(Riccardo Chiaberge – dagospia.com) – Nonna Giorgia festeggia venerdì a Bari il suo record di longevità, e Dio sa quanto vorremmo essere lì, tra le luminarie del porto, a brindare con lei e Arianna e Lollo e tutti i fratelli, cugini e cognati.

Formidabile vecchietta! Dopo quattro anni a Palazzo Chigi, fa ancora pesi e manubri col personal trainer Fabrizio. E riesce perfino ad arrampicarsi sulle macerie di Amatrice e far credere a tutti di averla ricostruita.

Anche noi, cittadini di questo sciagurato paese, siamo dei campioni di longevità. La nostra aspettativa di vita non ha fatto che crescere in questi ottant’anni di governi antifascisti, nonostante gli sforzi dei bolscevichi al potere che volevano farci vivere come in Russia col cesso sul balcone.

Sì, c’è stata la battuta d’arresto del Covid, ma dopo siamo risaliti addirittura al primo posto in Europa nel 2024, a pari merito con la Svezia e, spiace dirlo, la Spagna di “Perro” Sanchez che importa clandestini e blocca i turisti italiani negli aeroporti: 84,1 anni, ben al di sopra della media Ue di 81,7. E abbiamo un bel plotone di centenari. Meglio di noi nel mondo fanno Monaco, San Marino, Hong Kong e Giappone.

L’America trumpiana, invece, arranca al 62mo posto: i sudditi di King Donald vivono quattro anni in meno degli italiani e solo tre più degli iraniani, ottantesimi in classifica.

Anche sulla mortalità infantile abbiamo fatto progressi enormi: 2,7 su mille bambini nel 2023, uno tra i valori più bassi a livello globale (nei primi anni del dopoguerra eravamo a quota 50 per mille).

Piano però a festeggiare, perché adesso rischiamo di fare marcia indietro. Una bambina è morta a Palermo di difterite, malattia che non vedevamo da trent’anni.

Dilagano i casi di morbillo, più di 600 solo nei primi mesi del ‘26, e il morbillo non è una passeggiata, può degenerare in polmonite o encefalite e mandare all’altro mondo. Tutto perché uno zoccolo duro di genitori si ostina a non vaccinare i propri figli. E la Sicilia è l’ultima della classe, con l’85% di copertura.

Per correre ai ripari, la giunta regionale di destra istituirà una task force. Task? La parola non suona benissimo, specie in quel contesto, più che ai vaccini fa pensare alle tasche dei cittadini.

Del resto ci sono troppi amici dei novax nelle file della maggioranza, a cominciare da Lucio Malan, capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, e dal suo collega leghista Claudio Borghi, ma anche in parte dell’opposizione, vedi Cinquestelle.

Troppi kennediani, non nel senso del Kennedy ucciso a Dallas, ma di quel Robert Jr. che si ingozza di hamburger tra gli stucchi dorati di Mar a Lago e vorrebbe sbattere in galera Anthony Fauci, uno scienziato che ha salvato milioni di vite.

Non a caso, per guidare la direzione emergenze pandemiche (in pratica il Fauci de noantri), si fa il nome di un dentista del giro di Colle Oppio.

E allora perché non Heather Parisi o Carlo Freccero? Ma sì, tanto la difterite ci fa un baffo, è solo colpa degli immigrati, che si sa portano le malattie, e pure la siccità e le ondate di calore.

A proposito: come ha ricordato Aldo Cazzullo, migliaia di anziani sono morti quest’estate per il caldo anomalo in Europa.

Ma qui da noi, guai a parlare di cambiamento climatico, sono ubbie dei sinistrati, di Ursula e dei pasdaran del Green Deal.

Questo è il “clima” che si respira nell’Italia di Giorgia, dove i media “mainstream” sono ormai, tranne poche eccezioni, “Melon stream”.

Tolto di mezzo Report (anche grazie al suicidio professionale del suo conduttore), l’egemonia culturale è bell’e fatta. Presto cambieranno anche la Costituzione. Art. 11-bis: l’Italia ripudia il cambiamento climatico.

E se non moriremo per i virus, o per il caldo, o sotto un ghiacciaio che crolla come in Nepal, ci penseranno i droni o i missili russi.

Il nostro scudo contraereo è un colabrodo, andrebbe potenziato urgentemente, ma Giorgia nicchia, glissa, fa la gnorri, teme la fronda putiniana di Vannacci e Salvini, e non vuole regalare voti al disarmista Giuseppe Conte.

Forse al posto delle batterie antimissili ci darà dei generatori, come agli ucraini. Più generatori per tutti. Perciò auguri di lunga vita a nonna Giorgia: ma possibilmente lontano da Palazzo Chigi, anche se quei geni dell’opposizione fanno di tutto per lasciarcela. Ogni giorno in più che passa là dentro rischia di toglierne qualcuno a noi.