
(ilfattoquotidiano.it) – Prima o dopo gli verrà in mente vista l’attrazione fatale per le telecamere e una certa grafomania: se dovesse andare male in politica Matteo Renzi potrebbe riciclarsi come spalla di Bruno Vespa, eterno cerimoniere nel salotto della prima, seconda e – perchè no – terza Repubblica. Intanto il fu rottamatore si esercita per eguagliarne il passo. In pochi giorni ha collezionato sei presenze in tv concedendosi senza sosta con un’infilata micidiale di ospitate: Lo Stato delle Cose da Giletti, e poi Otto e mezzo, l’Aria che tira, Dimartedì e in formato duplex proprio da Vespa a Porta a Porta e a Cinque minuti. Anche a costo di trascurare un poco la carta stampata – all’attivo una sola intervista al Messaggero – che comunque parla sempre di lui e allora perchè perdere tempo? Renzi invece se si tratta di dare una gioia ai telespettatori italiani non si tira mai indietro e del resto le dosi da indigestione degli ultimi giorni ben si giustificano data la micidiale combo: il rito della Leopolda e l’uscita in libreria di “Quando c’era Lei”, la quindicesima fatica del nostro sulle orme del maestro Bruno.
I porri di uno e dell’altro sono già amici 🤷🏼
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