
(di Michele Serra – repubblica.it) – Quali e quante attività quotidiane dovremmo ridurre, o rallentare, nel caso volessimo limitare (o fossimo costretti a farlo) la costruzione dei data center che alimentano la nostra vita digitale? A cosa dovremmo rinunciare in cambio di un minor consumo di suolo, di acqua e di energia?
Il problema è che non lo sappiamo. Non credo esistano studi attendibili in proposito. Qualcosa o qualcuno che ci prospetti, possibilmente da fonte neutrale, le conseguenze dei nostri consumi digitali. È come se lo sviluppo si fosse avviato lungo un percorso automatico, che prescinde dalle nostre scelte e dalla nostra consapevolezza. Tutto è avvenuto per suo conto, tanto è vero che la coscienza pubblica (e la sua ricaduta politica) di quanto sia energivora la nostra vita digitale è molto recente. Una tecnologia tascabile che ci appare leggera, impalpabile, quasi eterea, si serve di macchine gigantesche, e questo problema è diventato di dominio pubblico solo a cose fatte, o quasi fatte.
Il sistema digitale è andato conformandosi per suo conto, e per conto dell’oligarchia che lo possiede. Il risultato è che grandi masse di persone, a seconda del loro reddito e dell’andamento dei prezzi, possono decidere che cosa levare dal carrello della spesa, come risparmiare, come orientarsi in un mercato o in un discount. Ma la nostra dieta digitale, invece, è avvolta nel mistero.
Rinunciare a TikTok o ai sistemi informatici degli ospedali o degli aeroporti non è la stessa cosa. Ma quanto ci costa TikTok, quanto l’informatizzazione dei servizi essenziali, non è un dato “in chiaro” come il prezzo del latte o della frutta. Una delle grandi sfide della politica, da adesso in poi, è cercare di portare in chiaro, a disposizione di tutti, i costi del digitale.
Cominciamo a rinunciare a chi ha aperto la strada cioè a facebook. Lo so che il social utilizzato solo per esempio ma siccome è mandarino sembrava più appropriato per Michelino l’ americano per mostrare la sua sensibilità green. Un sistema gigantesco informatico in cui l’ IA occupa la parte sproporzionatamente più grossa e’ l’ energivoro per eccellenza ma si sapeva già dall’ inizio e se si è voluto andare per quella strada non è utile piandersi addosso senza pensare oggi a un alternativa a cui non abbiamo pensato ieri.
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