
(di Michele Serra – repubblica.it) – Mi sono fatto un auto-check up e temo di essere affetto pure io dall’«ansia anti russa» che il Salvini attribuisce agli europei più preoccupati dalle vivaci attività di sabotaggio, manomissione dei dati e delle notizie, finanziamento di partiti antieuropeisti (meglio se fascisti) che il regime di Putin porta avanti per dichiarato odio dell’Europa come centrale mondiale dell’infezione democratica.
È tutto nero su bianco, tutto dichiarato, Dio sta con la Russia, la tradizione, l’ordine, la fede stanno con la Russia, l’Europa è sede della decadenza dei costumi, dell’omosessualità, della depravazione culturale e della corruzione politica. Ne consegue, effettivamente, una certa ansia.
Per aggravare il mio stato clinico, confesso un’ansia quasi simmetrica nei confronti dell’America: così che, in stereofonia, da Est e da Ovest sento arrivare le stesse voci. Trump come Putin, Bannon come Dugin, l’America «Great Again» come la Grande Russia, l’imperialismo come dominio di una sola Nazione e un solo Popolo. Se l’Impero Romano e quello Asburgico erano multietnici e multireligiosi, questi due no, per carità: per loro l’imperialismo è solo una estensione infinita della superiorità della Patria e della Razza.
Anche un bambino capisce che la differenza con l’Europa e il suo percorso federale è radicale. Inconciliabile. L’idea sovranazionale, multietnica, laica dalla quale nasce l’Unione Europea è un oltraggio insopportabile per il tiranno orientale e per il bullo occidentale. Dunque sì, un poco in ansia ci si sente, specie se si prova un’affezione anche vaga per democrazia e diritti.
Confessioni di un fazioso sarebbe stato molto meglio come titolo . Società multietnica dalla quale escludere i russi ,i cinesi , i palestinesi e gli iraniani suppongo a meno ché non vengano da noi a raccogliere i pomodori .
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A me l’ansia proviene da più vicino, diciamo dall’Europa. Da quel crogiolo di paesi che hanno la sventura di essere governati da decelebrati, presuntuosi e strapagati (da noi e da chissà chi altri) abitata da popoli che stranamente si comportano come tacchini americani in attesa de 4 luglio. Se ci fosse una Europa degna della sua storia, cultura e tradizioni, cioè proprio quella Europa che a parole va vantando il nostro ansioso, l’orso russo se ne starebbe già da tempo nella sua tana non chiedendo altro che non gli si disturbi il letargo e L’aquila americana avrebbe forse capito che siamo un boccone troppo grosso anche per lei e, chissà, forse anche il resto del mondo se la passerebbe un po’ meglio.
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