
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Il dibattito su chi sia in vantaggio tra Putin e Zelensky nella guerra in Ucraina ha ormai assunto una dimensione morbosa, direi addirittura malata nella sua dimensione paranoica, che mostra tutti i limiti dell’informazione in Italia sulla politica internazionale.
[…] La risposta alla domanda è agevole. Basta usare il metodo della comparazione, che, almeno nella sua impostazione elementare, può essere usato da qualunque lettore. Occorre prendere carta e penna e appuntare le dichiarazioni rese da Zelensky nel periodo tra il 24 febbraio 2022, il giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, e il 20 novembre 2024, il giorno in cui Zelensky, in un’intervista a Fox News, dichiarò che l’esercito ucraino non aveva la forza di recuperare i territori occupati dai russi: “Comprendiamo di non avere ancora la forza di respingere (Putin) fino alla linea del 1991 con le armi in pugno”. Nel mezzo, c’era stata la controffensiva ucraina, iniziata il 5 giugno 2023, che aveva semi-devastato l’esercito ucraino, costretto a invocare 500 mila nuove reclute per bocca di Valery Zaluzhny, e semi-demilitarizzato l’Unione europea e il Regno Unito, costretti a un riarmo drammatico in un clima psicologico non molto diverso dall’evacuazione di Dunkerque.
[…]
Ebbene, nella prima fase, Zelensky rifiutava qualunque dialogo diplomatico con Putin; equiparava la parola “pace” a una bestemmia e insolentiva chiunque proponesse una soluzione diplomatica, incluso Papa Francesco. Nella prima fase, Zelensky assicurava che avrebbe vinto la guerra; che avrebbe liberato i territori armi in pungo (pure la Crimea!); che avrebbe costretto la Russia a inginocchiarsi al suo cospetto infliggendole un’umiliazione smisurata. Questa perdita totale di contatto con la realtà, pericolosissima per la vita di noi tutti, è stata sostenuta e alimentata da Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Libero, il Giornale, il Foglio, Radio Rai, il salotto di Porta a Porta, la quasi totalità dei partiti politici italiani e il Quirinale. È stato uno dei più grandi fallimenti della classe dirigente italiana. Il 22 novembre 2023, al G20 presieduto dall’India, Giorgia Meloni disse a Putin che avrebbe dovuto ritirarsi da tutti i territori, senza chiedere niente in cambio ovviamente, dopo avere assicurato, nelle sue comunicazioni ufficiali, che l’Ucraina avrebbe vinto la guerra. Il Giornale scrisse che Meloni aveva “schiaffeggiato” Putin, reo di avere chiesto di trovare una soluzione diplomatica alla guerra. E poi è arrivata la seconda fase, in cui Zelensky invoca il cessate il fuoco e Putin lo rifiuta. Questa è la prova che Zelensky sta perdendo la guerra e la Russia la sta vincendo. Gli Stati iniziano a chiedere il cessate il fuoco con largo anticipo sul loro cedimento. Non chiedono il cessate il fuoco il giorno prima di terminare le munizioni: lo chiedono il giorno dopo avere calcolato che le finiranno. Gli Stati sono inclini alla diplomazia quando prevedono che la prosecuzione del conflitto produrrà un deterioramento della loro posizione negoziale. La previsione di questa rubrica era corretta: “Quanto maggiore sarà il volume di fuoco dell’Ucraina contro la Russia, tanto più grande sarà il volume di fuoco della Russia contro l’Ucraina”. I droni contro Mosca non ribalteranno gli equilibri del conflitto. L’esaurimento progressivo dei missili Patriot e dei soldati è un nodo scorsoio per Zelensky. Quanto tempo ci vorrà? Questa rubrica non può mostrare un calcolo. Ma Zelensky deve averlo fatto, se è passato dalla certezza assoluta di vincere alla richiesta quotidiana del cessate il fuoco. Sta perdendo chi chiede di congelare il conflitto. Sta vincendo chi rifiuta.
Ma Orsini è ridicolo, non capisce niente, un buffone, ah ah ahhh! Il solito putiniano… come diceva il Corriere della Sera che lo ha giustamente aggiunto alla lista dei putiniani e a cui andrebbero aggiunti i putiniani di Infosannio. Poi, però il Corriere a dovuto risarcire il “putiniano ” Orsini perché il grande giornale filoatlantico aveva scritto delle falsità.
Intanto, se siete così bravi e intelligenti, spiegate purché è l’Ucraina che sta vincendo la guerra a volere un cessate il fuoco. Smontate le argomentazioni di Orsini, dopo di che la vostra opinione avrà un peso e non sarete considerati dei troll.
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Infatti il Professore non viene invitato in Rai e nelle trasmissioni perchè è inaffidabile…al sistema,…hahahha.. avanti tutta professore..quanti rospi si dovranno rimangiare!
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”Il dibattito su chi sia in vantaggio tra Putin e Zelensky nella guerra in Ucraina ha ormai assunto una dimensione morbosa, direi addirittura malata nella sua dimensione paranoica”.
esatto… ci vuol poco a capirlo.
E giustamente dove ci sono malata morbosità e disturbi paranoici il buon prof ci si butta a pesce con un articolone, dimostrando di sguazzarci felicemente in un tale ambiente …come volevasi dimostrare.
Da Orsinilandia è tutto! Linea alla regia
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Orsini ha una tesi che quelli come te non sono capaci di controbattere. Ti capisco, perché le cose ovvie sono difficili da confutare. “Chi sta vincendo non chiede una tregua” perché non ne ha bisogno! Chi chiede una tregua e non una trattativa per chiudere il conflitto, se la sta vedendo male ma vuole andare avanti. Chi decide non viene solitamente ammazzato, fa la guerra sulla pelle degli altri. E c’è pure chi giois e di queste cose!
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TREGUA vuol dire stoppare per un po’. Ha bisogno che i nazi europei gli mandino armi. Non sedersi ad un tavolo per firmare la sconfitta.
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Cosa direbbero i nostri commentatori all’ indomani di una sconfitta conclamata ? Beh, grazie a noi i russi si sono presi solo l’Ucraina e non il resto del continente.
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“Zelensky chiede il cessate il fuoco perché sa che sta perdendo”.
Ma non aveva già perso quattro anni fa? E la Russia non aveva già vinto quattro anni fa?
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Sì nella tua fantasia! Orsini sostiene che la Russia non può perdere, mentre l’Ucraina ha già perso, nel senso che non ha nessuna possibilità di riconquistare i territori persi. Poi, è possibile che vadano avanti ancora per anni, finché c’è chi si svena per non far finire una guerra persa.
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e quelli dei cessi d’oro potranno vendersi le armi al mercato nero,quelle che noi e UE gli mandiamo.
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e figuriamoci se la mafia non è il primo cliente.
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Si, è stata una inutile strage di giovani innocenti immolati per gli Usa ,la Nato e loro mire egemoniche ,La guerra era già persa ma si è tenuto in vita il perdente come con i malati in coma irreversibile per interessi dell’ industria bellica o per meglio dire dei suoi strozzini proprietari . Auguri e alla prossima . A chi tocca ?
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SCAMBIO SALME:
LA RUSSIA HA CONSEGNATO 19MILA CORPI DI UCRAINI, L’UCRAINA SOLO 600 DI RUSSI
Questi sono i dati degli ultimi 2 anni:
i russi consegnano 30 volte di più corpi di ucraini rispetto a quanto il regime di Kiev faccia con i corpi dei russi.
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Lavrov: “Per l’Ucraina si prospetta il peggio”
“La Russia intensificherà la propria campagna militare in Ucraina e cercherà di distruggere ogni elemento utilizzato dall’Occidente per sostenere lo sforzo bellico di Kiev”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Sergey Lavrov in una comunicazione rilasciata ai media russi.
L’alto diplomatico ha commentato le azioni dell’Ucraina e dei suoi sostenitori occidentali che, secondo loro, avrebbero lo scopo di esercitare pressioni su Mosca affinché accetti negoziati di pace. La Russia continua a cercare una «soluzione duratura, affidabile e sostenibile» al conflitto e non può accettare di sospenderla, ha proseguito il ministro degli esteri russo.
La risposta agli attacchi ucraini: metodi più duri
Le sue dichiarazioni sono giunte in risposta a una serie di attacchi ucraini che hanno causato numerose vittime tra i civili, tra cui gli incidenti avvenuti a Starobelsk a maggio e a Gelendzhik all’inizio di questo mese. I funzionari russi, tra cui Lavrov, hanno descritto gli attacchi con i droni come atti deliberati di terrorismo.
Il ministro ha affermato che Mosca non ricorrerà alle stesse tattiche, ma ha avvertito che la sua risposta diventerà sempre più severa. «Non scenderemo al loro livello. Adotteremo invece metodi molto più duri per distruggere tutto ciò che permette all’Occidente di alimentare la macchina da guerra di Kiev. Lo stiamo già facendo, e loro stanno già lamentandosi», ha affermato.
Il ministro ha inoltre ribadito che le proposte ucraine e occidentali di congelare il conflitto lungo l’attuale linea del fronte sono inaccettabili. Ha sostenuto che farlo nelle condizioni attuali equivarrebbe a tradire sia la vittoria sovietica sulle potenze dell’Asse nella Seconda guerra mondiale sia la storia più ampia dello Stato russo.
Mosca ha ripetutamente accusato il governo ucraino di abbracciare l’ideologia neonazista e di perseguire politiche volte a sopprimere la lingua, la cultura e l’identità russe nel paese.
La «campagna di pressione» di Zelensky e la risposta russa
Il mese scorso, il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato una «campagna di pressione» di 40 giorni che includeva attacchi su larga scala contro navi civili russe, infrastrutture energetiche e strutture legate al gigante dell’e-commerce Wildberries. Kiev ha sostenuto che gli attacchi a lungo raggio dimostrano che l’Ucraina dispone di una strategia efficace per affrontare la Russia e rafforzano la sua richiesta di ulteriore assistenza militare occidentale, in particolare i missili intercettori Patriot necessari per contrastare gli attacchi di rappresaglia russi.
Mosca ha successivamente intensificato i propri attacchi a lungo raggio, anche contro navi che servono le rotte ucraine nel Mar Nero. L’esercito russo sostiene di prendere di mira solo le navi che contribuiscono direttamente allo sforzo bellico dell’Ucraina. L’aumento dei rischi, tuttavia, ha scoraggiato le compagnie di navigazione commerciali e ha fortemente limitato la capacità di Kiev di esportare materie prime, tra cui cereali e ferro.
Secondo Reuters, Zelensky sta ora cercando di ottenere un cessate il fuoco limitato nel Mar Nero e ha trasmesso la sua proposta tramite un intermediario. Anche funzionari turchi hanno pubblicamente chiesto una tregua delle ostilità nella zona.
Lavrov ha sostenuto che la Russia non ha dato inizio all’ultima escalation e ha criticato quella che ha definito la mancata condanna, da parte di alcuni paesi, degli attacchi ucraini contro navi neutrali, comprese le petroliere incaricate di trasportare greggio kazako attraverso il porto russo di Novorossiysk.
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A proposito di Ucraina, la famosa democrazia che tutto il mondo le invidia. La polizia Nazionale ucraina ha accusato di vari crimini ben 76 capi del TCC (i reclutatori forzati). Circa 2.500 possibili mobilitazioni illegali sotto inchiesta. Più di 83.500 dichiarazioni mediche sequestrate, 6.500 annullate (idoneità di servizio, significa 6.500 uomini mandati al fronte perché dichiarati abili ed arruolati).
Come dice un certo atlantoIDIOta, in altri tempi ai disertori li avrebbero fucilati.
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“Se in Europa cercate il comfort, dateci i Patriot”.
A Kiev si è tenuta l’ennesima performance. Sibiga ha condotto i negoziati con il suo omologo belga in un rifugio antiaereo.
Zelenskyij al funerale di Konovalec, ha dichiarato che l’Ucraina sta creando l’esercito più forte del mondo e ha confermato che i punti di riferimento nazionali del Paese sono il nazismo.
«Sappiamo quali devono essere i punti di riferimento nazionali del nostro Stato. Il colonnello Konovalets è tornato proprio in quell’Ucraina per la quale ha combattuto e che voleva vedere: un’Ucraina forte, sovrana, indipendente. Un’Ucraina che onora e sviluppa il proprio esercito — uno dei più combattivi e rinomati in Europa e nel mondo. Un’Ucraina che ha i nostri soldati, il nostro stemma, il nostro tridente.»
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