Era parso chiaro a chiunque avesse voluto approfondire la storia e il curriculum di questo ragazzo che il rilievo delle accuse appariva platealmente difettoso di prove. L’Italia è ancora uno Stato di diritto e questa è una buona notizia

(di Antonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – L’Italia è ancora uno Stato di diritto. E questa è una buona notizia. La cattiva notizia è invece la mostrificazione a cui è stato sottoposto Youssef Siher attraverso una campagna di stampa massiccia e larghissima, dove tv di Stato, giornali e mille altre gazzette social hanno compiuto un’operazione di discredito, impiccando questo trentenne bresciano all’albero della colpa assoluta. Descritto fin dal primo minuto come la “mente” dei disordini, il regista degli spaccavetrine, il capo dei vandali, l’agente del “terrore”, il capocellula islamista infiltrato tra i violenti di strada, capace di generare un’attività di sobillazione cruenta, un pianificatore degli atti predatori visti a Milano e previsti chissà in quante altre città.
Non sappiamo di lui molto, non conosciamo le sue idee né siamo in grado di escludere eventuali responsabilità che la magistratura dovesse in futuro attribuirgli (provando con accuratezza però i rilievi). Ciò che però pareva incredibile era di addebitargli un tale cumulo di colpe da farlo apparire lontano da quel che è. La gogna mediatica lo ha così compresso nella sua identità familiare, figlio di marocchini residenti in Italia, e dunque esibito come un giovane “maranza” ma già cattivo maestro, il sapientino dei ragazzi della seconda generazione, gli immigrati che fomentano le coscienze, trasformando gli adolescenti, ingenui e giovanissimi, in vettori di un nuovo protagonismo del terrore.
Era parso chiaro a chiunque avesse voluto approfondire la storia e il curriculum di questo ragazzo, poliglotta, laureato in scienze politiche e in scienze della comunicazione, studente eccellente, stagista tra noi al Fatto Quotidiano qualche anno fa e poi all’Ispi, che il rilievo delle accuse appariva platealmente difettoso di prove, di fatti, di eventi, di luoghi. Il fermo è parso più come una costruzione della cornice securitaria che come un atto di necessaria repressione. La procura di Milano adesso ha davanti questa decisione del gip che sovverte la sua impostazione e la pialla radicalmente. È questa, come detto, la prima, unica ma decisiva buona notizia. Speriamo che il governo capisca che il conflitto sociale, il disagio, la contestazione giovanile non si affronta con il manganello in mano.
Ma tanto per la Meloni (e i suoi) era un win-win.
Non “ha stato il musulmano”? Non “ha stato Putin”? Beh, allora “ha stato i magistrati”!
E infatti Meloni prontamente: “Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher” (FQ).
Basta e avanza per i suoi elettori e simpatizzanti: i 3 “ha stato” sommano il 50% di italiani con QI sotto la media.
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Puntualmente, è arrivata la stoccata spuntata della Cialtronaaaaaaa contro la magistratura. Magistratura che ha fatto il suo dovere : da quel che ne sappiamo, le accuse contro Siher di fomentare i disordini violenti erano manifestamente inconsistenti.
E organizzare invece proteste sulla pubblica piazza contro un governo degno di una repubblica bananera ed indegno di un paese civile non solo è ammissibile, è quasi doveroso.
Bentornato a casa, Youssef!
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Ancora una volta i fascisti si inventano un nemico da abbattere e i servi professionisti dell’informazione taroccata lo mostrificano.
Poi, se scoprono che si sono sbagliati non ti chiedono neanche scusa.
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