(Andrea Zhok) – L’Europa è un’area di trasformazione industriale con scarse risorse energetiche e minerarie proprie. Senza un approvvigionamento esterno è condannata a diventare terzo mondo.

Ma questa strada suicida è esattamente quella presa. Perché?

Due interpretazioni possibili.

La prima è l’integrale asservimento agli USA. Una compagine di venduti ai vertici UE+UK avrebbe accondisceso alle provocazioni sul fronte russo sfociate nella guerra, all’incendio americano del Medio Oriente, all’appropriazione brigantesca delle risorse petrolifere del Venezuela, sacrificando il vecchio continente.

I media a gettone avrebbero indorato la pillola canticchiando il solito tormentone sulla “difesa dei diritti umani” per giustificare qualunque barbarie.

La seconda è che la guerra sul fronte russo sia stata non tollerata, ma proprio pianificata, con la prospettiva di dare una spallata alla Russia, destabilizzarne il regime, ricondurla al periodo Eltsin, a stazione di rifornimento e terra di conquista per imprenditori senza scrupoli. Un rapido collasso economico, via sanzioni, avrebbe trasformato i ricchi giacimenti russi in disponibilità perenni e incondizionate.

Ma quale che sia l’interpretazione giusta, entrambi gli scenari portano allo stesso esito. Quanto più grave la situazione, quanto più pesante l’indebitamento, quanto più stretto il vicolo cieco in cui ci si è cacciati, tanto più ai dirigenti europei un ritorno sui propri passi appare impossibile. Come il giocatore d’azzardo che oramai si è giocato la macchina, la casa e un rene, uscire dal gioco sancirebbe semplicemente la rovina e dunque non gli resta che giocarsi anche l’altro rene e con ciò la vita in un’ultima scommessa del tutto per tutto. E la scommessa è la guerra, e il suo azzardo è che essa resti guerra di logoramento, un po’ ibrida, un po’ per procura, comunque convenzionale. In una guerra convenzionale a basso voltaggio e lunga durata l’UE+UK sperano di contare su maggiori risorse di uomini e denari.

Così, quel quadro che sembra folle, controintuitivo e perciò ancora implausibile a molti, il quadro di una guerra diretta con la Russia, sembra essere oramai l’unica direzione cui le oligarchie UE possono condurci.