
(Dott. Paolo Caruso) – La vergogna e la viltà viaggiano sui banchi della destra di governo, infatti negando con il voto segreto l’ autorizzazione alla Procura di Roma dell’ acquisizione delle chat del deputato di Fratelli d’Italia ed ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro si è assistito a un atto di sabotaggio dei valori di legalità che sono alla base della nostra democrazia. Trasparenza e legalità abbattuti in un sol colpo da una accozzaglia di deputati che ormai da tempo non rappresenta più il Paese reale ma il liquame di una casta in dissolvimento. Del resto basti ricordare il 50% e più di astenuti e le liste bloccate. L’ Aula della Camera dei Deputati ha approvato, tramite scrutinio segreto con 206 voti favorevoli e 133 contrari, la relazione della Giunta per le autorizzazioni che ha negato alla Procura di Roma l’acquisizione delle chat del deputato di Fratelli d’Italia ed ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Un risultato scontato che dimostra quanto il valore etico sia presente in questa destra di governo. La stessa Meloni non ci ha voluto mettere la faccia e ha seguito ipocritamente l’ esito del voto. La richiesta di accesso ai messaggi era stata avanzata dalla Procura nell’ambito di un’indagine legata al ristoratore romano Mauro Caroccia vicino al clan Senese. I magistrati ritenevano tali comunicazioni necessarie per gli accertamenti d’indagine, mentre la difesa dell’indagato e la maggioranza parlamentare, a mo’ di ” testuggine romana “, compatta, hanno sostenuto l’inutilità o l’improcedibilità dell’acquisizione coatta. Dopo il verdetto della Giunta nei giorni precedenti, il voto finale dell’Aula ha confermato definitivamente la blindatura delle conversazioni. Un altro colpo al cuore della democrazia. Un’ armata “Brancameloni” sempre più pavida che si fa scudo dell’ immunità parlamentare. La decisione ha scatenato forti tensioni e dure proteste all’interno di Montecitorio da parte delle forze di minoranza, con i deputati 5 Stelle che hanno manifestato direttamente nell’emiciclo , accusando il centrodestra di voler ostacolare la trasparenza e la giustizia. I partiti della coalizione di governo (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) hanno respinto le accuse di ostruzionismo giudiziario. Il relatore di maggioranza, Pietro Pittalis, ha ribadito che la decisione non rappresenta un tentativo di favorire l’impunità, bensì una legittima tutela delle prerogative del Parlamento e delle garanzie costituzionali previste per i membri delle Camere rispetto alle richieste della magistratura.
Questi atti non certificano colpevolezze ma le fanno presumere così fortemente da macchiare più di una condanna discutibile.
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Ma Giorgia non aveva detto che non copriva più nessuno? Serve un altro referendum sulla giustizia?
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