La protesta dei rappresentanti pentastellati sul caso delle conversazioni tra l’ex sottosegretario e Mauro Caroccia

(lespresso.it) – A qualche ora dalla riunione della Giunta per il regolamento della Camera, che dovrà esprimersi sulla possibilità o meno da parte di un’altra Giunta – quella per le autorizzazioni – di visionare le conversazioni tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, torna la protesta del Movimento 5 stelle in Aula. I deputati e le deputate pentastellate hanno esposto due striscioni con scritto “Fuori le chat” e “Aprite subito la cassaforte”.

Il riferimento è a quanto successo alla fine della scorsa settimana, quando il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha fatto chiudere la cassaforte contenente il cd con le conversazioni tra l’ex sottosegretario e l’uomo ritenuto essere dagli inquirenti prestanome del clan Senese, dopo che il presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori di Avs, aveva invece disposto che i componenti dell’organismo potessero prendere visione della documentazione. Il Movimento 5 stelle torna a chiedere “trasparenza per far sì che emergano tutte le informazioni utili per la magistratura che sta indagando sul clan Senese”.

“Ma cosa c’è scritto in quelle chat? È incredibile quello che state facendo per coprire quello che Delmastro ha detto e scritto con Caroccia – ha attaccato in Aula il capogruppo 5 stelle Riccardo Ricciardi -. Chi è Caroccia? Caroccia è stato condannato per essere il prestanome della famiglia Senese” che “è la famiglia camorristica che controlla il traffico di droga”. “Questo è il personaggio con cui il nostro sottosegretario aveva conversazioni. E voi parlate di legalità? La presidente Meloni deve rendere conto di tutto questo”.

“Il presidente della Giunta per le autorizzazione Devis Dori non ha potuto accedere alla documentazione che riguarda il caso Delmastro, così gli altri colleghi della Giunta, per volontà del presidente della Camera, che aveva mandato i documenti alla Giunta stessa. La decisione in merito alla richiesta della Procura di Roma di essere autorizzata alla visione dei messaggi nell’ambito di una indagine molto importante verrà così presa al buio. Chiediamo al presidente Fontana di rendere conto di questa decisione, un vero e proprio alt che limita fortemente le prerogative del presidente Dori e di tutti i membri della Giunta, non è tollerabile questa situazione che non ha precedenti”, così in Aula la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella.

“È gravissimo l’attacco alle prerogative dei parlamentari”, “ci dispiace che questa destra stia riuscendo con questa azione di pressione politica a condizionare anche l’azione del presidente della Camera – ha detto il deputato del Pd Federico Gianassi -. La Camera è chiamata a scegliere tra tutelare la riservatezza dei messaggi che un sottosegretario si è scambiato con una persona condannata per reati di mafia o l’interesse delle istituzioni a perseguire i reati di mafia. E’ questa la posta in gioco”, “se la destra, FdI e Meloni decidono che bisogna tutelare la segretezza di quella conversazione a costo di sacrificare un procedimento contro la mafia, almeno non andassero più a celebrare Borsellino e i caduti per la mafia”, ha aggiunto.