E arriva il plauso dell’ambasciatore americano. La nota della Farnesina: “L’Italia ritiene che vada accelerato un cambiamento con le autorità cubane”. La condanna di Arci e dei dem: “Ennesimo atto di sudditanza del Governo Meloni a Donald Trump”

(Serena Convertino – lespresso.it) – L’Italia “rimane profondamente preoccupata per la situazione dei diritti umani a Cuba”, sotto embargo economico, commerciale e finanziario statunitense dal 1960, ma per la prima volta in 34 anni si astiene dal votare la risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu che chiede di revocarlo.
A specificarne le motivazioni è una nota della Farnesina, che spiega che ”l’Italia, nel ribadire la vicinanza al popolo cubano e la necessità di continuare gli aiuti umanitari, ha scelto di astenersi assieme ad altri paesi alleati come Germania, Olanda, Polonia, Grecia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia e Croazia”. Perché? “In sintesi, l’Italia ritiene che vada accelerato un cambiamento con le autorità cubane: l’embargo economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba ha conseguenze economiche e umanitarie negative per il popolo cubano”.
La mancanza di libertà politiche ed economiche, le debolezze strutturali e le inefficienze di lunga data del sistema economico hanno contribuito in misura significativa alla crisi attuale, si legge nella nota, in cui si afferma anche che sono necessarie riforme politiche, economiche, sociali e giudiziarie sostanziali da parte delle autorità cubane per alleviare le sofferenze del popolo cubano. Le 176 misure economiche e sociali adottate lo scorso giugno – un pacchetto di riforme economiche che aprono alla partecipazione del settore privato e puntano ad attirare investimenti in diversi settori dell’economia – dovranno essere attuate rapidamente, sottolinea la Farnesina. Addotte anche motivazioni di politica estera. “Deploriamo inoltre – continua la nota- che la posizione di Cuba sulla guerra di aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina continui a essere incompatibile con i principi della Carta delle Nazioni Unite. Cuba ha votato contro la risoluzione dell’Assemblea generale Onu del 24 febbraio 2026 che promuoveva un cessate il fuoco e una pace duratura in Ucraina”.
Plauso dell’ambasciatore americano Mike Waltz, che in Aula, martedì, si è reso protagonista di uno scontro verbale con la delegazione cubana. Il ministro di L’Havana Bruno Rodríguez Parrilla ne ha interrotto il discorso, la seduta è stata sospesa. “Sono soddisfatto del fatto che così tanti paesi, tra cui importanti economie come la Corea, la Germania e altri, abbiano cambiato la loro posizione”, ha detto ai giornalisti l’ambasciatore americano Mike Waltz dopo il voto. “La diplomazia richiede tempo, ma ora che abbiamo assistito a una triplicazione del numero di paesi che hanno mutato orientamento, ci aspettiamo che questo trend continui a crescere”.
Il voto italiano, così come quello di Germania, Olanda, Polonia, Grecia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia e Croazia, non avrebbe inciso a livello pratico sull’embargo, quanto piuttosto a livello politico. Solo il Congresso americano infatti può revocare l’embargo a Cuba, in vigore ormai dall’epoca della Guerra Fredda. Dal 2026, di fatto, il cordone statunitense si è stretto ancor più attorno a Cuba che vive da mesi una situazione di grave carenza energetica e di beni di prima necessità. Continui blackout, carburante che manca, ospedali e servizi allo stremo.
Le reazioni
All’astensione italiana replicano i dem in commissione esteri. “L’astensione dell’Italia alle Nazioni Unite sulla risoluzione che chiede la fine delle sanzioni statunitensi verso Cuba rappresenta l’ennesimo atto di sudditanza del Governo Meloni a Donald Trump – firmano Provenzano, Boldrini, Amendola, Porta, Quartapelle e le parlamentari Bakkali, Ferrari e Scarpa -. Un tradimento della storica posizione dell’Italia, confermata nei decenni da governi di ogni colore politico. Non solo la destra chiude gli occhi di fronte alla drammatica situazione umanitaria che sta strangolando il popolo cubano a causa di quasi 65 anni di sanzioni e al recente blocco del carburante voluto da Donald Trump, ma compie un vero e proprio voltafaccia rispetto all’indirizzo espresso dal Parlamento italiano solo pochi giorni fa”.
Sudditanza a stelle strisce anche secondo Walter Massa, presidente nazionale Arci che di recente è stato in missione sull’isola con la Carovana solidale “Rotta su Cuba”: “Il Governo italiano ha scelto di piegarsi a Trump, rinunciando a condannare il blocco statunitense e sacrificando sull’altare della fedeltà a Washington la storia di amicizia e solidarietà tra Italia e Cuba”. “L’astensione – aggiunge Massa – non è neutralità: è una scelta politica. È complicità con chi assedia Cuba, strangola la sua economia e scarica sulla popolazione il prezzo di una punizione collettiva. Mentre milioni di persone lottano per avere cibo, acqua, energia e cure, il Governo italiano sceglie di non prendere posizione contro chi le priva di tutto questo”.