Il capogruppo M5S al Senato: “Meloni è già in campagna elettorale. Togliamole il vantaggio di dire che il campo largo non ha un leader”

Pirondini: “Primarie online e il prima possibile ma sulle armi all’Ucraina si cambi strada”

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – Luca Pirondini, capogruppo M5S al Senato, Igor Taruffi dice che le primarie si terranno a inizio ‘27. È tardi?

«Io penso che vadano fatte il prima possibile. Meloni è già in campagna elettorale, lo abbiamo visto, e non possiamo darle il vantaggio di continuare a dire che il campo largo non ha un candidato».

Sul programma, invece, c’è già una tempistica?

«Deve assolutamente iniziare una fase di confronto, noi portiamo le proposte emerse da Nova».

Cosa pensa dei dubbi sulle primarie espressi da Avs, +Europa e anche da una parte del Pd?

«Se vengono vissute con un grande spirito di partecipazione democratica e responsabilità sono una grande opportunità per tutti».

Chiunque dovesse vincere, sarete leali?

«Non ricordo un governo o un’amministrazione caduti perché il M5S non sia stato leale. Semmai a volte siamo stati noi quelli fregati».

Quando Schlein ha detto “uno non vale uno”, cosa ha pensato?

«Con quel discorso ha parlato principalmente al suo interno, e lo capisco. Non l’ho vissuta come qualcosa contro altri, ma come un tentativo di trovare un collante interno. Anche se, volendo fare una battuta, devo dire che 19-20 non è il doppio di 14-15. Credo debba esserci un grande confronto di idee, non una prova di forza».

Ormai avete accettato il fatto che Renzi farà parte della coalizione? Conte ha detto: se Schlein lo vuole, se ne assume la responsabilità.

«Ha detto la verità. Non è un segreto, tutti sanno che l’eventuale coinvolgimento di Renzi in questo progetto è una volontà della segretaria del Pd. Richiamare ognuno alla responsabilità delle proprie scelte mi sembra corretto. Il nostro giudizio su Renzi non è mai cambiato e non cambia adesso».

Renzi ha detto: se vince Conte, io sarò leale. Vi ha fatto piacere?

«Chi in questo momento vuole partecipare a questo progetto non vedo come possa dire qualcosa di diverso… Noi siamo credibili nel dirlo. Sugli altri, ognuno dimostrerà la realtà».

Alla Leopolda ha aggiunto che non ha bisogno di dare garanzie.

«Se andiamo al governo dobbiamo farlo per dare una scossa al Paese dopo cinque anni fallimentari di Meloni. Il nodo dell’affidabilità è fondamentale».

Qual è un punto di caduta su Ucraina e invio delle armi?

«Il punto comune è cambiare strada. Perché ormai è evidente a tutti, anche a chi non vuole ammetterlo perché dovrebbe riconoscere un proprio fallimento, che la strada percorsa fin qui non sta funzionando. Il tema della guerra sta entrando nella quotidianità di tutti, dalle parole a ciò che si legge e si dice, è drammatico. La linea seguita fino a oggi, continuare a inviare armi senza procedere a un percorso diplomatico, va invertita. Partiamo da questo principio e costruiamo un’alternativa».

Sempre sulle primarie: per voi il voto anche online è dirimente?

«Non dobbiamo avere paura di coinvolgere le persone. Se deve essere una festa democratica, di partecipazione, deve essere il più estesa possibile. Dobbiamo preservare e portare avanti la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze che abbiamo visto in occasione del referendum. Quindi sicuramente anche con il voto online».