
(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Leggo “Slurp slurp, tutti alla corte di Leonardino” (copy Dagospia) e penso con nostalgia a Umberto Pizzi, a quanto ci mancano i suoi ritratti della Roma cafona patinata e narcisa. Ma pure palpitante e sgomitante l’altra sera alla Gnam (Galleria nazionale d’Arte moderna) e poi scodinzolante con la scusa della presentazione del nuovo Quotidiano Nazionale. Con la libido di esserci, destra, centro e sinistra, di farsi vedere, c’era lui c’era lei, di baciare la pantofola all’acronimo barbuto LMDV slurp slurp gnam gnam. Sì, c’era anche il Catering largo ad omaggiare. Per Schlein e Conte più che altro comparsate di cortesia. Più uno svolazzante Angelo Bonelli, munito di Fedez, ma privo di Fratoianni, immaginiamo per scelta tormentata ma alla fin fine condivisa, come in certe coppie stagionate, provviste di qualche residua acidità (Vado o non vado? Dai vai che ti diverti. Ma è roba di destra. Si, ma quei giornali contano in campagna elettorale e poi lui è stato gentile a invitarci. Se proprio insisti faccio appena un salto, non aspettarmi per cena). […]
Quanto a noi, “il tortellone pieno di sé” (sempre l’impunito Dago), non potendoci avere come menù nel suo privato buffet editoriale, si è autoinvitato a casa nostra esibendo un 2% di Seif, caffè compreso. Per educazione non diremo, come in quel famoso film, che la sua infelicità (come azionista) sarà la nostra missione nella vita, ma insomma. Infatti, l’acronimo ereditiero ci ispira una divertita simpatia, soprattutto, come ha scritto su queste colonne Paola Zanca, per il suo esprimersi: “giusto il tempo di dare all’uditorio la sensazione che non sapesse di cosa stesse parlando”.
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Ps. Caro Umberto, amavamo sommamente quei pacchiani assalti alla lasagna da te magistralmente immortalati. E sai perché? Pensavamo: meno male che nessuno ci ha invitati.