La Russa, Fontana&C. voli blu dalle vacanze: ressa nei cieli di Puglia

(di Leo Amato – ilfattoquotidiano.it) – Alla fine il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è rimasto per aria, e ad accogliere al castello Aragonese di Taranto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, c’erano solo il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e quello della Camera, Lorenzo Fontana.
Hanno affollato i cieli della città dei due mari, ieri, gli aerei blu al servizio delle massime autorità convenute per l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo. Incluso il premier algerino Sefi Gharib, arrivato in tarda mattinata, e l’omologo libanese Joseph Aoun, che nell’occasione ha incontrato Meloni per discutere dell’andamento dei negoziati con Israele e degli scenari connessi al graduale ritiro di Unifil, previsto nel corso del 2027.
Le grandi manovre volanti sono iniziate ieri mattina verso le 8 quando dall’aeroporto di Ciampino è decollato un primo Gulfstream VC-650A dell’Aeronautica militare diretto a Bolzano. Lì dove Mattarella era stato accompagnato l’8 agosto per un periodo di vacanza con la figlia a Siusi, in Alto Adige, e dovrebbe trattenersi per un’altra settimana. Di ritorno dalle incombenze tarantine.
Prelevato il viaggiatore presidenziale il jet è rientrato a Ciampino alle 11.34, da dove Mattarella è ripartito per Taranto, 5 ore più tardi, con un secondo aereo blu, un Airbus A319.
Nel frattempo, però, erano già partiti, sempre da Ciampino, altri due Gulfstream con i numeri di volo riservati alla seconda e terza carica della Stato.
Il primo aveva a bordo il presidente della Camera, il frugale veronese Fontana, già rientrato dalle vacanze nella Capitale, e atterrato a Taranto 31 minuti dopo, alle 16.40, con 40 minuti di anticipo su Mattarella. Il secondo, invece, soltanto i membri dell’equipaggio, che hanno subito impostato la rotta per Catania, dove ad attenderli c’era il presidente del Senato, La Russa, solito trascorrere un periodo di riposo agostano nella terra dei suoi avi, sull’Etna. Quindi ripartenza e dritti a Taranto.
A complicare i piani di volo ci si è messo il sopraggiungere, quasi in contemporanea, dell’Airbus quirinalizio. Per questo l’ “air force La Russa”, risalito in meno di mezz’ora lungo la costa ionica calabrese e lucana, ha tirato dritto ed è rimasto a volteggiare sui trulli, tra Ceglie Messapica e Martina Franca, per un’altra mezz’oretta. In attesa di avere la pista libera dopo l’atterraggio di Mattarella. Con la spiacevole conseguenza che ad accogliere il Presidente in città lui non c’era. Uno strappo al cerimoniale che non è passato inosservato agli addetti ai lavori.
A evitare l’en plein dei voli di Stato presidenziali è stata la sola Meloni, in Puglia già da qualche giorno per il suo tradizionale soggiorno in masseria con la famiglia. Gli altri ministri presenti poi, come quello dello Sport, Andrea Abodi quello degli Affari europei Tommaso Foti, e quello del turismo Gianmarco Mazzi, hanno scelto di utilizzare voli di linea e auto di servizio. Altrimenti con la spesa per il jet fuel per raggiungere la cerimonia d’inaugurazione dei giochi tarantini ci si sarebbe potuto ristrutturare un altro palazzetto dello sport.
“Soltanto nella città di Taranto abbiamo investito circa 200 milioni di euro per realizzare e riqualificare impianti importanti come stadi, piscine, centro tennis”. Ha ricordato il presidente del Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto, Massimo Ferrarese, a margine della cerimonia d’apertura. “Ora le amministrazioni dovranno lavorare per mantenere al meglio questa eredità per le future generazioni”.
Intanto nei cieli, dopo la battaglia tra jet di Stato e gabbiani, decine di droni raffiguravano le discipline dei giochi e poi andavano a comporre la scritta “Taranto 2026” con i tre cerchi, simbolo dei Giochi del Mediterraneo. Dopodiché è iniziata la parata di tutte le delegazioni partecipanti. Mentre agli aerei blu si preparavano alla ripartenza per un altro scampolo di meritate vacanze presidenziali.