L’assistente dell’ex garante ha sondato dei big 5Stelle sul nuovo progetto

(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – Ci pensa, eccome. Tanto che ha fatto contattare personalità del Movimento. Eventuali nomi di punta in un partito che sarebbe fatto di giovani, basato sulla democrazia partecipata tramite web, ma anche sull’intelligenza artificiale. Il partito che sogna Beppe Grillo, che il 21 settembre parlerà nel podcast di Fedez. Nella puntata già registrata, ha assicurato il rapper, il fu garante dei Cinque Stelle non avrebbe detto nulla al riguardo. Ma è comunque evidente la sua voglia di vendetta contro il Giuseppe Conte che lo ha detronizzato da capo e poi da padre nobile della sua creatura. Vuole rifarsi, contro il “Movimento zero stelle”, come lo ha malignamente ribattezzato sul suo stato di WhatsApp. Così, ecco la causa per riprendersi il simbolo dei Cinque Stelle, che avrà la sua prossima udienza a gennaio. Collegata, di fatto, con l’idea di provare a lanciare un nuovo partito.
Negli auspici di Grillo, con simbolo e nome del Movimento. Il Fatto ha raccolto indizi incrociati sul progetto dell’artista genovese, che ha dato mandato alla sua storica assistente Nina Monti di sondare qualche storica figura del M5S. Sarebbe stata innanzitutto lei nelle settimane scorse a spiegare il progetto: quello di un partito basato sui giovani, costruito sulle più moderne tecnologie. Quindi, oltre ad avere una piattaforma web come base e contenitore della sua forza politica – proprio come il Movimento delle origini – verrebbe costruito con l’intelligenza artificiale. E con un ampio ricorso ad avatar: tecnicamente, rappresentazioni grafiche o digitali di persone all’interno di uno spazio virtuale. Un partito ultramoderno, insomma. Con dentro gli attivisti dell’associazione Figli delle Stelle, nata sul finire del 2024 con l’obiettivo di difendere i valori fondanti del M5S, a partire dal principio dei due mandati elettivi. Un progetto che avrebbe incuriosito anche l’uomo di fiducia in Italia del magnate Elon Musk, Andrea Stroppa, con cui ci sarebbero stati ripetuti contatti e chiacchierata su un possibile contributo economico. La certezza è che Alessandro Di Battista non è mai stato coinvolto. “Quello di Alessandro è un percorso diverso” ammette una fonte vicina al fondatore dei 5Stelle, che non va oltre. E di sicuro l’ex parlamentare non ha mai pensato a un riavvicinamento con il fu garante.
D’altronde neanche l’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi, traslocherebbe in un nuovo partito grillino. Lei “è rimasta e rimarrà sempre nei Cinque Stelle”, assicura chi la conosce bene. Invece l’artista genovese sta ancora valutando il da farsi, anche se ufficialmente nulla trapela. Però circolano parecchie voci, anche sul contributo di alcuni ex parlamentari. Per esempio da parte dell’ex deputato Marco Bella, da sempre vicino a Grillo (compare spesso con articoli sul suo blog). Interpellato dal Fatto ieri pomeriggio, Bella risponde: “Se farà un nuovo partito e se io lo sto aiutando? Non posso né confermare né smentire”. Ma se lo facesse? “Di sicuro non sarebbe una forza politica di sinistra, come ha ipotizzato qualcuno, ma neanche di destra: semplicemente sarebbe oltre, perché lui è l’elevato”. Detto questo, “Beppe vuole sicuramente riprendersi il simbolo: per poi farci cosa, si vedrà”. Un’oretta dopo, Bella scrive più o meno tutto su Facebook, con alcune aggiunte: “Se anche Grillo volesse fare un partito, che male ci sarebbe?”. E non è proprio una smentita. Chissà allora se e quanti segnali il fondatore del Movimento seminerà nella conversazione con Fedez, in programma lunedì prossimo: proprio il giorno dopo la chiusura della due giorni del Movimento sempre in quel di Milano, l’evento sul programma Nova.
Domenica scorsa sul palco della festa del Fatto Conte era stato lapidario: “Grillo vada dove vuole e dica quel che vuole”. Per lui ormai è solo un avversario da carte bollate. A proposito: ma se il fondatore vincesse in tribunale, il Movimento contiano dovrebbe raccogliere le firme per presentarsi alle Politiche, visto che il simbolo passerebbe a Grillo? Il deputato del Movimento Alfonso Colucci all’AdnKronos lo nega: “Noi abbiamo già il gruppo parlamentare. La nuova legge elettorale, se verrà approvata, prevede che siano esentati dalle firme i gruppi parlamentari costituiti”. E comunque, “è improbabile che Grillo vinca il ricorso” chiosa Colucci. Per il resto, si vedrà.
Ma cosa scrive sto genio? Che Conte ha detronizzato grillo? Ma se siamo stati noi a verlo fuori!! Ah de carolis manco⚾⚾ per favore!! 🤬🤬🤬
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E. C. A volerlo fuori!
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Grillo, dopo essersi giocato la carta del partito un po’ di destra un po’ di sinistra, che inevitabilmente si è scisso, soprattutto a livello di elettori, vuole riprovarci.
Adesso propone un partito veramente né di destra ma soprattutto sicuramente non di sinistra, insomma un partito senza idee se non quelle del capo, comodamente gestito tramite AI.
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Ma quale partito ultramoderno, qui mi sembra che si stia raschiando il fondo del barile. Da esterno che ha seguito tutta la parabola del Movimento, leggere certe cose fa sinceramente sorridere, se non preoccupare.
Per prima cosa, dire che Conte ha “detronizzato” Grillo è una balla storica. La verità è che Grillo si è auto-escluso da tempo, riducendosi a fare il consulente strapagato e a lanciare provocazioni dal blog. Se il Movimento è cambiato, è perché la base degli iscritti ha votato e ha scelto una strada diversa, stanca dei contratti di comunicazione e dei diktat dall’alto. Non c’è stato nessun golpe, solo la naturale fine di un ciclo che Grillo non ha mai accettato.
E poi, parliamo di questa trovata dei giovani, dell’intelligenza artificiale e degli avatar. Ma per favore! La politica è fatta di carne, ossa, bisogni reali delle persone e discussioni nelle piazze, non di proiezioni digitali. Affidare un partito agli algoritmi non significa fare “democrazia partecipata”, significa creare una scatola vuota dove chi controlla il software decide tutto. È un rischio enorme di manipolazione, altro che trasparenza.
La verità è che dietro questi paroloni si nascondono obiettivi molto meno nobili. Da un lato c’è la pura vendetta personale di un fondatore ferito nell’orgoglio che vuole distruggere la sua stessa creatura. Dall’altro, i contatti con l’uomo di Elon Musk per i finanziamenti fanno accendere più di un campanello d’allarme. Non vorrei che l’Italia diventasse il laboratorio privato dei miliardari americani del tech, usando i nostri voti come cavie per i loro esperimenti tecnologici.
Insomma, io come elettore non ci casco. Non c’è niente di “elevato” in tutto questo. È solo una vecchia operazione di marketing politico mossa dal risentimento, e di tutto abbiamo bisogno tranne che di un partito di fantasmi digitali guidato dal rancore.
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Eccezionale, Franz!
Standing ovation di vero cuore👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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DE Carognis al lavoro…prevedo altre puntate sino ad elezioni…sopportate raga,sopportate!
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Che brutta fine…una prece!
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