L’unità del Movimento

(Tommaso Merlo) – La forza del Movimento è sempre stata la sua unità. Il rifiuto delle correnti e il mettere prima le cose da fare. Per anni la stampa si è inventata guerre intestine. La novità di oggi è un battibecco tra due pezzi grossi avvenuto sotto gli occhi di tutti. Apriti cielo. Festa grande per i retroscemisti che da mesi non avevano balle da sparare. Anche perché il Movimento ha affrontato l’emergenza con grande senso di responsabilità e compattezza evitando ogni polemica. Ora si ricomincia. I retroscemisti lavorano per conto di chi vorrebbe spaccare il Movimento e tornare alla “normalità”. All’orizzonte si profila un’abbuffata tra le più abbondanti del dopoguerra. Lo scoppio della pandemia ha fatto saltare un po’ tutto, anche l’agenda del Movimento. Eravamo rimasti alle dimissioni Di Maio e alla convocazione degli Stati Generali per decidere il nuovo assetto ed accendere nuove stelle. Ma lo scenario è mutato bruscamente causa virus. Il destino ha voluto che questo Movimento si ritrovi al suo secondo governo in due anni e soprattutto in prima linea a fronteggiare la crisi del secolo. Un enorme responsabilità, un enorme potere, ma anche un’occasione storica per indirizzare il futuro del paese coi propri valori e le proprie idee. Una sfida gravosa ma esaltante, salvare il paese e rilanciarlo nella giusta direzione. Una sfida che solo unito può vincere. Governando ci si sporca le mani, governando con altri ancora di più, ma il bilancio nei palazzi del Movimento è positivo. La lista delle promesse mantenute è lunga ed importante. Certo, ci sono state anche sconfitte ed errori, ma mai in malafede, mai tradendo volutamente i cittadini. Ma nella politica italiana l’onestà intellettuale è un lusso sfrenato. Come dimostra l’isterismo dei retroscemisti di queste ore. Il vecchio regime è ancora tutto lì e non aspetta altro che il Movimento vada in pezzi per tornare a godersela. Non hanno imparato nulla, non hanno cambiato in nulla. Vecchi partiti, lobby, stampa. Una sciagura per il paese, una fortuna per il Movimento. Questo perché le ragioni politiche e morali per cui è nato sono ancora tutte vive e vegete. Grazie all’arrogante immobilismo del vecchiume nostrano, il Movimento ha ancora tantissimo da dare politicamente. Meriti suoi e demeriti altrui. Del resto per cambiare l’Italia non bastano un paio d’anni e tantomeno se ambisci ad una sterzata culturale dopo decenni di marciume. Ci vuole tempo, ci vuole costanza e quegli aggiustamenti in corsa che appena possibile il Movimento dovrà realizzare. Senza litigi, senza strappi. Il nemico è altrove ed è agguerrito più che mai. Traditori. Retroscemisti. Retromarcisti. Il Movimento è stato ferito ma nessuno lo ha ancora fermato. E se si tornasse al voto, i cittadini si troverebbero davanti lo stesso menù del 4 marzo e in molti potrebbero optare per il bis. Certo, il 4 marzo è stata una tempesta perfetta che potrebbe non verificarsi più. Ma se rimane unito, la fine del Movimento è ancora lontana.

5 replies

  1. Io mi trovo assolutamente d’accordo con Tommaso Merlo. Di Battista ha ragione, c’è bisogno di una riorganizzazione del movimento, lo diciamo da 8 mesi, non si può negare, ma non è stato né il momento né il luogo giusto. Nel momento cruciale in cui si organizza il piano per il futuro che Conte sta gestendo egregiamente e in cui tutti stanno cercando appigli per tirarlo giù e buttare fuori il M5S? Dalla Annuziata poi? Che è e resta contraria a Conte e al M5S tanto che preferirebbe il centro-dx al governo? Almeno vai da Scanzi su T9,
    E’ un appiglio per far fare nuovamente confusione a tutti i giornali e tv.

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  2. MA CI FACCIAMO LE PIPPE? ALLORA DITELO!!. Viviana Vivarelli.

    Il Movimento era rimasto con la proposta di Di Maio di chiudere col capo unico e di mettere al suo posto una squadra, una direzione collegiale.
    Grillo era d’accordo.
    Mi pareva che questa cosa si fosse capita e che fosse una cosa democratica e meno monocentrata.
    E ora con Di Battista è tutto sparito e appare di nuovo chi è pronto ad acclamare un capo unico???
    Mi pareva che a causa del contagio e dei gravi problemi del Paese che richiedono un surplus di lavoro da parte del governo e dunque dei 5 stelle eletti, si fosse deciso di comune accordo di far slittare gli Stati Generali a settembre.
    E invece, arriva di Di Battista, e chiede “Stati generali subito”???
    Ma facciamo a fare e disfare???
    Ditelo che basta che arrivi uno da fuori e fa una intervista dall”Annunziata e salta tutto!!!?
    Di Battista si parla addosso. Apre la bocca e spara. E tutti vanno in delirio. Poi sparisce per i fatti suoi per qualche mese e non si prende nessuna responsabilità. Come un deus ex machina di breve apparizione.
    Ma tutto il lavoro e le decisioni prese dai 5 stelle eletti al Governo a che servono allora? Sono una pippa???

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  3. Di Battista -al di là delle dichiarazioni di facciata- è da un anno che cerca fi far saltare il governo Conte 2^.

    Quando il Grillo obbligò il M5S a governare con il Pd (contro le intenzioni di Di Maio e Di Battista, che volevano tornare al governo con la Lega, con l’aggiunta di Fdi, in cambio della presidenza del consiglio a Di Maio), fu solo quest’ultimo che si espose (Di Maio, come fanno di solito i democristiani emise solo qualche balbettìo incomprensibile):
    “Ho visto le aperture di Salvini al M5S e mi sembra buona cosa… non mi dispiacerebbe un presidente 5S”.

    Un mese fa Di Battista ripropose la solita cantilena:
    dopo aver dato l’appoggio all’ultradestrorso Paragone avere mandato in avanscoperta Corrao (che attaccava Crimi e Di Maio in modo sconsiderato a qualsiasi microfono trovasse):
    “Non è un segreto che io non volessi il governo con il Pd”

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  4. quello di liquidare in modo sprezzante e pretestuoso le proposte di Di Battista è la politica dello struzzo e mi ricorda tanto la DC dei tempi andati, non è il momento buono, non si fa così, bisogna aspettare che le cose maturino ecc..ecc. e i problemi non venivano mai affrontati e si dividevano le poltrone e le prebende.
    Mi sembra che ci sia in atto una mutazione genetica molto forte nel M5S, sta diventando UN PARTITO con una OLIGARCHIA che lo controlla, senza che ci sia nessuna discussione su cosa, come e quando fare, ma solo eseguire secondo le opportunità.

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