
(Tommaso Merlo) – Altro che combattere contro Mosca, i giovani francesi combattono contro Parigi che li ha abbandonati tra ratti e latrine maleodoranti di ingiustizia sociale. La repressione ha solo scaldato gli animi e la speranza è che la protesta dilaghi in tutto l’Occidente visto che la solfa è la stessa ovunque. I governanti trovano sempre i soldi per abbassare le tasse ai ricchi e per produrre armi, ma li trovano massacrando lo stato sociale e tagliando diritti ai cittadini comuni di cui si ricordano solo in campagna elettorale per raccattare voti. Governi sempre più mediocri che vivacchiano a rimorchio di mercati e lobby della guerra mentre la qualità della vita precipita. Un andazzo che dura da anni, una festa elitaria rovinata dalla crisi energetica frutto delle due guerre che l’Occidente sta contemporaneamente perdendo in Ucraina ed Iran. La novità non sono certo le sconfitte militari di cui politicamente non risponde mai nessuno, sono le conseguenze economiche che colpiscono direttamente i cittadini occidentali e che stanno alimentando proteste ovunque. Le élite occidentali sognavano di marciare impettite davanti al Cremlino e di servirsi a piacere di gas e petrolio nella steppa e sognavano di danzare satolle con gli sceriffi del Golfo ed invece si ritrovano all’asciutto e coi loro cittadini impoveriti e imbestialiti per una crisi gravissima e senza neanche un motivo se non i deliri guerrafondai di qualche lobby senza volto né cuore. Il bello delle rivolte in Francia è che sono ragazzi giovanissimi, esponenti della nuova variopinta società civile che invece di dividersi si unisce e non per combattere contro qualcuno ma a favore di qualcosa, a favore di diritti e valori che riguardano tutti indistintamente. Piazze in cui non prevalgono odio e paura come quelle di estrema destra, ma sana indignazione e ansia di cambiamento. Ragazzi scesi per strada supportati da genitori ed inseganti e altre vittime dello stesso delirante sistema che ha depredato casse statali già malconce per produrre armamenti e fatto schizzare i prezzi alle stelle. Risorse pubbliche che dal cittadino sono finite nelle tasche delle élite politiche e finanziarie e dell’immenso indotto della morte e della distruzione che ha messo nel mirino l’ennesimo nemico immaginario. Non una crisi temporanea ma di sistema con servizi pubblici in sfacelo, carovita, salari bassi e politicanti sempre più mediocri che delirano di terza guerra mondiale tra le macerie sociali. In Francia come in tutto l’Occidente. Un vero e proprio sistema incentrato sul mercato e quindi sulla legge del più forte e sull’ ingiustizia sociale con immense risorse che finiscono nelle tasche di élite oligarchiche sempre più ristrette mentre per i comuni cittadini i diritti sono sempre più scarsi e a pagamento. Se hai soldi per pagarti scuole ed ospedali privati non hai nessun problema né in Francia né altrove, se non ne hai ti devi invece accontentare perchè le élite hanno cose più importanti a cui pensare tipo allungare le loro carriere e servire chi comanda davvero dietro le quinte. Un sistema per cui l’educazione è marginale perché meno i cittadini sanno, meno pretendono e più sono manipolabili. Un sistema in cui la sanità o la povertà sono marginali perché più cittadini hanno cose più importanti a cui pensare tipo sopravvivere, più le élite si godono serenamente l’alta società. Ma senza mai superare il limite come invece sta accedendo per le ripercussioni economiche delle sconfitte strategiche in Ucraina ed Iran. L’indice di gradimento di Macron è crollato ma in tutto l’Occidente imperversano leader detestati dalle maggioranze popolari e dilaga disaffezione o voto di protesta. Non un problema politico, ma democratico. Una crisi di sistema con popoli che non si sentono più rappresentati da una politica sempre più ridotta a marketing elettorale e carrierismo. I popoli vogliono una politica sensibile e genuina che si occupi dei loro problemi concreti e che accresca diritti e qualità della vita per tutti invece di peggiorarli in nome di una crescita sempre più iniqua e fine a se stessa. I popoli vogliono la pace e non l’autodistruzione bellica ed ambientale, vogliono una politica all’altezza delle loro nuove consapevolezze e che persegua uno sviluppo intelligente. Le rivolte in Francia sono un sintomo di un male profondo e la speranza è che dilaghino in tutto l’Occidente in modo da rivoluzionare un sistema politico ed economico fallimentare fin che siamo in tempo.
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