
(di Michele Serra – repubblica.it) – Lette le cronache dell’atroce delitto di Firenze, viene da fare memoria a noi stessi, come comunità, di un paio di cose. Tutti, proprio tutti i femminicidi, pur avendo esecutori spesso molto diversi l’uno dall’altro, hanno un movente identico, immutabile: tu sei mia, e poiché rifiuti di esserlo ti uccido.
È un movente padronale, esplicito e rivendicato. A volte seguito dal suicidio dell’assassino, incapace di immaginare anche se stesso svincolato da quel rapporto carcerario. A volte no, bastando al boia avere eseguito la sua sentenza.
Difficile immaginare, dunque, un crimine più “politico” del femminicidio: crimine contro la libertà, quella delle singole vittime e per esteso quella del genere femminile. Crimine tipicamente reazionario nel senso tecnico del termine: ammazzando te, reagisco alla pretesa inaccettabile che una femmina possa appartenere solo a se stessa. Una specie di “delitto esemplare”, ammazzarne una per educarne cento. A ben vedere, una pratica terrorista, ne sia o non ne sia cosciente il suo autore.
Ne consegue che ogni provvedimento di legge, ogni ausilio psicologico, ogni azione educativa (nelle scuole, nei centri di cura, ovviamente anche nelle famiglie) non può che fondarsi sulla intangibilità della libertà di ciascuna e ciascuno, come ambizione e come diritto. E sulla ripulsa dell’idea stessa di controllo e di dominio che molti maschi tendono a esercitare sulle femmine.
Ma questa sarebbe politica allo stato puro: risposta politica a un delitto politico. Difficile che avvenga, per l’ovvia ragione che un pezzo rilevante della politica e della società non è affatto convinto che la libertà delle donne sia compatibile con l’ordine sociale.
Quando Serra parla di una percezione dell’indipendenza femminile come “minaccia per l’ordine sociale tradizionale”, tocca un nodo storico e sociologico cruciale. Non si tratta solo di cattiveria individuale, ma della difesa di un sistema.
È una constatazione amara e cruciale che andrebbe approfondita.
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Su questo tema trovo jasmina molto centrata
https://youtu.be/GrG-4o5n4xw?is=a_RadmwfU2Lo4a7X
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Bene,adesso che hai scoperto l’ acqua calda dicci da bravo cosa fare per risolvere il problema.
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L’assassinio di una donna non è un delitto passionale, è un reato politico. Sancisce la pretesa di una parte del mondo maschile di possedere l’altra parte. E’ come il padrone che assassina lo schiavo che tenta la libertà.
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L’assassinio di una donna non è un delitto passionale, è un reato politico. Sancisce la pretesa di una parte del mondo maschile di possedere l’altra parte. E’ come il padrone che assassina lo schiavo che tenta la libertà.
E quando è lei che uccide lui cosa è, Viviana?
E quando la mamma uccide il figlio e viene dichiarata incapace di intendere e voler per ‘crisi post parto’ (magari dopo 2 anni dal parto…) cosa sarebbe, Viviana?
L’abuso di potere e di posizione dominante va condannato solo quando lo commette LUI?
E se uno uccide un nigeriano perché è razzista, cosa sarebbe… un negricidio?
Se uno uccide un anziano, è un nonnicidio?
Lo capisci che l’art.3 della Costituzione ce l’hanno messo apposta per evitare che ci siano figli e figliastri?
Non se ne esce. Non è costituzionale.
Anche su questo Vannacci ha ragione.
Inoltre, a che serve aumentare le pene del femminicidio se poi lui si suicida?
Tra l’altro, considerare femminicidio anche la soppressione di una persona gravemente malata e alle volte addirittura condiscendente, non è certo la stessa cosa di uno dato dalla ‘gelosia’.
E invece ci sono statistiche in cui vengono riportati tutti gli omicidi di donne per berciare poi che c’é un’emergenza in corso.
La dottoressa che ha ammazzato la moglie dell’ex, per esempio, ha fatto un femminicidio, no?
Però dopo 5 anni è tornata fuori e adesso fa la dottoressa.
Come mai? Dove è la certezza della pena? Nemmeno il titolo di dottoressa le hanno tolto.
E’ questo il mondo che volete, con reati ad hoc (come lo stalking, altra boiata fatta apposta per calunniare lui da parte di lei) mentre quando li commettete voi ve ne uscite libere e belle?
”il carcere è un’istituzione maschilista” dice gente come Nadia Somma.
Ne deduco che anche il codice penale lo sia. E pure l’art.3 della Costituzione.
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❤️❤️❤️
https://m.youtube.com/watch?v=_NPI9uxhLGc&pp=0gcJCYsCo7VqN5tDiggUQAFKEDdBZ1duUEtEcUZOYkE5Tlc%3D
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Vabbene , hai ripetuto il concetto astratto e buonista di Serra ,e allora !? Cosa facciamo davanti agli atti inconsulti , orribili , inclassificabili che ci fanno vergognare di essere esseri umani ? Condanna ? E poi ?
Pet tutti una lettura preziosa : Delitto e castigo fi un reietto come Dostoyewski .
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Ho scritto Melania, volevo scrivere Lorena
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E sulla ripulsa dell’idea stessa di controllo e di dominio che molti maschi tendono a esercitare sulle femmine.
Serra dovresti studiare le basi BIOLOGICHE del comportamento umano (e animale).
Senza fedeltà non c’é certezza della continuazione della linea genetica. Compriende? Pare di no.
Ma questa sarebbe politica allo stato puro: risposta politica a un delitto politico. Difficile che avvenga, per l’ovvia ragione che un pezzo rilevante della politica e della società non è affatto convinto che la libertà delle donne sia compatibile con l’ordine sociale.
Non mi sembra che le donne abbiano tutte queste schiavitù da una ventina di anni a questa parte.
Quale modello di società vuole gente come te?
Siamo pieni zeppi di ragazze, ex ragazze, zitellone che stanno sui 30-40-50 anni e ancora sbuffano perché non hanno trovato l’homo ideale e preferiscono addormirsi con i gatti.
Dove sarebbero questi limiti della libertà femminile?
Perché c’é qualcuno che va di matto ogni tanto e allora diventa un caso scandaloso?
Ma quando mai è stato meglio di oggi?
E quando sono le signorine che fanno i danni e umiliano gli uomini, dove sono i Serra? A flagellarsi per espiare le kolpe del patriarkato?
Ancora non ne avete abbastanza di perdere evidentissimamente l’appoggio popolare lasciando Vannacci dire quel che gli pare perché se la risposta è questa, allora potreste anche stare zitti?
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