Madrid accusa il governo italiano di aver adottato una misura “ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria”. Palazzo Chigi: “Non accettiamo ultimatum, lo stop resta fino al 15 agosto”.

(lespresso.it) – La Spagna ha alzato il tiro. Con una nota ufficiale diffusa dalla Moncloa venerdì mattina, il governo di Pedro Sánchez ha dato all’Italia un ultimatum formale: ripristinare entro domenica 9 agosto la piena libera circolazione nello spazio Schengen o la Spagna adotterà “misure proporzionate per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini”.
Il tono è quello di una vertenza diplomatica ufficiale: “Il governo italiano ha reintrodotto i controlli di frontiera con la Spagna il primo agosto, influenzando la mobilità di migliaia di passeggeri e generando incertezza legale nel pieno del periodo estivo. Questa misura, senza precedenti nella storia recente, è stata adottata senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni fallaci che non rispettano né il Codice delle frontiere Schengen né la verità”.
La nota smonta punto per punto la giustificazione italiana: nessuno dei migranti entrati a Ceuta ha potuto fare ingresso libero nello spazio Schengen, quasi tutti sono già rientrati in Marocco, e – citando i dati Frontex – l’Italia è lo Stato che ha registrato il maggior numero di ingressi irregolari in Europa negli ultimi anni, il doppio rispetto alla Spagna. La nota ricorda anche che dal 2022 l’Italia non si è adeguata al Regolamento di Dublino, generando “un ulteriore onere di pressione migratoria sugli altri Stati membri”, nonostante il quale “la Spagna ha sempre mostrato solidarietà con l’Italia accogliendo parte dei migranti arrivati a Lampedusa nel 2023”.
La chiusura del comunicato alza ulteriormente i toni: “La misura adottata dal governo italiano è ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola. Confidiamo che l’europeismo, il buon senso e la buona fede prevalgano. I governi sono lì per promuovere la comprensione tra i Paesi e l’interesse generale delle loro popolazioni, non per creare fratture e conflitti sterili guidati da motivazioni elettorali interne”.
Dopo qualche ora arriva la replica, ufficiale, del governo italiano: “L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere. Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia – si legge in una nota di Palazzo Chigi -. In quella data, come annunciato dalle stesse autorità spagnole, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria”, si legge nel testo del governo italiano”.
“Solo quando si avrà la certezza che non vi saranno rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia, che non vi sia una nuova ondata, che non ci siano migranti irregolari diretti verso il territorio europeo, si potrà rivedere quanto già deciso.Questo senza pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna, analogamente a decisioni simili adottate in passato dal Governo italiano, ad esempio nei confronti della Slovenia, e da Governi europei nei confronti dell’Italia e della stessa Spagna – si legge ancora -. Nel momento in cui tutte queste condizioni dovessero venire meno, l’Italia -prosegue il comunicato – è pronta a continuare un confronto costruttivo con il Governo di Madrid. Nel frattempo le autorità di frontiera italiane faranno di tutto per garantire la massima agibilità ai cittadni spagnoli ed europei che, é importante sottolinearlo, non sono interessati dal ripristino dei controlli ai confini aerei e marittimi”.
Dopo prima di Palazzo Chigi aveva commentato Matteo Piantedosi, secondo cui la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna “è una misura temporanea che è consentita dai trattati Ue, vedremo dopo il 15 agosto. E’ fatta con modalità selettive, non c’è nessun aggravio. C’è stata una reazione scomposta da parte della nostra opposizione perché forse non si può toccare un Paese a guida socialista”, ha detto il ministro dell’Interno intervenendo agli incontri “Bar Italia” a Sorrento organizzati da FdI. Il ministro ha aggiunto che è “difficile immaginare che le condizioni” per mantenere la sospensione “non esistono” poiché la stessa “intelligence spagnola ha dichiarato che è fondato un nuovo allarme per il 15 agosto” su Ceuta.
Parlando di quanto avvenuto a Ceuta, il ministro dell’Interno ha aggiunto che “più che dire che l’Europa rischia assalti simili, l’Unione europea sta prendendo atto che il fenomeno migratorio non è più qualcosa che può essere affrontato prescindendo dalla considerazione della sua dimensione epocale”. Si tratta di un fenomeno “troppo a lungo è stato sottovalutato” e “ridotto a un problema che poteva riguardare i singoli Stati membri, come l’Italia, che fanno da prima frontiera. In realtà non è così: le scene che si sono viste – ha aggiunto – sono il frutto di tanti nodi che vengono al pettine, ovvero un forte squilibrio di carattere demografico, squilibri di carattere socio-economico che contraddistinguono i paesi a forte vocazione migratoria e i paesi europei”. “Senza lanciare allarmi perché non siamo all’assedio” ha concluso il titolare del Viminale, va riconosciuto “che c’è una pressione migratoria capace di produrre quelle scene e bisogna farne tesoro”.
E NON UNA PAROLA SUI VERI MANDANTI DELL’ASSALTO:
MAROCCO USA ISRAHELL
Vedesi accordi di Abramo, sottoscritti dal Marocco che è anche stato blandito dagli USA che gli hanno riconosciuto sovranità sul Sahara occidentale.
E il Marocco battezza un’autostrada di 1.000+ km a nome di Trump.
E gli USA accusano la Spagna di non controllare i confini.
Ci sono video di camion che scaricano i migranti sotto gli occhi indifferenti della polizia marocchina.
Hanno preparato tutto in anticipo con pagine sui social che sono state lasciate prosperare, finché poi ad evento concluso si sono affrettati a cancellarle. Meta ovviamente ha fatto finta di nulla.
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