
(estr. di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – […] Il disastro Pirlo non è solo la maniera più mitologicamente fantozziana che Malagò poteva inventarsi al debutto (debutto?), ma è pure l’ennesimo orrore partorito dal calcio italiano. Da sempre il mondo del pallone incarna al meglio il peggio della politica nostrana, ma qui si stanno toccando picchi inimmaginabili di incapacità, amoralità, ipocrisia e tafazzismo. La fredda cronaca.
Il gattopardo. Per uscire da una crisi che ci ha regalato tre mondiali senza qualificazioni (in mezzo a un Europeo vinto non si sa come), il calcio italiano pensa bene di “rinnovarsi” puntando sul nome più polveroso, furbino, antiquato e politicamente bolso: ovvero Giovanni Malagò, l’eterno gattopardo, buono per tutte le stagioni (soprattutto quella renziana). Puntare su di lui per “rinnovare” sarebbe come puntare su Vannacci per insegnare ai giovani l’antifascismo. Daje!
[…]
Maquillage. Per fingersi nuovo, Malagò punta su uno dei nomi più popolari in Italia, Paolo Maldini, che a sua volta chiede di farsi affiancare da Leonardo per riformare radicalmente l’ambiente. Maldini, che come dirigente resta insondabile ma che di sicuro conosce tutti, punta su Guardiola. Nome suggestivo, ma ovviamente impossibile, anche solo per il fatto che Pep è un allenatore e non un ct, e la sua meticolosità non potrebbe mai sposarsi con un ruolo che gli garantirebbe al massimo i giocatori (peraltro di scarsa qualità) per due-tre giorni ogni due mesi. Guardiola rifiuta, perché ha promesso alla sua famiglia di fermarsi un po’ e – soprattutto – perché passare dal Manchester City a questa nazionale sarebbe masochismo inaudito. La stampa italiana lo critica perché avrebbe chiesto 10 milioni di euro l’anno (qualcuno scrive 20). Comunque pochi, per uno che sarebbe dovuto passare da Haaland a Bastoni: nessuno merita un contrappasso così atroce.
Pirlate. La situazione degenera in farsa. Maldini e Leonardo puntano su Pirlo, da sempre loro amico e pupillo, solo che c’è un problema: non lo vorrebbero come giocatore (in questa squadra giocherebbe titolare pure da fermo), ma come allenatore. E da allenatore Pirlo ha dimostrato poco poco. Tanto valeva tenersi Baldini: costava di meno, era più esperto e probabilmente persino più motivato e popolare.
La dura legge della Picierno. La scelta di Pirlo non convince nessuno, e i motivi per non avallarla sono molteplici. Due su tutti: la poca esperienza come allenatore (difficile esaltarsi per le sue esperienze con Juve e Samp) e il possibile conflitto di interessi (suo figlio e il figlio di Maldini si stanno facendo le ossa come procuratori). Abodi borbotta, ma Malagò non fa una piega: mugugna, ma sembra orientato ad appoggiare un quadriennale da 1 milione e mezzo l’anno per Pirlo. Qui però arriva il capolavoro: a far saltare il banco sono la Picierno, Calenda e tutti quelli che vedono “putiniani” ovunque. Perché? Perché Pirlo è testimonial di un’agenzia di scommesse russe e quindi, essendo fiancheggiatore del Male, non può allenare l’Italia. Ora: chi scrive vieterebbe le scommesse e ancor più le pubblicità sulle scommesse, siano esse interpretate da Pirlo, Totti, Toni, Abatantuono eccetera. Italiane, russe, venusiane: tutte. Sono moralmente abominevoli. Ma far saltare il contratto del ct della Nazionale perché lo ha detto la Picierno, e far credere che Pirlo (che si intende di politica come Bocchino di previsioni) sia putiniano, è tanto surreale quanto vagamente imbecille. E invece è esattamente ciò che accade.
Gran finale. Pirlo fa sapere che non è più candidato come allenatore azzurro, Maldini si chiama già fuori, Malagò sogna Mancini (per premiarlo di avere sfanculato tre anni fa proprio la Nazionale), Palladino o Thiago Motta, la serie A vuole Conte e tutto non potrebbe andare peggio di così. Un capolavoro autentico. Ma chiuderlo una volta per tutte ‘sto calcio, no?
“Ma chiuderlo una volta per tutte ‘sto calcio, no?”
Caro Andrea è una boutade vero?? Lo sai che se chiudono il calcio in Italia arriva la tanto attesa rivoluzione e quindi la risposta è già scritta fa tempo e nota a tutti i politici di dx sx e centro: il calcio non si tocca!
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