
I soldi che servirebbero per gli italiani in difficoltà sono finiti nelle tasche della banda Zelensky, dei guerrafondai di Bruxelles e dei produttori di armi di sterminio. I politicanti italiani hanno buttato via miliardi per la guerra contro la Russia, lo hanno fatto contro la volontà popolare, spremendo casse pubbliche già allo stremo e trascurando servizi e diritti. E adesso che hanno clamorosamente perso e che anche per l’altra disfatta nel Golfo, è scoppiata una gravissima crisi energetica e quindi economica, fanno spallucce provando addirittura a mentire e scaricare le colpe. Un marciume di sistema che parte da dentro, dal modo di pensare e quindi di agire dei politicanti. Se avessero un minimo di coscienza e magari pure pulita, i politicanti si vergognerebbero di uscire di casa, chiederebbero umilmente scusa e si dedicherebbero ad altro per evitare di fare ulteriori danni alla collettività. Ed invece se ne fottono e si preparano all’ennesima carnevalata elettorale sicuri che ad attenderli dopo questa tempesta, ci sarà un’altra onorevole poltrona. Un marciume morale ma anche pecuniario. Qualsiasi cosa succeda, il politicante s’intasca comunque il suo mega stipendio così come privilegi e vitalizi e pensioni. E anche quando le crisi sono colpa sua. E anche quando tutti gli altri cittadini sono alla fame. Gli onorevoli non si accorgono neanche del carovita e i decani arricchiti hanno magari pure la servitù che va a fargli la spesa e gli autisti gli fanno il pieno. Marciume di sistema che parte da dentro e si concretizza fuori, con politicanti disastrosi immuni alle loro colpe ed una insopportabile ingiustizia sociale spacciata come normalità. Dopo tanti anni a sguazzare nel torbido e con un paese allo stremo, i politicanti sanno benissimo di essere il problema e non la soluzione, ormai oltre metà del paese è talmente disgustato che non vota e non si informa più. Eppure niente. Continuano a fare spallucce e candidarsi all’infinito perché in fondo del paese non gliene frega nulla o comunque molto meno di se stessi e quindi di soldi, potere, visibilità e status sociale che quella carriera gli garantisce senza nessun merito e senza dover rispondere mai dei risultati raggiunti. Marciume esistenziale e professionale. Politica anch’essa infestata dalla pandemia egoistica è finita ostaggio di una manica di arrivisti senza scrupoli. La speranza è che questa crisi devastante rappresenti un punto di svolta perché energetica e quindi economica e sociale e con responsabilità politiche precisi e palesi. E con cause che vanno ben oltre i circhi partitocratici nazionali rendendo difficile per i politicanti nascondersi dietro al dito medio e riciclarsi come nulla fosse. I cittadini hanno cominciato a ribellarsi in tutto l’Occidente, stanno sfogando il loro malessere per un declino infinito e una politica sempre più bugiarda e tossica che gli ruba futuro. Ma affinché si generi cambiamento politico, dalla protesta si deve passare alla proposta e la speranza è che nascano nuovi movimenti e partiti che sfidino il sistema da fuori. Quando un sistema marcisce non è infatti riformabile ma va rimpiazzato. Se provi a cambiarlo da dentro marcisci pure te. Lo dimostrano decenni in cui si alternano governi anche ideologicamente opposti e poi non cambia nulla se non in peggio. Succede perché la politica non è più genuina espressione popolare e una volta nei palazzi serve se stessa e chi comanda davvero dietro le quinte. Come oggi, con popoli occidentali impoveriti che vogliono la pace e i politicanti che li derubano per fare la guerra. Quando un sistema è marcio va rivoluzionato e gli unici che possono riuscirci sono i cittadini dato che il vero cambiamento avviene solo dal basso e mai dai palazzi dove sguazzando privilegiati che non hanno nessun interesse a cambiare un sistema che li ha premiati. E se persiste questo sistema marcio è perché molti cittadini continuano a stare al gioco, a votare gli stessi personaggi e partiti senza valutare oggettivamente il loro operato ed illudendosi che le stesse ricette diano torte differenti e che la soluzione sia battere qualche nemico. Molti si fanno poi ancora infinocchiare dalla propaganda camuffata da giornalismo e si perdono in realtà parallele confezionate ad arte dal sistema per sopravvivere. Quando un sistema è marcio, se ti fai coinvolgere marcisci pure te. Serve un nuovo modo di fare politica e quindi nuove persone con un diverso modo di pensare e di agire. Serve una politica che torni ad essere sacrificio verso la collettività e non privilegio parassitario ed elitario, una politica di fatti e non pubblicità ingannevole, una politica umile, onesta e responsabile. La speranza è che a seguito di questa devastante crisi nascano nuovi movimenti che sfidino il sistema da fuori perche’ dalla protesta si deve passare alla proposta per generare vero cambiamento.
Tommaso Merlo
Caro Merlo….. troppo tardi si sta concretizzando una dittatura democratica.
Giovani senza futuro ma con cellulari da oltre mille €,vestiario firmato,patenti ai 14dicenni,università private,sanità privata,servizi sociali scadenti ed insufficenti,mancanza di lavoro e di dignità.
Parlamentari che sono intoccabili,leggi per i potenti e scelte politiche extranazionali…quindi stati satelliti dello stato/i più forti!
Merlo, costatiamo che non contiamo un ca22o!
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