
Nove chilometri di fede, preghiera, condivisione e speranza. La Marcia in Rosa, promossa dall’Associazione E.T.S. “Noi DONNE del 1972”, è tornata anche quest’anno con la sua quarta edizione, confermandosi un appuntamento sempre più sentito e partecipato. Un cammino che unisce donne e uomini nel segno della solidarietà, offrendo un’occasione per condividere le proprie storie. La partenza dalla frazione Bagnoli, nel territorio di Sant’Agata de’ Goti, è stata accompagnata dalla preghiera di don Andrea Ciervo, parroco della parrocchia della Santissima Assunta in Cielo, che ha affidato il cammino alla fede e alla speranza. Presenti il sindaco del Comune di Sant’Agata de’ Goti, Giovannina Piccoli, il sindaco di Dugenta, Clemente Di Cerbo, il sindaco di Frasso Telesino, Pasquale Viscusi, il vicesindaco di Limatola, Pina D’Angelo, e il vicepresidente della Provincia di Benevento, Alfonso Ciervo. Erano presenti anche altri dell’amministrazione di maggioranza: l’assessore Annarita Maddaloni, l’assessore Annamaria Di Donato e la consigliera Anna Buzzo, insieme ad altri rappresentanti istituzionali. Alla partenza della Marcia erano presenti le consigliere di opposizione Giannetta Fusco, Nicoletta Vene e Carmela Fusco che hanno scelto di percorrere tutti i nove chilometri insieme agli altri partecipanti, condividendo il cammino, ascoltando le loro storie e vivendo da vicino lo spirito di solidarietà e vicinanza che anima la Marcia in Rosa. Una presenza concreta, che ha superato il valore del semplice saluto istituzionale per trasformarsi in partecipazione, ascolto e condivisione. La manifestazione ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Sant’Agata de’ Goti, Limatola e Dugenta e della Provincia di Benevento. Madrine dell’evento la dottoressa Maria Teresa Melucci, responsabile della SSD di Chirurgia Senologia dell’Istituto Nazionale Tumori IORT Fondazione “G. Pascale” di Napoli, e l’avvocato Stefania Pavone, presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Benevento e Ariano Irpino. Nei loro interventi è emerso il valore di un’iniziativa capace di coniugare sensibilizzazione e impegno sociale. Particolarmente significativo il richiamo della dottoressa Melucci all’importanza della prevenzione oncologica, dei controlli periodici e della diagnosi precoce. Prendersi cura della propria salute significa non rimandare, ma scegliere consapevolmente di tutelare la propria vita. Anche l’avvocato Pavone ha sottolineato l’importanza di promuovere iniziative capaci di mantenere alta l’attenzione sulle tematiche femminili e di coinvolgere sempre più la comunità. La prima tappa è stata il Santuario della Madonna di Palmentata, luogo di profonda devozione. Qui il cammino si è arricchito di momenti di raccoglimento e preghiera, sotto la guida di don Franco Iannotta, per poi proseguire verso il centro storico di Sant’Agata de’ Goti. E quando, al calare della sera, le fiaccole hanno illuminato il borgo di Sant’Agata de’ Goti, lo scenario è diventato incantevole. La Marcia si è trasformata in una suggestiva fiaccolata della speranza e il suo messaggio è apparso ancora più chiaro: la strada può essere lunga e talvolta difficile, ma percorrerla insieme può fare la differenza. All’inizio del viale d’ingresso a Sant’Agata de’ Goti, ad accogliere i partecipanti sono stati il senatore Domenico Matera e l’assessore Valerio Viscusi, che si sono uniti alla dottoressa Melucci, all’avvocato Pavone e al gruppo, accompagnando i partecipanti fino al Duomo. La Marcia in Rosa si inserisce nel più ampio impegno che l’Associazione E.T.S. “Noi DONNE del 1972” porta avanti sul territorio, con particolare attenzione alla sfera femminile, alla prevenzione oncologica, alla sensibilizzazione sui temi della salute e al contrasto della violenza di genere. Perché nessuna donna dovrebbe mai sentirsi sola, né nel cammino della vita né nelle battaglie che è chiamata ad affrontare. La presidente Anna Rossano racchiude il senso più profondo dell’iniziativa in una riflessione che parla al cuore: “C’è qualcosa che accade mentre si cammina: si scopre che il viaggio non è soltanto la strada davanti a noi, ma soprattutto le storie di chi ha sofferto, il ricordo di chi ha lottato e la speranza di chi continua a farlo. A tutti coloro che hanno scelto di camminare accanto a noi va il nostro grazie più sincero. Quando ci si unisce per un valore comune, anche una semplice presenza può diventare luce e speranza”. La quarta edizione della Marcia in Rosa si è conclusa al Duomo, lasciando il segno che ogni passo condiviso è un segno di vicinanza, ogni preghiera è un pensiero rivolto a chi soffre e ogni luce accesa è una promessa di speranza per chi continua a lottare.