Paletti. “Il Pd non può pretendere che decida il partito con più voti. Impossibile tenere fuori Onorato per dare centralità a Italia Viva”

(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – L’avvocato (ri)alza l’asticella. Partendo dal primo nodo per i Progressisti, l’invio di armi all’Ucraina. “Non può essere che, se Schlein o qualcun altro vince le primarie, a quel punto si mandano à gogo armi in Ucraina per un conflitto che ci sta portando a un conflitto mondiale”, scandisce Giuseppe Conte dal palco della festa del Fatto, alla Versiliana. Davanti a una folla che tributa subito un lungo applauso a Alessandro Di Battista, l’ex premier pone una condizione: “Il M5S non può sottoscrivere un programma che continui a fare in politica estera quello che sta facendo Meloni”. E ovviamente parla al Pd. Abbastanza per provocare la furia della destra dem, con il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini primo della fila: “Il sostegno all’Ucraina continuerà fino a un cessate il fuoco, se ne facciano una ragione”. Ma suscitano mal di pancia anche i paletti di Conte all’ingresso di Renzi – fischiato, dalla platea – nel centrosinistra: “Dobbiamo vincolare tutte le forze politiche a obiettivi politici”, iniziando da “una legge sul conflitto di interessi” e “introducendo garanzie per evitare che una forza politica eserciti un potere ricattatorio: ci sto lavorando”.
Conte pensa a una sorta di norma interna di sicurezza. Sa che il fu rottamatore per la “nostra comunità resta un problema”, come ha ribadito a vari interlocutori. E deve limitare i danni. “Ma perché Elly Schlein insiste nel volerlo nell’alleanza?…” gli domandano. L’avvocato sorride: “Perché è testardamente unitaria”. Renzi gli farà poi replicare dai suoi: “Conte pensi di più al M5S”. Di certo sul palco si discute parecchio anche di primarie. Il condirettore del Fatto Peter Gomez gli chiede se i gazebo sono inevitabili perché Schlein non vuole farsi da parte. E Conte alza il tono di voce: “Leggendo i giornali uno è convinto che il M5S voglia le primarie, o morte. Ma il Pd ha chiarito che per loro vale la regola del partito che prende più voti. E ciò per noi non è possibile: non possiamo metterci preventivamente nelle mani di un’altra forza politica”. Ergo, “alle primarie arriviamo perché la regola del partito più forte è una regola egemonica”. E comunque, “io avevo proposto ai dem di fare come alle Regionali”, ossia di scegliere il candidato “più competitivo”. Ma niente. “Non sono ossessionato da Palazzo Chigi” giura.
Ma ormai per Conte non c’è alternativa ai gazebo. “Però sarà fondamentale arrivare a un milione di votanti” dicono già dai 5Stelle. Obiezione: se le vince Conte, il Pd salterà per aria… Lui ammette: “Io mi preoccupo di vincere le Politiche. Le primarie non vanno fatte a ridosso della campagna elettorale, affinché chi vince abbia il tempo di parlare alla comunità politica che si sente disorientata”. L’ex premier non lo dice, ma le vorrebbe da qui a dicembre. Dopodiché “dovremo preventivamente stabilire qualche punto fermo”, in un programma. Ma niente armi a Kiev. Così ecco la rivolta dem, con Filippo Sensi che include l’ex premier nei “Vannacci d’Italia”. Poi c’è la grana dell’emendamento di FdI alla legge elettorale, per obbligare i partiti senza eletti in Parlamento a raccogliere oltre 300mila firme solo per presentarsi alla Camera. Conte sospetta che sia frutto di accordi trasversali per danneggiare Alessandro Onorato, assessore capitolino che lavora a una lista di centro con la benedizione di Goffredo Bettini, confidente dell’avvocato. “Giuseppe si è infuriato per questa storia” raccontano. Non a caso, rilancia: “Giorgia Meloni, ma non ti vergogni: tu che sei entrata in Parlamento nel 2013 grazie a una legge? La soglia allora era 40mila di firme”. Ma l’avvocato pretende aiuto dal Pd. E da qui si torna a Renzi: “Mi sembra follia sentire che dovrebbe avere un ruolo cruciale nel centro. Abbiamo visto che Renzi ha una capacità espansiva molto modesta, del 2 per cento. Cosa si fa, teniamo fuori Onorato per dare centralità a Italia viva?”.
Traduzione: nessun dem ci speri. Infine: Avs e un pezzo del M5S, in primis Chiara Appendino, invocano una patrimoniale. Ma Conte resta contrario: “Ovunque l’hanno introdotta, poi l’hanno superata. Porteremo al tavolo una proposta di legge calibrata sulla speculazione finanziaria”. Chiosa su Beppe Grillo, che lunedì 21 parlerà dal podcast di Fedez: “Vada dove vuole e dica cosa vuole”. Applausi e risate. Poche ore dopo, l’ex garante replica pubblicando sul suo stato WhatsApp l’immagine del Movimento zero stelle. Uno sberleffo: perché certe guerre non finiscono.
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Però ciò non spiega perchè AFD ha otto volte i voti di BSW.
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Quando il risentimento per la tradimentosa sinistra ufficiale è così forte, la gente non ragiona abbastanza e vota perlopiù per chi occupa maggiormente la scena mediatica, anche se mira a falsi obiettivi: gli ebrei negli anni ’30, i migranti oggi. Inoltre, il risparmio dei denari spesi per armare l’Ucraina verrebbe usato a favore delle élite, non certo per gli ultimi e i penultimi della scala sociale. Insomma, la destra estrema di classe non si smentisce MAI.
La BSW della pur brava Wagenknecht, in questo clima, è già tanto che abbia raggiunto il quorum. Da noi i velleitari cespugli sedicenti rivoluzionari sono condannati all’uno virgola.
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“Conte sospetta che sia frutto di accordi trasversali per danneggiare Alessandro Onorato, assessore capitolino che lavora a una lista di centro con la benedizione di Goffredo Bettini, confidente dell’avvocato. “
Che bella e rassicurante immagine !
https://infosannio.com/2026/07/03/da-bettini-il-consiglio-a-conte-niente-veti-su-italia-viva-ma-renzi-non-pensi-di-fare-tutto-da-solo/
https://infosannio.com/2026/06/23/bettini-allargare-foto-leader-renzi-sta-dentro-alleanza/
https://infosannio.com/2026/06/20/bettini-nessun-veto-a-renzi-la-sinistra-da-sola-non-vince-vannacci-va-preso-sul-serio-si-rivolge-al-nostro-mondo/
Questo è il consigliere particolare del prof dott presid Conte.
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Un parolaio chiacchierone che pensa di parlare a elettori incapaci di collegare le supercaxxole prodotte in sedi ed eventi diversi.
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Se gli elettori del cosiddetto csx hanno come le impressione che chiacchiere e distintivo servano a tirare lungo il brodo per essere presi per sfinimento, purché sia un voto contro Meloni, nonostante la nebbia che avvolge un programma condiviso, beh, credo sia una impressione che ha un fondamento.
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Dopodiché “dovremo preventivamente stabilire qualche punto fermo”, in un programma
Le parole sono importanti. Qui si naviga a vista…..
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Movimento zero stelle! Bravo Beppone, Sei veramente un comico/artista con la battutina pronta. Però… provare un briciolino di vergogna NO? Hai fondato un qualcosa che ha dato tanta speranza alla gente che giustamente non si sente rappresentata da questi politicanti e, platealmente hai cercato di bruciarla. Di scioglierla perché contro l’establishment draghiano in cui sei entrato tu. Non sarai ricordato come padre della Patria ma come un traditore di una società che chiedeva solo una parità di diritti con politicanti giuridicamente sani per meglio amministrare la cosa pubblica.
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Però un accordo per quanto riguarda le armi e il 5% si può trovare. Per quanto riguarda le armi possiamo continuare a mandarle Però senza munizioni così accontentiamo sia Conte che la Schlein. Per il 5% invece possiamo investire il 2,5% con euro veri e l’altro 2,5% con euro falsi così possiamo accontentare sia Conte che la Schlein.
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“Non può essere che, se Schlein o qualcun altro vince le primarie, a quel punto si mandano à gogo armi in Ucraina per un conflitto che ci sta portando a un conflitto mondiale”
Ecco il peggior Conte, il comiziante improvvisato. Altro che Statista! “Armi all’Ucraina si, armi all’Ucraina no”, è una boiata pazzesca. Invece di fare contenti i pacifinti del FQ, o i filorussi tra i tuoi iscritti (non tutti per fortuna), spero che Conte voli un pochino più alto: “se venissi eletto leader del csx, e successivamente diventassi presidente del consiglio, farei questo, questo e questo per fermare la guerra in Ucraina”. Attendiamo fiduciosi.
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La questione è semplice: se M5S, PD e AVS si presentano in coalizione, prima si definisce un programma comune e solo dopo si indica il candidato premier. E sul tema Ucraina le posizioni sono opposte: il PD è favorevole all’invio di armi, il M5S no.
Per questo la domanda “cosa farebbe Conte da premier” è mal posta: Conte non potrebbe decidere nulla al di fuori dei punti programmatici concordati tra le forze della coalizione. La sua posizione personale la conosciamo già, ma non sarebbe quella a determinare le scelte del governo.
La domanda giusta sarebbe: “cosa farebbe lei premier se fosse al governo solo coi 5S, e quindi non vincolato da un programma di coalizione?” Ed è una domanda inutile, esattamente come il commento da cui nasce, perché non corrisponde allo scenario reale che si sta discutendo.
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P.S. quindi quel “non può essere” è un modo non aggressivo per dire chei 5S non accetteranno mai di sottoscrivere un programma tale. Altresì certifica che non è la scelta di un premier a decidere un programma.
“non può essere” perchè il programma che dovrà uscire sarà quello per cui non le si mandano (se si vuol fare una coalizione coi 5S)
Ci sono tanti modi di dire le cose in politica, più o meno aggressive.
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e.c. più o meno aggressivi
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Però nessuno del pubblico ha alzato la manina per approfondire questi desiderata contiani, ovvero: “Scusi Conte, Lei dice niente più armi all’Ucraina per il rischio guerra mondiale. Benissimo, ma invece le armi che mandiamo a pioggia “in tutto l’orbe terraqueo”?
Scusi ancore Conte, Lei pensa di spingere l’Europa o solo l’Italia fuori dagli accordi di fornitura all’Ucraina? E come ritiene di gestire il problema dei traffici di armi che dall’Ucraina sono finite in mano alla criminalità organizzate e al terrorismo? E invece per gli accordi sottoscritti dalla Meloni per la “difesa” con aumento di spesa e import dagli USA che si fa?”.
E in merito al fantomatico programma con qualche punto fermo: “Sono mesi che si parla del programma, ma possibile che non abbiate trovato il tempo di andarvi a mandiate una pizza al trancio e discuterne lei e Elly?”
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Ma infatti. Lui ha detto che non si può fare a ridosso delle elezioni, ma non potendo dare una data certa ha presunto entro la fine dell’anno.
Staremo a vedere.
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Sulla pizza con Elly l’hanno chiesto proprio con quella formula e il “non è possibile che non vi siate parlati”.
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Se non l’hai ancora visto:
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“E sul tema Ucraina le posizioni sono opposte: il PD è favorevole all’invio di armi, il M5S no”.
Ma lo vuoi capire o no che il “tema Ucraina” NON È essere favorevoli o meno all’invio di armi. Che questa è solo una presa per il cul* degli elettori. Perché è uno slogan CONTRO l’Ucraina (e di conseguenza PRO Russia) e non PER la pace. Ci arrivi? UN FIORINO!
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Sei proprio da internare, rileggi quello che hai scritto tu e quello che ti ho risposto, poi dimmi se ha senso quello che hai appena scritto. 🤔
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Si, certo
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“Lorenzo Guerini primo della fila: “Il sostegno all’Ucraina continuerà fino a un cessate il fuoco, se ne facciano una ragione”.”
Uno non sa mai Guerini a nome di chi parla e chi deve farsene una ragione: gli altri nel PD? gli altri in generale? i guerrieri ibridi russi? i cinesi? tutti?
Art 49: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Ecco. Tutti i partiti tranne il PD che di politiche nazionali ne ha due opposte: quella di Guerini e l’altra.
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Ormai bisogna prendere atto del fatto che Conte e il M5S hanno cambiato definitivamente idea sull’invio di armi all’Ucraina, rispetto a quando votavano a favore.
Cambiare idea è legittimo, per carità. Tuttavia, a fronte di un cambiamento così drastico, sarebbe gradita almeno una spiegazione, possibilmente convincente (ma forse sono io che me la sono persa). Una cosa del tipo: prima la pensavamo così, in base a questi fatti; poi ci siamo resi conto che, invece…
In ogni caso, Conte può dormire sonni tranquilli: fintantoché il panorama politico italiano rimarrà così desolante Giuseppi avrà sempre il mio voto, anche se su certi temi la pensiamo diversamente, perché sono profondamente convinto che le persone capaci ed oneste vadano supportate ad oltranza, anche a costo di qualche compromesso.
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Questa è la spiegazione per i gonzi fanatici. Poi, sottovoce, a quelli più smaliziati, dice:
all’inizio abbiamo sostenuto l’invio di armi per aiutare gli ucraini a difendersi, sperando che Putin, vedendo la reazione europea, fermasse la guerra.
In più i principali leader europei hanno provato a convincere Putin a fermarsi. Ma non c’è stato niente da fare.
Col prolungamento della guerra abbiamo capito che ci conveniva politicamente distinguerci dalla narrazione mainstream, e allora abbiamo cambiato idea.
Facile facile.
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