Intervista esclusiva ad Otto Bitjoka economista e Presidente dell’Unione delle Comunità Africane d’Italia

(Marco Giannini) – Ciao Otto, dopo la recente ed interessantissima videointervista con l’europarlamentare 5s Ignazio Corrao (https://www.facebook.com/CorraoM5S/videos/273831066982811/),  cosa ne pensa di qualche domandina anche con Infosannio?

Ciao Marco, ben volentieri.

Come avviene per i condoni fiscali puntualmente, in Italia, arriva la sanatoria per i migranti: ma quanto sono nell’interesse dei popoli africani queste regolarizzazioni?

In Italia l’approccio pietista, quello dell’accoglienza sterile, è un modus operandi sin dai tempi dell’immigrazione cinese del secondo dopoguerra.

Serve una risposta strutturale. Chi parte dall’Africa crede di trovare in Italia delle opportunità per realizzare un progetto di vita ma, in questo modo, viene illuso, ingannato da persone in malafede che hanno tutto l’interesse affinché questa gente approdi in Italia senza prospettive.

Se noi regolarizziamo questi ragazzi cosa garantiamo loro dal punto di vista del Welfare e del lavoro? La grande maggioranza dei “sanati” sarà semplicemente sostituita nei campi da altri clandestini di recente arrivo, pagati un euro l’ora… non si risolve niente, è solo ideologia e ci guadagna anche la mafia locale, i caporali…

Una mossa di PD e Italia Viva per mettere in imbarazzo il M5s, per indebolirlo a tutto vantaggio degli stessi progressisti e della Lega, che così, continuano sterilmente a dividerci in “politically correct” e “celoduristi”?

Rimandano semplicemente il problema. Sono decenni ormai che queste forze sono al servizio dell’impero, lo stesso impero che tiene in Africa le basi militari. Non hanno mai espresso una sola parola per quanto riguarda le radici dei problemi e per quanto concerne soluzioni strutturali ad essi.

Francia, Big Companies, FMI (Troika), WTO, Banca Mondiale, Cina, USA, Arabia Saudita e per certi versi l’ONU e l’OMS (ecc) sono i creatori di questa emigrazione; lasciano in Africa un deserto economico. Politici corrotti con molti soldi e denaro, che fanno gli interessi dell’occidente e soprattutto di poche persone megamiliardarie. Eppure in tv, e dai governi (vedasi PD e LeU), si parla tanto di immigrazione ma mai di questo sistema perverso. Il giochino dell’austerità, della moneta scarsa per cui competere, direttamente o indirettamente sui mercati, provoca anche nel Continente Nero, che non ci siano soldi per lo sviluppo.

Esatto! E’ proprio così! La Troika noi l’abbiamo in casa da decenni! Con il suo programma di aggiustamento strutturale che ha come obiettivo il privatizzare le nostre migliori società sovrane. I soldi degli Stati africani finiscono puntualmente per dover coprire il servizio del debito (il costo per gli interessi sul debito) ed in questo modo l’economia si avvita, non si sviluppa, ed essi sono costretti a privatizzare le enormi ricchezze di cui dispongono, ritrovandosi con milioni di disoccupati.

I paesi più ricchi di bellezze minerarie, naturali e/o culturali, non è un caso siano quelli sotto il torchio di finanza e multinazionali; in Africa come in Italia.

Ancora l’attuale ordine mondiale capitalista non ha ben compreso che, dopo la “fase Cina”, le merci occidentali dovranno sfociare proprio in Africa per essere acquistate. Il nuovo mercato sarà proprio là, in una terra ricca di giovani ed energie; piano piano ci arriveremo.

Di certo non ci arriveremo noi italiani se perderemo tempo con il pietismo di Zingaretti e dei progressisti, con le soluzioni limitatissime di Salvini e con stupide polemiche su questioni inutili come quella di Silvia/Aisha Romano tanto care a Repubblica e Libero.

L’Africa non deve essere “oggetto di un dibattito”, un fastidioso problema, ma il “soggetto della storia”. L’Italia potrebbe lavorare, sin d’ora per “sostituire” il neocolonialismo francese con una leale e forte partnership commerciale e culturale. In questo modo otterrebbe scambi privilegiati a tempo indeterminato, un enorme vantaggio sulla concorrenza. L’Italia potrebbe essere leader del Mediterraneo e di questa partnership con l’Africa, dentro una Europa a due velocità! Un bel cambio di passo rispetto alla tristezza attuale! L’Italia per i ragazzi che arrivano, dovrebbe trovare il coraggio di predisporre un “piano permanente di formazione” per l’abilitazione ai mestieri ed alla trasformazione. Dopo di ciò, costoro, potranno iniziare a lavorare dentro il mercato, con le opportune tutele, per poi tornare nei loro paesi contribuendo al loro sviluppo.

E’ la figura che ho battezzato “lavoratore circolare transcontinentale”. La battaglia vera è quindi intervenire sulla filiera della produzione e non firmare sanatorie. Possiamo introdurre un “credito di cittadinanza” che mostri che si è in possesso delle “skills” per le varie filiere, ottenute con la formazione appunto e con le esperienze nello Stivale!

Regolarizzare chi non ha le skills equivale a condannarlo. In Italia non c’è più un welfare ed è un inganno far credere a questi ragazzi che possano inserirvisi allo stato attuale, quando il Welfare è il primo ad essere in sofferenza. Serve cambiare paradigma. Oltre a ciò, ovviamente, andrebbero promossi anche scambi culturali, nel rispetto delle rispettive tradizioni.

Con Di Battista ci parlasti molto del Franco CFA in Africa occidentale. Come sai io stesso mi sono occupato del tema con forza! Quale è il primo passo che un buon Ministro degli Esteri dovrebbe compiere?

Chiedere alla Francia di mostrare gli accordi di decolonizzazione , così vediamo cosa c’è scritto e quanto sono leciti ed etici! E’ l’unica strada per decolonizzare l’Africa. Io ne ho letto qualcuno e sono vere e proprie vergogne.

Aggiungo, inoltre, che la questione bancaria e monetaria è sempre più in mano alla Troika internazionale (FMI e World Bank in primis): bisogna abbandonare questi fondi “imperialisti” attivando il nostro africano.

Vi faccio un esempio: la produzione dell’energia francese è basata sull’uranio proveniente dal Niger, da cui è estratto in modo truffaldino grazie a questi accordi. E l’Italia va in Francia ad acquistare energia! La Francia potrebbe un domani ricattare l’Italia e chiudere questa fornitura! Un paradosso vista le opportunità che l’Italia potrebbe sfruttare grazie anche alla posizione che occupa nel Mediterraneo. Gli africani devono rinazionalizzare i principali assets, tornare sovrani. Basta con questo neoliberismo che nella sua faccia progressista (la “Terza via” di Blair) ed in quella “celodurista”, non ha niente a che vedere con la libertà ma solo col pietismo e con la miopia. In Italia Lega e PD sono due facce della stessa medaglia.

Il Mediterraneo potrebbe tornare, dopo secoli, ad essere il centro nevralgico del mondo.

In Italia però il PD e LeU (“liberté egalité” come la chiamo io) dubito possano fare qualcosa, sembrano quasi costole dei francesi: si pensi ai tratti di mare che hanno cercato di regalare loro, a Sandro Gozi, alle accuse francesi di razzismo contro noi italiani, cui hanno fatto immediatamente eco i nostri media progressisti ecc! Eppure è proprio in Francia che i manganelli sono vibrati nell’aria contro gli africani alle frontiere! Il nostro paese è stato in realtà trasformato in unico sbocco per l’Africa, a tutto vantaggio della Francia, la quale, in questo modo, distrae le energie giovani ed incazzate africane facendole emigrare e sbarcare sulle nostre coste (come se l’Italia fosse la valvola di sfogo della Francia). Per non parlare di tutte quelle battaglie sociali tradite, capovolte, abbandonate in favore di quelle molto “global” e “cosmetiche” tipo Greta, Carola, Femen, arcobaleni ecc.

Come detto poc’anzi in Africa, come in Italia, la libertà non è un dato scontato ma va conquistato giorno per giorno. Gli stessi mezzi di informazione riflettono questo aspetto critico che non è di semplice ed immediata soluzione. La politica è molto sensibile al denaro ed al potere e quindi è indubbio che qualcosa non torni… lo stesso concetto di sovranità è distorto dal sistema mediatico: da un lato è stato trasformato in “sovranismo” per incutere timore a chi non segue l’economia e la politica in generale, dall’altro è cavalcato dai vari Salvini che si susseguono e che hanno il solo interesse di perpetuare il liberismo (ed infatti abbandonano la questione non appena cambia il vento). Non può esistere nessuna forma di sovranità senza libertà e la libertà si moltiplica quando i popoli collaborano e non quando cercano di prevaricarsi a vicenda e/o cercano di indebitare l’altro. In questo senso io cerco sempre di porre uno, due (!) tratti di evidenziatore sui piani di rinascimento seri e coerenti che propongo.

Otto ti ringraziamo per questa bella chiacchierata avvenuta tra un bantù e un ligure apuano! Non molliamo!

Grazie a voi, un abbraccio!

5 replies

  1. La gioventù di questa Europa dopo 3 mesi di semilibertà, scende in piazza per protestare, e per cosa?
    Per un mondo diverso e migliore?
    (e ci sarebbero tutte le ragioni per farlo).
    No.
    Protestano, non vedono l’ora di tornare.
    A cosa, non si sa.
    Non sentono l’esigenza di cambiare.
    Se le premesse sono queste.
    Partiamo male.

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  2. Hanno sempre usato l’inganno-malafede perché hanno degli interessi personali nascosti, sottovalutano l’opacita’ della filiera. Sventolano degli slogan insignificanti senza conoscere la realtà dei territori. L’italia medievale non perde i vizi perché venera la miopia del dio denaro che non c’entra niente con l’economia, con l’emancipazione, con la solidarietà – integrazione, con lo sviluppo sociale ed economico. Sono trafficanti di esseri umani.

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  3. Otto non si è limitato a criticare il sistema politico ed economico con le sue ricadute su quello sociale. Ha fatto anche delle proposte. L’intervistatore invece sembra sottolineare solo gli aspetti che ritiene essere nefasti, senza aprire la discussione sulle idee. In questo momento di crisi in cui le manchevolezze si manifestano con maggiore evidenza e sono sperimentate da tutti, non sarebbe meglio promuovere una campagna di pensiero positivo? Occorre fare attenzione: senza un progetto si resta impotenti, e le critiche rischiano di essere lagne.

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  4. Non so se la piattaforma mi ha perso il commento. Nelle vere democrazie i giornalisti sono spigolosi. Il pensiero positivo è la parte business della legge della attrazione che in realtà deriva dalla legge della creazione. Un concetto orientale da non confondere con quello occidentale. La legge della creazione combina la meditazione e la gioia con l’impegno concreto con la critica, con la razionalità. Gli USA corrente global hanno reso business anche la legge della attrazione banalizzandola.

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