le ostentazioni muscolari dei vari Zaia, De Luca e Bonaccini sono buone per fare propaganda e per spianarsi la strada verso il Governo nazionale, ma quanto a effetti sono pari a zero (del resto, avete visto qualcuno aggirarsi per la Campania con un lanciafiamme in mano? Siamo seri, su).

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  4. Bene, mi pareva strano che non fosse scrtitto da un cosiddetto complottista. Articolo di una banalità sconcertante, ridicolo definire i tre governatori uno della lega, uno di destra e uno di sinistra. Sbagliato! LOL

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    • Veramente c’era scritto: della destra e della sinistra PD. Io a seguito dell’immediato dubbio dovuto all’apparente errore ho riletto con attenzione e compreso il significato: «della destra PD e della sinistra PD». Suggerisco di leggere con attenzione la prossima volta, prima di commentare.

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