“Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento. Ma gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale”. Tra citazioni e accuse: il rapporto complicato tra la premier e il cantautore morto oggi

(ilfoglio.it) – “Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni”. Il cordoglio della premier Giorgia Meloni per la morte del cantautore arriva in serata. Prima di lei, quasi subito dopo la notizia della sua morte, la segretaria del Pd Elly Schlein aveva già mandato nell’etere il suo commosso ricordo. “Conosco a memoria molto dei suoi testi”, dice Meloni. “Splendidi, poetici, lirici. “Cirano” e “Cristoforo Colombo” sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale. Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni”. Tutto qui? No. “Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto – al di là delle differenze – sarà sempre la mia bussola”.
Parole che tradiscono un rapporto complicato tra Guccini e la premier. Che 22 anni fa scelse proprio il testo di “Cirano” per festeggiare la sua elezione a presidente di Azione Giovani al congresso nazionale della giovanile di An a Viterbo. “Voglio chiudere il mio intervento così. Facciamola finita, venite tutti avanti, nuovi protagonisti, politici rampanti”. E ancora: “Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco, e al fine della licenza io non perdono e tocco. Grazie”.
La stima di Meloni per Guccini non si esaurisce col tempo, anzi. La sua “Dio è morto” diventa colonna sonora della festa meloniana di Atreju. Evento a cui il cantautore è stato invitato da Meloni stessa (ancora nelle vesti di dirigente della destra giovanile). E a cui – come ha raccontato in un’intervista su La7 – ha rifiutato “cortesemente, come era ovvio” di partecipare. Gli anni passano, la carriera di Meloni decolla e atterra a Palazzo Chigi nel 2022. Prima ancora della vittoria, però, in piena pandemia Guccini ha registrato una sua personalissima versione di “Bella ciao”. Il video è datato 25 aprile 2020: “Stamattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor. C’eran Salvini con Berlusconi, oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao, con i fasci della Meloni che vorrebbero ritornare. Ma noi faremo la resistenza, o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao“. Come ha raccontato lo stesso Guccini, il rapporto è peggiorato ancora di più. “La Meloni si è incazzata come una bestia – ha raccontato Guccini – mi ha definito un seminatore d’odio perché l’ha interpretata come ‘portali a piazzale Loreto’, io pensavo a Berlusconi con le fidanzate, Salvini al Papeete a bere mojito e lei a spezzare le reni alla Grecia. Una reazione violentissima”.
L’opinione del cantautore sulla premier è rimasto lo stesso. Nel 2020 ha detto che “Meloni ha due facce, ma quella vera è violenta”, poi nel 2024 l’ha definita “furba, intelligente e pericolosa”. Oggi che è morto, Meloni celebra il cantautore con affetto. Ma anche con l’amaro in bocca.