
(di Michele Serra – repubblica.it) – Le immagini della lunghissima coda, sotto il sole e sull’asfalto, per accedere al rifugio che porta alle Tre Cime di Lavaredo, dicono con una certa evidenza che il turismo di massa va a danno prima di tutto dei turisti. La montagna è per eccellenza il luogo dei grandi spazi e dei grandi silenzi, viverla come un’occasione di calca e di costrizione è un vero e proprio paradosso.
Il problema dell’overtourism (leggi: quante persone possono stare in un metro quadrato senza sopraffarsi a vicenda?) è enorme; e difficile da affrontare. Non è sostenibile l’idea che spazio e silenzio debbano essere un privilegio per pochi. Né può reggere, d’altra parte, l’ipotesi che il diritto alla bellezza possa portare a sopraffarla — come sta accadendo a Venezia e Firenze. Dunque qualcosa si dovrà pur fare, che non sia solo mettersi in coda e pazientare.
Una cosa che si può fare, per esempio, è abbandonare la coda. Nell’overtourism ha un peso enorme l’effetto gregge, il desiderio di essere laddove sono tutti perché il numero rassicura “culturalmente”: se tutti sono qui, ci sarà pure una ragione, dunque mi ci metto anche io. Ma il numero — vedi la sovrappopolazione, vedi la sua ricaduta ambientale — ha smesso da tempo di essere una prova a favore. La nostra presenza formicolante sul pianeta è oggettivamente un problema, non una virtù, e per affrontarla bisogna rivedere parecchi dei nostri paramenti di giudizio.
Le Alpi sono molto grandi (perfino Venezia è più grande di quello che sembri vista da San Marco o dal Canal Grande), intere vallate, benché bellissime, hanno scarso uso turistico, e perfino in agosto, specie se sali di quota, la montagna è ancora montagna, deserta e silenziosa. Forti della inevitabile rinuncia (alle Tre Cime, volendo, si andrà in bassa stagione) ci si deve abituare a decidere la propria destinazione abbandonando le rotte più conosciute.
Le tre cime o il lago di Braies, sono magnifici ma fare la fila per andarci, no grazie.. Se tutti quelli che la fanno, ragionassero come me non ci sarebbero code.. Le bellezze sono di tutti è ovvio ma camminare a Venezia o in altre città d’arte stupende con la massa turistica, non ti fa vedere proprio niente! Che gusto c’è? Solo per il semplice fatto di dire: “sono stata a Venezia”!?! Bella roba! I vaporetti sono carnai strapieni a tutte le stagioni, la popolazione autoctona sempre meno presente in centro storico, le calli straboccanti di turisti che camminano inconsapevoli trascinati a forza dal flusso! Proprio una bella esperienza!
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