Dopo oltre sette anni di chiusura e di promesse mancate

” Dopo oltre sette anni di chiusura e tante proteste, finalmente si annuncia l’imminente avvio dei lavori per riportare la biblioteca comunale Benedetto Croce nei locali del polifunzionale di via Morghen 84. Accogliamo positivamente questa notizia, ma con la prudenza che una vicenda tanto lunga e tormentata impone: festeggeremo davvero soltanto quando i cittadini potranno tornare a entrare in biblioteca, consultare i libri e utilizzare gli spazi di lettura “. A dichiararlo è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, che torna, ancora una volta, sulla necessità di restituire al Vomero un presidio culturale rimasto troppo a lungo indisponibile.
Secondo l’aggiornamento diffuso, il 27 ottobre è stato comunicato dalla municipalità l’imminente avvio degli interventi nei locali di via Morghen. Un passaggio atteso, che arriva dopo l’approvazione, nei giorni precedenti, di un atto di indirizzo della commissione cultura volto a superare i ritardi e a sollecitare l’apertura del cantiere.
” È un segnale che non sottovalutiamo — prosegue Capodanno — ma che deve tradursi immediatamente in fatti. Dopo un’attesa così lunga, la parola “imminente” non può restare senza una data. Chiediamo di sapere quando saranno consegnati i lavori, quando inizieranno effettivamente le attività e quale sarà il termine previsto per il loro completamento “.
Il trasferimento riguarda i locali al piano terra del complesso di via Morghen 84, già utilizzati in passato dalla biblioteca e successivamente in uso alla fondazione De Martino. La soluzione è stata individuata dopo la chiusura degli inidonei locali interrati di via De Mura. Il quadro illustrato nella nota riferisce dell’approvazione, in primavera, dei progetti esecutivi per un importo di circa 322mila euro, destinati al recupero degli ambienti e alla realizzazione di una nuova sala lettura coperta nel patio. L’avvio degli interventi, inizialmente previsto per aprile, è però slittato, arrivando a fine ottobre con una comunicazione di prossima partenza.
” Non stiamo parlando di un intervento da immaginare da zero — puntualizza Capodanno —. Vi sono un progetto e risorse individuate. Per questo è legittimo chiedere quali ragioni abbiano determinato lo slittamento rispetto alle previsioni e quali misure siano state adottate per evitare ulteriori rinvii. La trasparenza serve a ricostruire la fiducia dei cittadini e a rendere verificabili gli impegni assunti “.
Il Comitato Valori Collinari sottolinea che la notizia dell’avvio dei lavori, pur importante, non può far dimenticare la durata della chiusura e le conseguenze sulla vita culturale del quartiere.
” Oltre sette anni rappresentano un tempo enorme — sottolinea Capodanno —. Per un ragazzo possono coincidere con un intero percorso scolastico, trascorso senza poter usufruire di questo servizio pubblico nel proprio quartiere. Studenti, lettori, persone anziane e famiglie hanno atteso una risposta che non avrebbe dovuto richiedere tempi così lunghi. Una biblioteca non è un deposito di volumi e non è neppure soltanto un insieme di tavoli per studiare. È un luogo nel quale si accede liberamente alla conoscenza, s’incontrano persone, si costruiscono opportunità. La sua assenza impoverisce la vita collettiva. Restituirla al territorio significa recuperare uno spazio di partecipazione e di crescita, non semplicemente riaprire una porta “.
Capodanno chiede che la programmazione comprenda tutte le attività necessarie per rendere effettivamente fruibile la nuova sede: non soltanto gli interventi edilizi, ma anche l’allestimento, il trasferimento del patrimonio librario e l’organizzazione del servizio.
” Non vorremmo ritrovarci, concluso il cantiere, davanti a una nuova attesa per arredi, sistemazione dei libri, personale o adempimenti necessari all’apertura – conclude Capodanno -. Questi aspetti devono essere affrontati per tempo. Il nostro auspicio è che questa sia davvero la svolta attesa. Ma, dopo tanti anni, non possiamo affidarci soltanto alle rassicurazioni. Seguiremo l’evoluzione della vicenda, sollecitando risposte ogni volta che sarà necessario. La biblioteca Benedetto Croce deve tornare a essere un servizio vivo, accessibile e continuativo, non un progetto che passa da un rinvio all’altro “.