Agenda. Le comunicazioni di Giorgetti su Safe, il programma per il riarmo Ue. Legge elettorale: sì di Tajani alle preferenze

(estr. di Leo Amato – ilfattoquotidiano.it) – […] Si riparte dalle chat della Bisteccheria tra il deputato Andrea Delmastro e il socio-prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia, e si chiude con l’ex premier Conte in commissione covid. Nel mezzo: le trattative sulla reintroduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale; il voto di fiducia sul decreto giustizia e migranti; e le comunicazioni del ministro dell’Economia, Giorgetti, sull’accesso ai prestiti comunitari del programma Safe per il riarmo. Si annunciano giornate di cottura a fuoco lento tra Camera e Senato prima della sospensione estiva dei lavori prevista per giovedì.
Chat in giunta.
Ad accendere lo scontro sarà ancora una volta l’inchiesta dei pm antimafia della capitale sul ristorante sulla Tuscolana in cui l’allora sottosegretario alla giustizia Delmastro è stato socio per un anno con la figlia di Caroccia, Miriam (indagata per intestazione fittizia di beni e riciclaggio in concorso col padre), l’ex vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, e altri esponenti di FdI del biellese. In serata, infatti, è in programma una riunione della Giunta per il regolamento di Montecitorio che dovrà decidere se consentire ai componenti della Giunta per le autorizzazioni a procedere la consultazione degli atti trasmessi dal procuratore Lo Voi. In particolare la trascrizione dei messaggi tra Delmastro e i due Caroccia inviata dal legale di Caroccia senior ai pm. Per domani, quindi, la stessa Giunta per le autorizzazioni a procedere dovrà esprimersi per confermare o meno il no alla richiesta di utilizzare quelle stesse chat “parlamentari” avanzata a giugno dai pm. Poi la parola potrebbe passare all’aula per il voto finale.
Commissione Covid.
Sempre domani, a meno di rinvii tra mercoledì e giovedì, è prevista anche l’audizione del leader M5S Conte all’interno della Commissione bicamerale d’inchiesta sulla gestione della pandemia. Lo stesso Conte annuncia: “Ne vedremo delle belle”. Un’audizione attesa dopo le accuse sulla gestione degli appalti per l’emergenza sanitaria, all’epoca del governo Conte II, lanciate dall’imprenditore Dario Bianchi, più volte ospite degli eventi pubblici di FdI, e la successiva scoperta di una transazione da 100 milioni di euro chiusa dall’attuale governo con la Jc Electronics di Bianchi.
[…]
Programma Safe.
M5S e AvS sono pronte ad alzare i toni anche per le comunicazioni del ministro dell’Economia, che mercoledì è atteso alla Camera, in mattinata, e al Senato nel pomeriggio, per relazionare “in merito all’avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale”. Vale a dire la richiesta di “deviare temporaneamente dai requisiti di bilancio” fissati a livello europeo per accedere a un prestito dell’Unione da 14 miliardi di euro e finanziare gli appalti, in parte già avviati, per il revamping delle forze armate.
Giustizia-Migranti.
Mercoledì sera “con prosecuzione notturna ed eventualmente nella giornata di giovedì” è previsto anche il voto finale, con la fiducia, sulla conversione in legge del decreto giustizia-migranti. Diciotto articoli che riducono, tra l’altro, da tre a due le prove scritte dell’esame per diventare avvocati, già approvati con la fiducia la scorsa settimana in Senato. Dopo un lungo braccio di ferro all’interno della maggioranza su un emendamento per l’estensione dell’utilizzabilità delle intercettazioni a inchieste diverse da quelle per le quali sono state autorizzate.
Legge elettorale.
Non pare destinata a risolversi prima di settembre, invece, un’altra discussione all’interno della maggioranza: quella sulla legge elettorale. Anche se ieri il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha aperto a un’intesa dopo l’irritazione scatenata dalle indiscrezioni sulle sue parole durante una riunione con i senatori azzurri (“I fascisti capiscono solo la forza”). Per provare a chiudere la crisi aperta dai franchi tiratori all’interno della maggioranza che a metà luglio hanno affossato alla Camera la reintroduzione delle preferenze tanto cara ai meloniani.
“Non c’è nessuna crisi, né sulle preferenze né su altro. Non c’è stato nessun attrito. La riforma elettorale deve garantire stabilità al nostro Paese, più di quanto non garantisca la legge elettorale attuale. Quello è l’obiettivo fondamentale della riforma”. Così il leader degli azzurri a margine del Caffè de La Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca).
“Abbiamo già detto – ha aggiunto – dopo una riunione alla Camera e poi al Senato, che noi siamo favorevoli ad un emendamento sulle preferenze, che introduca le preferenze con il capolista bloccato”.
Oggi un senatore forzista, Rosso, dovrebbe presentare agli alleati un nuovo emendamento sul tema da approvare durante la discussione del testo arrivato da Montecitorio. Ma non c’è fretta. Anche perché i mal di pancia tra gli azzurri restano e c’è chi teme che i franchi tiratori della Camera possano giocare altri brutti scherzi. A partire dal voto sulle chat di Delmastro.