Recovery Fund, il 75% dei soldi dal 2023. Ecco perché gli aiuti arriveranno troppo tardi

(Gianluigi Paragone) – Perfino dai documenti della Commissione europea si evince il concetto fondamentale riguardante gli aiuti promossi attraverso il Recovery Fund, ‘arriveranno troppo tardi’. Peccato che l’elemento non sia poi così marginale, nemmeno per coloro che considerano questa come la risposta adeguata alla situazione di crisi in cui ci ritroviamo.

Alla domanda -riferisce il Fatto Quotidiano- ‘quando i soldi potranno essere spesi?’, la cancelliera tedesca, nonchè signora indiscutibile dell’ Unione europea, risponde escludendo che la manovra possa partire da questo anno. Una volta raggiunto l’accordo tra i governi, la proposta “andrà ratificata dai parlamenti nazionali”. Con una certa probabilità si potrà pensare di fruire del ‘salva-emergenza’ “a partire da gennaio.”

Una brutta notizia per l’Italia e soprattutto per il premier Conte che aveva riposto così tanta fiducia in questa nuova ‘potenza di fuoco’. Una scommessa fatta e bruciata che teneva in bilico le sorti dell’intera economia italiana e grazie alla quale credeva che i fondi europei sarebbero stati disponibili fin dall’autunno.

Ancora più brutta è però l’analisi della Commissione avanzata dall’economista Darvas: “Il 75% dei soldi arriveranno effettivamente agli Stati -non come in maniera fin troppo ottimista ipotizzato dalla merkel a gennaio- dal 2023 in poi, ovvero, tra due anni e mezzo. La commissione, si legge sul sito del Bruegel, ha ammonito che bisognerà fare in fretta, ma “il Budget europeo è una macchina lenta”.

Funzionerebbe così: “tra il 2020 e il 2022, saranno concordati il 78% degli impegni (cioè vengono identificati e proposti i progetti su cui spendere i soldi), tuttavia la Commissione prevede che a malapena il 24,9% dei nuovi sussidi sarà speso nel 2020-2022, periodo in cui le esigenze di recupero saranno maggiori.”

Dunque il meccanismo messo in piedi è, come commentato da il Fatto Quotidiano, “una discrasia rispetto ai bisogni dell’economia.” In un contesto di emergenza come questo la tempestività è tutto. Come saggiamente fa notare lo spagnolo Pedro Sanchez, “più tempo perdiamo, più profonda sarà la recessione”.

4 replies

  1. Egregio Paragone: mvffncl ! Quand’anche queste terrificanti previsioni fossero vere, e non lo sono, cosa propone? Buttarci tutti a fiume?

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    • Hai centrato in pieno la questione, bravissimo. Questo Giuda parla come il cazzaro verde e la vispa Teresa, non gli va bene mai niente di quello che fa il governo, e quando non può negare l’utilità del recovery found dice: si ok, ma arriverà tardi e saremo tutti già crepati da un pezzo. Sono tutte uguali queste nullità, facile fare opposizione così, non ci vuole nulla, la fa da sempre il somaro geneticamente puro. Più difficile è avanzare proposte serie, fattibili, contribuire a convincere l’Europa della bontà delle nostre iniziative, attivarsi con quei fenomeni dei loro amici sovranisti, contrari a ogni aiuto al popolo italiano.

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