
(Dott. Paolo Caruso) – Quel 7 ottobre 2023… su cui cominciano a diradarsi le fitte nebbie che lo hanno avvolto in questi tre anni, portano alla ribalta dubbi, e responsabilità da parte del governo israeliano. Fu a sorpresa o pianificato dallo stesso Netanyahu il massacro degli oltre mille Ebrei uccisi da Hamas? Da fonti dichiarate il capo di Israele, quarantotto ore prima, era stato informato telefonicamente dal presidente egiziano. E cosa ha fatto? Ha sguarnito la zona, spostando l’esercito in tutt’altra parte della Nazione. Qualche altro, servizi arabi inclusi, è sicuro che dell’attacco, Netanyahu era stato informato qualche settimana prima. Sperava nell’incidente, se non provocato almeno da lui favorito, per la sua politica espansionistica su tutto il territorio, scalzando gli autoctoni Palestinesi da Gaza. Così dinanzi al mondo poté scatenare l’altro inferno. Quello suo, senza pietà, indistintamente contro i Palestinesi, che, da quel giorno non hanno pace. Unica ideologia è la loro totale estinzione e i coloni ebrei sono pronti ad occupare la terra altrui. Bombardata Gaza, sono state tolte dignità e dimora a milioni di persone. I rastrellamenti hanno preceduto le deportazioni anche di inermi civili, come donne e bambini, quando non sono stati lasciati morire di fame o sotto le bombe. Le Flotillas parvero l’unico gesto pietoso di privati cittadini che dall’Europa hanno inteso favorire la popolazione stremata. Con qual esito? Sono stati perseguitati e umiliati dai militari israeliani e dal loro scervellato comandante e ministro di governo. Netanyahu si ritiene e agisce da messia davidico, con la missione di portare a soluzione l’identità d’Israele, quale dominatore dei popoli. Vuole attuare l’ideologia messianica e quella Terra deve appartenere esclusivamente a Israele, con gli stessi confini che furono del Regno di Davide tremila anni prima. “Dal mare mediterraneo al fiume Eufrate. L’ideologia è espressa dal simbolo della bandiera israeliana: fondo bianco con al centro la stella di David a sei punte e le due strisce azzurre. Da quando nel 1948 si costituì, Israele ha provato a cacciare i vicini che lo avevano ospitato. Da tre anni lo fanno in modo più violento perché cruento. Affamano per sradicare, e uccidono impunemente donne e bambini per tentarne la totale estinzione. Molti Paesi hanno gridato allo scandalo ma in maniera tiepida e molti altri tra cui quelli europei ipocritamente si sono girati da un’ altra parte. Papa Francesco ha preso fin dai primi giorni posizione ferma contro le violenze nella Striscia di Gaza e anche l’attuale pontefice Leone XIV, in continuo contatto con Gaza e l’eroico cardinale Pizzaballa, in prima linea, non intende abbassare la guardia. È tragico che non parlino coloro che potrebbero fermare i massacri, per ragioni di sudditanza nei confronti d’ Israele. Il Tycoon americano è con lui e non intende rinunciare agli affari che continuano a essere il punto di riferimento della sua politica. Sciacalli ! Chi in Europa intende dispiacere il Tycoon? o tantomeno Netanyahu? L’ Italia men che meno. Con Israele infatti fa affari “import & export”. Silenzio assordante da parte della Meloni e dei partiti di governo e nello stesso tempo ipocrite giustificazioni da parte dei cosiddetti riformisti del PD. A chi importa? I Palestinesi pagano lo scotto di avere accolto nel 1948 “l’Ebreo errante”, che, insediatosi nella Terra non più Santa, ringalluzzisce dettando i suoi diktat, e facendo patire agli altri le atrocità che hanno dimenticato di avere subito ad Auschwitz. È la sua “guerra santa”. Netanyahu non arretra sulla sua ideologia, sovrapponibile a quella che Hitler praticò per l’ estinzione del suo popolo. Infatti continua ad uccidere e affamare bambini con l’ idea criminale che dei Palestinesi non deve rimanere seme. Errore fatale perché si crea un solco profondo tra le nuove generazioni Palestinesi e Israeliane proiettando in un domani non tanto remoto formazioni terroristiche che perpetueranno odio e rancore non facilmente regredibili.