
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Ci mancavano i «combattenti per lo Stato maschile» che vogliono annientarci perché il nostro «regime femminista» sta dando troppo spago alle donne. Non bastavano le incognite del clima, della tecnologia e della demografia. Dobbiamo preoccuparci anche di un sedicente gruppuscolo di reazionari al cui confronto Vannacci sembra un attivista del Gay Pride.
Sempre che non recitino una parte, si tratta di persone che considerano Barbablù un progressista e sognano di regnare su un harem di donne sottomesse, nella speranza di trovarne qualcuna che se li fili almeno lì. Di moderno, purtroppo, hanno solo quella capacità di smanettare sui computer che consente loro di seminare il panico negli aeroporti di mezza Europa, con allarmi-bomba conditi da messaggi inneggianti a un mondo patriarcale che per fortuna non tornerà mai più. Qualcuno sospetta che siano al soldo di Putin, ma il punto non è nemmeno sapere chi ci sia dietro. Il punto è sapere che cosa ci sia davanti. Come ci attrezzeremo a vivere camminando sul filo dell’allarmismo, tra annunci di attentati e blackout assortiti, circondati da Pierini che urlano continuamente «al lupo» per indurci col tempo ad abbassare le difese, anche quelle emotive, così da farci diventare sempre più cinici e confusi, dunque più malleabili. In attesa di contromisure, qui all’interno del «regime femminista» si cerca comunque di resistere: respinti i «combattenti per lo Stato maschile», ci prepariamo all’imminente urto con i templari.
spero per tutti noi che non sia sufficiente una email per fermare mezza europa. La digos conoscerà il gruppo e sapranno che questi maschi hanno l’esperienza per acquistare esplosivo, le competenze per costruire una bomba e l’opportunità di arrivare all’aeroplano per posizionarla. Nonostante il nome improbabile.
Altrimenti siamo una unione di pagliacci.
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