
(di Michele Serra – repubblica.it) – Se vivessimo nel famoso “paese normale”, nessuno si chiederebbe dove è nato il ragazzino che ha accoltellato la prof a Roma, e di che colore è la sua pelle. E nessuno si chiederebbe dove è nato il ragazzino che l’ha soccorsa, e di che colore è la sua pelle. Staremmo discutendo di ragazzini e basta; della loro fragilità e della loro esposizione alla violenza, che i social trasmettono come i ratti e le pulci la peste; e della loro capacità di empatia, per aiutare una vittima e neutralizzare un aggressore.
Invece ci tocca la classificazione etnica dei protagonisti, è il bianco indigeno che ha offeso, è il nero importato che ha difeso; e in aggiunta ci tocca la mesta analisi delle idee della prof, che ama Almirante e di conseguenza “difende la razza”, è a favore della remigrazione che è un poco come essere a favore del ritorno del dentifricio nel tubetto, ma si sa che tra l’ideologia e l’intelligenza non sempre c’è un nesso.
Cosa che non la rende meno vittima, quella prof, e meno degna di soccorso e di solidarietà: ma oramai il quadro è avvelenato, niente è più leggibile per come la realtà lo ha scritto, anni e anni di schifoso razzismo e di disperato, affannato antirazzismo hanno trasfigurato le parole e gli sguardi.
A parti invertite (il nero che assale, il bianco che difende) la storia sarebbe diventata una bandiera per l’oscena propaganda razzista, che ha piantato le tende, da anni, nelle prime pagine dei giornali di destra.
La sola risposta intelligente e civile sarebbe ignorare totalmente quel criterio di giudizio. Non invertirlo: proprio ignorarlo. Non approfittare del fatto che è stato il bianco a violare e il nero a proteggere. Mi chiedo se ci siano ancora margini per farlo, e temo di no. La lettura cromatica degli episodi di cronaca è di per se stessa una vittoria del razzismo.
Serra pontifica, come al solito , ma ci può dire un paese normale ? Francia, Inghilterra, Stati Uniti, paesi scandinavi …? In quale paese al mondo l’ integrazione è davvero realtà e non propaganda ? Certo si fa una figurona ad evocare un civismo perfetto e un senso di eguaglianza fusa nella mente di tutti ,ma se non è così perché fare finta del contrario ? Ho visto persone tante parlare bene e razzolare male nella vita quotidiana per cui mi viene un sospetto anche su di lui.
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ma si sa che tra l’ideologia e l’intelligenza non sempre c’è un nesso
Vannacci & co. non sono stupidi, sono furbi. Sanno benissimo che certe misure sono irrealizzabili ma sanno altrettanto bene che ci sono milioni di “ingenui” che ci credono e li votano.
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Solo Vannacci & co. fanno quello che scrivi?
Gli “ingenui” albergano solo da quelle parti?
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