(di Alessandro Onorato) – “Vogliono escluderci dalle prossime elezioni politiche: pensavamo di aver fatto un grande lavoro, ma non avevamo capito di essere diventati così scomodi”. Lo dichiara Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia, in un video sui propri account social.

“La nuova legge elettorale è costruita contro Progetto Civico Italia, perché – continua – prevede che una nuova forza politica come la nostra debba raccogliere almeno 378.000 firme, cioè 6 mila firme a collegio. Mentre nella legge elettorale precedente ne bastavano 94.500. E per di più queste firme devono essere raccolte a mano su carta, senza spid e in appena 10-15 giorni con cancellieri e notai. Vuol dire che in regioni piccole come la Valle D’Aosta, dove l’ultima volta alle politiche hanno votato 51.000 persone, le 6.000 firme necessarie per presentarsi corrispondono all’11% dei voti espressi.

Una barriera creata ad arte per impedire a Progetto Civico di partecipare alle prossime elezioni. Tutti gli altri partiti sono esentati dalla raccolta firme, anche chi ha solo un gruppo in una delle due camere, come Noi Moderati di Maurizio Lupi, che alle ultime elezioni prese solo 275.000 voti. Cioè 100.000 in meno delle 378.000 firme che oggi devono essere raccolte per por potersi presentare davanti agli elettori.

Mi sembra evidente che stiamo facendo paura e che la crescita di Progetto Civico sta dando fastidio. Voglio ricordare però che la Costituzione parla chiaro e le sentenze della Corte Costituzionale ribadiscono che seppur il Parlamento abbia ampia discrezionalità, cioè può fare come vuole, le scelte legislative non possono tradursi in disparità arbitrarie rispetto a chi è già in Parlamento o in ostacoli creati ad arte come la raccolta delle firme. Non può decidere la Meloni al posto di 52 milioni di elettori. Con grande rispetto mi sono permesso di appellarmi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale ho scritto affinché vigili, come sicuramente farà, su quello che sta avvenendo in Parlamento perché una democrazia rappresentativa rimane tale se consente l’emersione di orientamenti e istanze politiche nuove lasciando poi agli elettori e solo a loro di valutare la credibilità, il programma e il consenso.

Se il Governo Meloni non tornerà sui propri passi, saremo costretti a scendere in piazza. Lo devo a oltre 1000 amministratori – sindaci, consiglieri regionali e comunali, assessori – che in oltre 1000 comuni da Bolzano a Caltanissetta hanno aderito a Progetto Civico Italia”.