
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Per usare un paradosso, c’è da sperare che il governo tedesco dica eccezionalmente la verità, quando accusa Putin di aver inviato un russo e un bielorusso a piazzare un drone esplosivo che non è esploso all’aeroporto di Lipsia accanto a un Antonov ucraino che trasportava mezzi militari pesanti di Ue e Nato. Intanto perché così la Germania darebbe un’occhiata ai suoi formidabili sistemi di sicurezza […]
Poteva andarci peggio
(Di Marco Travaglio) – Per usare un paradosso, c’è da sperare che il governo tedesco dica eccezionalmente la verità, quando accusa Putin di aver inviato un russo e un bielorusso a piazzare un drone esplosivo che non è esploso all’aeroporto di Lipsia accanto a un Antonov ucraino che trasportava mezzi militari pesanti di Ue e Nato. Intanto perché così la Germania darebbe un’occhiata ai suoi formidabili sistemi di sicurezza che, dopo anni di allarmi sulla guerra ibrida, consentono a due presunti terroristi di andarsene a zonzo fra aerei tedeschi e ucraini con droni e bombe. Ma soprattutto perché avremmo la prova che, fra le due tipologie di leader mondiali su piazza – i criminali irresponsabili che mirano alla terza guerra mondiale nucleare e i criminali responsabili che puntano a scongiurarla –, Putin appartiene ancora alla seconda. Facciamo finta che il drone l’abbiano piazzato quei due e, soprattutto, che li abbia mandati Putin e non qualche gruppo di opposizione foraggiato da un Paese Nato o da Kiev per un’operazione sotto falsa bandiera, o i falchi russi ostili alla gestione blanda della guerra e ansiosi di ricorrere all’atomica o solo di indebolire Putin alla vigilia delle elezioni parlamentari. Vorrebbe dire che Putin, per ora, non può o non vuole spingere la guerra con Ue e Nato oltre qualche innocuo buffetto. Basta confrontare le azioni occidentali e le reazioni russe. Da un lato l’allargamento della Nato a Est (da 16 a 32 Paesi in 27 anni); la rivolta ucraina pilotata nel 2014 per instaurare un regime-fantoccio e inglobare Kiev nell’Alleanza; e, dopo l’invasione, la guerra per procura alla Russia camuffata da “difesa dell’Ucraina” con missili e droni occidentali in territorio russo su obiettivi civili, energetici e strategici; 21 pacchetti di sanzioni; il sequestro di 200 miliardi di asset privati russi che ora qualcuno vuole pure rapinare; campagne russofobe contro artisti, intellettuali, atleti russi; un gigantesco piano di riarmo unidirezionale (contro la Russia); il tutto per spalleggiare il Paese invaso che però, piccolo particolare, non fa parte dell’Ue né della Nato; e senza neppure il fastidio di dichiarare guerra a Mosca.
Visto con le lenti occidentali, è tutto normale: anche avallare le aggressioni di Usa e Israele all’Iran, miglior alleato di Mosca in Medio Oriente insieme alla Siria, e quella degli Usa al Venezuela, miglior alleato di Mosca in Sudamerica. Ma, visto con gli occhi del popolo russo, si chiama minaccia esistenziale. E quando una o più potenze s’infischiano delle conseguenze dei propri atti sulle altre, scoppiano le guerre mondiali. Se finora la Russia ha reagito alla nostra guerra non dichiarata con qualche drone senza morti né feriti né danni, è una buona notizia. Poteva pure farci esplodere un paio di gasdotti, per dire.
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… oppure rovesciare il regime di Assad in Siria.
Oppure operare in Africa attaccando stati amici della Russia.
Oppure minare delle navi persino in porti europei, italiani inclusi.
Oppure mandare droni in giro per il mediterraneo a colpire navi metaniere.
Oppure colpire navi iraniane nel Mar Caspio e navi turche in Mar Nero.
Oppure far esplodere una bomba a MONTECARLO per eliminare un avversario politico di Zelensky.
Ma tutto questo passa in secondo piano, l’importante è dire ‘HA STATO PUTIN’.
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