Conte, sui tempi delle primarie non possiamo rimanere nell’incertezza 

(ANSA) – “Quando si sceglie una via va perseguita, anche per chiarezza con l’elettorato, non c’è dubbio. Non è che possiamo rimanere lì a tempo indeterminato nella totale incertezza”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte parlando con i giornalisti alla Camera e commentando l’ipotesi di primarie a inizio 2027, come prospettato dal Pd. “I tempi sono dettati dalla necessità di essere pronti e preparati”, aveva spiegato in precedenza. “Ne parleremo con gli alleati, stessa cosa sulle modalità e i tempi”.

(Da corriere.it) – «Con Schlein ci siamo incontrati anche altre volte. In un recentissimo incontro ho invitato Schlein a valutare, vista la preoccupazione per le primarie che c’è in parte dell’elettorato, un passo indietro di tutti i leader di partito per proporre una terza figura. Gualtieri? Non ho fatto nomi perché non c’è per lei questa disponibilità»: a parlare è il presidente M5S Giuseppe Conte a Coffee Break su La7.

«Credo sia abbastanza probabile che in primavera» ci siano le politiche, «motivo per cui dobbiamo affrettarci a fare le primarie», «noi siamo pronti a parlare di programma».  I tempi? «È una cosa da valutare con gli altri colleghi. Non possiamo arrivare a ridosso della campagna elettorale. Aspettiamo le altre forze politiche perché compongano la loro idea programmatica per confrontarci», ha aggiunto Conte. 

«L’Italia non deve smettere di aiutare l’Ucraina, sarebbe una totale follia sostenere le ragioni di Putin. Noi abbiamo detto dall’inizio che assolutamente questa è un’aggressione che viola il diritto internazionale, e per noi per restituire credibilità all’Italia e all’Unione Europea non ci devono essere dei doppi standard. Abbiamo condannato Putin e siamo favorevoli a sanzioni economiche e finanziarie» a Mosca «però attenzione, non vogliamo il doppio standard per quanto riguarda Netanyahu e tutti i responsabili di un genocidio».

 E ha precisato: «Pensate che l’Italia nei primi sei mesi del 2026 ha raddoppiato l’import delle armi da Israele rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso – prosegue l’ex premier – Quindi oggi Israele, nonostante il genocidio, è diventato il secondo partner per le armi. Questo è uno scandalo, lo vogliamo dire o no?

Cioè tutti questi che si strappano i capelli accusando in modo ignobile chi parla di una svolta negoziale e di indirizzare a soluzione un conflitto, quello russo-ucraino, dove non possiamo più tollerare un ulteriore escalation militare, perché non parlano anche del governo genocida» di Netanyahu «e non introducono lo stesso metro di rigore?».